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Milano | Navigli – Il ponte dello Scodellino non è più bello così?

Ecco le immagini del ponte dello Scodellino ripulito e restituito alla città. Perché secondo gli imbrattamuri dev’essere più bello imbrattato coi loro stupidi scarabocchi?

Il ponte si trova alla fine del Naviglio Grande prima che questo entri nella Darsena, ed è il proseguimento di Viale Gorizia. Venne ingrandito negli anni Venti e prende il nome di Ponte dello Scodellino perché, pare, derivi dall’abitudine dei comballi (i comballi erano i conducenti delle chiatte e dei barconi che trasportavano materiale lungo i navigli, principalmente sabbia) di fermarsi presso un’osteria nelle adiacenze del ponte per consumare una scodella di minestra.

Il ponte venne restaurato nel 2013 e pochi giorni dopo era già imbrattato. La zona dei Navigli, pur essendo una delle zone più turistiche della città è anche la peggio mantenuta e forse anche la più degradata della città. Adesso vedremo quanto rimarrà pulito.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


4 thoughts on “Milano | Navigli – Il ponte dello Scodellino non è più bello così?

  1. Claudiogi

    Mi secca un po’ fare il preciso ma, da vecchio milanese sessantreenne, devo dire che comballo (pronuncia dialettale cumball) è il nome di un tipo di imbarcazione in uso sui laghi per il trasporto delle merci. il conducente dei barconi (pronuncia dialettale barcun) è barchiroeu. La mia prozia ha gestito per anni dal 1930 al 1955 la butega de prestinee (forno per la produzione del pane) sita al numero 21 di Ripa Ticinese. Quanto al ponte e al quartiere tutto, di struggente bellezza, vale quanto vale per il resto della città: la condizione di pulizia dovrebbe essere la norma e non la faticosa eccezione di un intervento una tantum.

  2. Claudio K.

    La pulizia deve essere A INTERVALLI REGOLARI, se no non serve a niente.

    Vivo in un’altra zona particolamente presa di mira, quella di Melchiorre Gioia: ultimamente è aumentato il numero di condomini che fanno ripulire le facciate (forse per il generale innalzamento di livello del quartiere grazie alla vicina Porta Nuova), ma ho notato più volte che i vandali FANNO APPOSTA a colpire le facciate appena ripulite (anzi, dalla ricorrenza di certe sigle, si intuisce che ci deve essere una gara tra loro a chi arriva primo).

    Dato che l’obiettivo di questi egocetrici frustrati è il famoso quarto d’ora di celebrità (presumibilmente l’unico che avranno mai nella vita), l’unico modo per scoraggiarli è che le loro “opere” spariscano immediatamente.

    Viaggiando per lavoro, ho notato che per esempio in Germania le scritte vengono subito coperte con una mano di vernice uguale a quella dell’edificio, senza aspettare di poter fare la vera e propria pulizia (come, del resto, si è sempre fatto anche da noi e non capisco perché non si faccia più).

    Spero almeno che Rozza & Co. abbiano avuto il buon senso di far stendere sul ponte la pellicola protettiva dopo la pulizia!

  3. Stefano

    Se devo essere sincero a me così non piace, e qualsiasi cosa sarebbe meglio – graffiti compresi.

    Se lo si colorasse o decorasse, magari legalmente, sarebbe molto più bello. Ora come ora a me sembra solo un anonimo insieme di lastroni grigi e senza vita. Inoltre una zona come quella dov’è posizionato meriterebbe la compagnia di un po’ di colore, invece che di quel grigio-beige spento e senza vita che contrasta parecchio con la vitalità alla quale Milano sta restituendo l’area.

    Mah…

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