"Anche le città hanno una voce" — Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Le interviste di Urbanfile: il candidato Sindaco Corrado Passera

In vista delle ormai prossime elezioni amministrative, Urbanfile sta incontrando i candidati alla carica di Sindaco; le interviste sono focalizzate principalmente sui temi che abbiamo indicato nel nostro #Manifestourbanfile 

Oggi pubblichiamo il resoconto dell’incontro con Corrado Passera.

Seminario "Persona, Governance e Mercato. Verso un nuovo umanesimo economico"

 Urbanfile: La prima domanda riguarda un tema di cui abbiamo sentito molto parlare e che ci incuriosisce. Può spiegarci in cosa consiste il progetto di Milano Città Stato?

Corrado Passera: Milano non è una città “normale”, Milano è una grande città che può giocarsela meglio di altre e potrà farlo solo se saprà essere uguale alle belle, forti e dinamiche città del Mondo iniziando a collocarsi nel pianeta delle “grandi metropoli europee”; io credo che Milano, al pari delle altre grandi città del Mondo, abbia il diritto di essere una città che abbia almeno i poteri di una Regione.

La nostra Costituzione prevede che l’organo che può fare leggi in alcuni campi, che può amministrare le tasse dei cittadini sia la Regione; vogliamo che la Grande Milano abbia la dignità per potersela giocare e poter svolgere un ruolo centrale che anche all’Italia serve; possa parlare direttamente con Roma e con Bruxelles.

L’art. 132 della Costituzione prevede questa possibilità quando dice che  “Si può con legge costituzionale, sentiti i Consigli regionali, disporre la fusione di Regioni esistenti o la creazione di nuove Regioni con un minimo di un milione d’abitanti, quando ne facciano richiesta tanti Consigli comunali che rappresentino almeno un terzo delle popolazioni interessate, e la proposta sia approvata con referendum dalla maggioranza delle popolazioni stesse”

Avremo tutti contro perchè questo è esattamente ciò che la politica tradizionale non vuole: l’autonomia, entità forti che si affrancano dagli apparati. Però abbiamo dalla nostra parte la Costituzione e credo anche i cittadini .

L’idea di diventare capitale della Sanità, dell’Università, delle start up, lavorare in autonomia su verde, trasporti, agricoltura porterebbe ad avere la velocità per fare le cose, ad avere il controllo sulla fiscalità e a cavarcela da soli. Non è una secessione ovviamente: si tratta di usare un meccanismo che esiste e che potrebbe facilmente essere applicato per essere una delle Regioni più grandi, più belle e più virtuose. Questo è un elemento portante del programma che abbiamo presentato.

Area_Metropolitana_Milano

L’area metropolitana di Milano, da Novara (sulla sinistra) a Bergamo (sulla Destra)

Urbanfile: cosa pensa della situazione attuale della Città Metropolitana?

Corrado Passera: Al momento è un’istituzione vuota: la Regione si porta via tutto quel che può, nessuno se ne occupa, il Sindaco della Città Metropolitana non ha dato segni di esistere, la stessa legge non è affatto chiara. Il giudizio è totalmente negativo, il potenziale del progetto di Città Stato è invece enorme.

Urbanfile: Tra i temi di cui si è parlato tanto negli ultimi tempi ci sono gli Scali Ferroviari. Ci illustra la Sua idea su quel che è successo e su quel che succederà se Lei dovesse diventare il Sindaco di Milano?

Corrado Passera: quello che è successo è sotto gli occhi di tutti. Degli incapaci se la sono palleggiata per cinque anni senza riuscire a fare nemmeno l’accordo di base con le Ferrovie.

Io credo che sia un’opportunità strepitosa perchè si tratta di una corona di verde che ridisegna la città, dandole uno spazio e dei luoghi oggi inimmaginabili a patto di due cose: che ciascuno di questi pezzi sia rispettoso del luogo in cui si trova, perchè sono quadranti di città con una propria storia. Secondo che facciano parte di un progetto comune che risolva le carenze attuali della città. A Milano manca il verde, manca lo sport, mancano luoghi di aggregazione e di cultura condivisa, manca housing sociale nella sua forma più intelligente (case belle e sostenibili da famiglie con redditi non troppo alti). Questi sono gli spazi ideali

Mappa_Milano_Scali_Ferroviari

Urbanfile: Qual’è la sua visione del trasporto urbano da qui ai prossimi cinque, dieci, anni? Investire su trasporti sotterranei, in superficie, ecc?

Corrado Passera: oggi dobbiamo completare quello che c’è e farlo in tempi rapidi.

Poi, prima di porci il tema di costruire altre linee, dobbiamo porci il tema di usare bene quel che c’è. Ottimizzare i trasporti nella cerchia dei Navigli, modificare la cerchia della 90/91 in modo che sia veloce, funzionale e sicura; completare la circle line delle ferrovie. Questo ci permetterà di collegare in molti punti gli scali

Con lavori tutto sommato sostenibili possiamo unire i punti facilmente collegabili.

Urbanfile: nel nostro manifesto parliamo anche della necessità di creare nuovi impianti sportivi. Come sarà possibile farlo secondo Lei?

Corrado Passera: dei due miliardi di fondi pubblici che io intendo ricavare dalla vendita di participate finanziarie e immobili non necessari, che poi daranno luogo ad almeno 4/5 miliardi di investimento; il primo investimento che intendo portare avanti riguarda casa e housing sociale, il secondo campus e scuole, il terzo gli impianti sportivi

Siamo una città poverissima da questo punto di vista; Milano deve avere un palazzetto dello sport degno di questo nome. Milano sta rimanendo indietro in tutto, dobbiamo assolutamente recuperare.

Le scuole sono poi il punto ideale in cui costruire validi impianti sportivi che possano servire agli studenti in orario scolastico ed extra scolastico e che possano poi aprirsi alla cittadinanza in alcuni momenti della giornata.

 

Urbanfile: parlando di scuole, quali sono i progetti in merito all’edilizia scolastica?

Corrado Passera: la questione è piuttosto semplice. Bisogna individuare quale scuole abbiano necessità di interventi e rifarle totalmente. Non è possibile pensare di sistemare le scuole con piccoli investimenti. Bisogna pensare invece a grandi investimenti per rifare le scuole, rifarle belle, sicure, ecologiche, con impianti sportivi all’avanguardia. Non possiamo aspettare una generazione per fare queste cose.

Scuola vuol dire anche campus: Milano ha bisogno di strutture valide che consentano di accogliere gli studenti che vogliano venire a Milano.

 

Urbanfile: come Milano può diventare attrattiva per investitori e operatori italiani e stranieri?

Corrado Passera: bisogna accogliere gli investitori con i tappeti rossi, accompagnarli rendendo loro la vita facile; chi può portare lavoro in questa città deve avere tempi certi di gestione delle pratiche, persone dedicate che possano supportarlo nell’avvio delle attività.

Poi questa deve diventare una città in cui accada qualcosa, in cui esistano energie, progetti, un’idea di metropoli che sta cambiando forma.

Deve essere una città in cui l’inquinamento sia sotto controllo; in questi cinque anni i livelli di inquinamento non sono scesi minimamente.

Deve poi esistere un palinsesto che vivacizzi la città

Per voler bene a questa città bisogna avere grandi ambizioni con il pragmatismo nell’affrontare i problemi.

Panorama_Milano.jpg

Foto Matteo Stella

 

Urbanfile: cosa ne pensa del fatto che a Milano esistano due aeroporti, entrambi di dimensioni non grandi?

Corrado Passera: purtroppo in passato è stato commesso un errore enorme dall’amministrazione Moratti che, insieme alla Giunta Formigoni in Regione, ha deciso di non unire i due scali con il risultato che, come sappiamo, due piccoli aeroporti insieme non equivalgano a un grande aeroporto. Ormai dubito si possa portare avanti un progetto unitario perchè molti operatori si sono spostati su Roma o su altri scali internazionali.

 

Urbanfile: quali sono gli interventi che farebbe come Sindaco nel campo della cultura?

Corrado Passera: Cultura è innanzitutto Università e dobbiamo rendere Milano più di oggi capitale universitaria internazionale

Cultura è produzione: dalle arti figurative al teatro, dalla musica alle nuove arti. Per essere città produttiva Milano deve attrarre nuovi talenti e può esserlo attraverso l’allocazione di spazi, di luoghi espositivi e con l’incentivo a chi produce.

Cultura è gente di tutto il Mondo che viene a Milano. Penso all’attività congressuale che, se opportunamente incentivata e finanziata con la tassa di soggiorno, può rendere Milano estremamente attrattiva

Cultura è il modello Salone del Mobile diffuso durante tutto l’anno, magari con eventi più piccoli.

Noi abbiamo un progetto che si chiama Palinsesto 365 che racconta come tutte le settimane dell’anno debbano avere qualcosa di attrattivo a livello culturale.

Cultura non è solo l’altissima cultura professionista ma anche la diffusione dell’attività amatoriale orchestrale, corale. In tante città europee esistono migliaia di persone che fanno cultura diffusa perchè hanno facilità nel reperire luoghi in cui esprimersi.

Infine i Musei: io ritengo che siano un motore potenzialmente importante a patto che siano facilmente gestibili. Seguiamo il modello di molte città europee, Torino compresa, in cui i Musei sono stati trasformati in Fondazioni. La proprietà non si discute, rimane pubblica. Ma la gestione diventa privatistica a livello di assunzioni, gestione, marketing, sponsorship

Deve poi esistere un progetto bandiera che è quello della Grande Brera. E’ vero che si tratta di una istituzione statale, ma il Comune può fare moltissimo.

 

Urbanfile: come vede il progetto del post Expo?

Corrado Passera: che in cinque anni non si sia pensato a cosa sarebbe successo a partire dal 1 novembre è vergognoso. L’amministrazione comunale, l’amministrazione regionale e il Commissario oltre a gestire l’evento avevano il dovere di dire cosa ci sarebbe stato dopo. Questo non è stato fatto.

La vergogna è che Milano e la Lombardia debbano andare a elemosinare idee, prima ancora di soldi, a Roma. Il progetto Human Technopole è inaccettabile, è privo di senso e a dir tanto occupa il 5% dell’area. Non esiste nella realtà un progetto per il dopo Expo. Quel luogo è idealmente una meraviglia perchè un quadrante della città metropolitana di 5 milioni di metri quadri collocato strategicamente; bisogna rendere il progetto finanziariamente sostenibile; io non distruggerei nulla di Expo. Prenderei un milione di metri quadrati che e ne farei uno dei più bei parchi della città metropolitana. Prenderei la parte dell’artigianato e delle piccole imprese abbandonate e ne farei un parco tecnologico a condizioni agevolate per nuovi insediamenti. Cascina Merlata può diventare luogo di residenza di quello che diventerà Expo

In quel territorio bisogna concentrare facoltà scientifiche, laboratori di ricerca e correlati insieme al più bel campus d’Europa e alcuni degli impianti sportivi che possono fare di Milano una grande attrazione.

Il resto viene da solo; così facendo abbiamo creato un nuovo centro della Città Metropolitana, con una missione autonoma di innovazione. A Città Studi, negli spazi che si libererebbero, si potrebbe realizzare il Campus del Politecnico e avremmo un progetto sensazionale.

sito_espositivo_expo_cardo_decumano

 

Urbanfile: perchè dovremmo votarla?

Corrado Passera: perchè poche persone possono portare a un progetto di questo genere l’esperienza che porto io, poche persone hanno amministrato una grande burocrazia pubblica (le Poste) e l’hanno aggiustata; poche persone hanno creato a Milano un luogo di credito, finanza e investimento come ho fatto io con Intesa San Paolo; poche persone hanno direttamente amministrato insieme ad altri luoghi di cultura come Mondadori, Bocconi, la Scala; poche persone in Italia possono dire che nel campo del Terzo Settore hanno realizzato una cosa come Banca Prossima che è probabilmente la realtà più bella che esista in Europa nel campo della facilitazione del finanziamento dell’impresa sociale.

Accanto a tutto questo c’è l’entusiasmo e l’orgoglio di voler realizzare questo bellissimo progetto.

Per fare queste cose bisogna essere indipendente perchè i partiti tradizionali non renderebbero possibile lo sviluppo di un progetto tanto ambizioso. Ci vuole un Sindaco indipendente che possa chiedere l’autonomia per la città, vendere le participate e far crescere Milano

 

Intervista raccolta da Claudio Nelli e Letizia Paratore




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com


8 thoughts on “Le interviste di Urbanfile: il candidato Sindaco Corrado Passera

  1. Claudio K.

    Giustamente, voi di UF date spazio a tutti per par condicio (o “par condition” come dicono quelli imparati). Ma dopo il sindaco-amministratore di condominio, a Milano ci mancherebbe solo il sindaco-ex banchiere.

    E poi ancora con ‘sta storia che se uno ha gestito bene un’azienda allora gestirà bene anche un’amministrazione pubblica?? Sono 20 anni che ce la raccontano questa favola, e abbiamo visto com’è andata: gli ultimi 20 anni sono stati il periodo di maggior declino dell’Italia dall’Unità ad oggi.

    Un Comune (o un Paese) NON è un’azienda e non si può gestire con logiche aziendalistiche (o peggio ancora di finanza — remember i derivati della Moratti???).

    Meno male che non vincerà mai. Spero solo che la sua candidatura serva almeno a togliere voti a Parisi, che ha già detto che se vince lui abolisce Area C. Alla faccia dei Genitori Antismog…

  2. Matteo

    Mi cascano un po’ le braccia leggendo le risposte di Passera.
    Non che mi entusiasmasse con la sua proposta politica (manifesti con frasi fatte e banali), ma leggere che “prima di porci il tema di costruire altre linee, dobbiamo porci il tema di usare bene quel che c’è. Ottimizzare i trasporti nella cerchia dei Navigli, modificare la cerchia della 90/91 in modo che sia veloce, funzionale e sicura; completare la circle line delle ferrovie.” dopo che gli ultimi manifesti propongono una linea metropolitana circolare che connetta tutte le altre o far passare come un investimento leggero il completamento della cintura ferroviaria significa quantomeno non avere le idee chiare.

  3. wf

    Ahahahaha–

    A Corrado Passera (che spero anceh io tolga voti a Parisi/Decorato/Santanchè (la mejo gioventù ndr) rispondo con le parole di Lucio Battisti:


    Ancora tu non mi sorprende lo sai

    Ancora tu ma non dovevamo vederci più?

    E come stai? Domanda inutile

    Stai come me e ci scappa da ridere.

  4. Nicola

    Nelle prossime interviste fareste anche domande sul decoro della città, pulizia, marciapiedi, limitazione delle auto, sviluppo della ciclabilita? Sono cose più realizzabili da un sindaco che quelle baggianate delle città stato

  5. Anonimo

    A parte l’idea di Città Stato (fesseria come la macro regione della Lega, che infatti non si è realizzata, dimenticata il giorno dopo le elezioni) tutto il resto è la solita generica lista di buone intenzioni, senza proposte concrete.
    Sembra uno che non gira Milano da anni.

  6. Marshall

    Il dott. Passera ha, perlomeno sull’Urbanistica e sulla Mobilità, le idee molto confuse.
    Su altre questioni, non mi pronuncio, perché sono fuori dal mio campo professionale.
    Tuttavia mi sembra che per un candidato sindaco di Milano questi argomenti siano basilari.
    Passera dovrebbe studiare di più questi argomenti e farsi aiutare da esperti veri. Il problema dei manager è che spesso disprezzano la cultura tecnica e, in genere, le competenze “verticali”, quelle che servono per fare davvero le cose e, soprattutto, per farle bene.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.