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Milano | Creta-Primaticcio – Inaugurato il giardino Artemisia Gentileschi

Lo spazio verde nel quartiere Primaticcio di Milano, che si estende tra viale  Legioni Romane e la stessa via Primaticcio è stato intitolato a Artemisia Gentileschi il 30 marzo 2016. La scelta del Comune è ricaduta sulla figura della pittrice romana, in virtù della sua grande valenza artistica, ma anche della caratura sociale che la Gentileschi incarna, in quanto a lotta per l’indipendenza femminile e riconoscimento dei diritti fondamentali delle donne.

Nata a Roma nel 1593, figlia del pittore Orazio Gentileschi di cui superò la fama, e scomparsa a Napoli nel 1653, Artemisia è stata una straordinaria pittrice per il suo talento e le sue tele d’ispirazione caravakggesca, oltre ad esser stata una donna impegnata a perseguire al tempo stesso la propria indipendenza e l’affermazione artistica, lottando contro difficoltà, avversa fortuna e pregiudizi.

Nel 1612, infatti, Orazio Gentileschi – padre della pittrice – sporse querela contro lo stupratore, Agostino Tassi, su richiesta della donna, facendola così sottoporre alle pratiche dei processi per stupro dello Stato Pontificio, che prevedevano la tortura fisica della vittima, per purificarla del disonore e verificare l’attendibilità del fatto. La vicenda – taciuta per oltre un anno – suscitò i pettegolezzi e le dicerie del popolo, tanto da trasformarsi in un argomento diffamatorio per la pittrice.

Quando avvenne il fatto, però, Orazio Gentileschi e Agostino Tassi stavano ultimando gli affreschi della loggetta del Cardinal Borghese, a Roma. Una delle letture della vicenda, ad oggi, vede Orazio attendere di concludere il lavoro prima di inoltrare la denuncia, mentre l’esame dei documenti processuali ipotizza anche che il Tassi avrebbe promesso di sposare Artemisia, senza poi onorare la parola data, suscitando la reazione del padre.

Artemisia Gentileschi è divenuta con il tempo una figura iconica nella storia della battaglia per l’affermazione della parità dei diritti tra uomo e donna. La decisione del Comune costituisce quindi un omaggio importante a una figura dall’altissima statura artistica, oltre che umana, raro esempio passato alla storia di grande artista al femminile, alla cui opera è stata dedicata nel 2011 una grande mostra a Palazzo Reale visitata da oltre 160 mila visitatori.

Si tratta di un omaggio che potrà diventare per la Città un’ulteriore occasione di riflessione sul tema del valore dei diritti delle donne, di grande attualità anche oggi, dovunque nel mondo.

 

Assieme ad Artemisia Gentileschi è stata dedicata anche una pianta, un acero rosso, a Teresa Sarti, moglie di Gino Strada e insieme a lui fondatrice dell’associazione Emergency. Alla donna, scomparsa nel 2009, è stato dedicato un acero rosso davanti al quale è collocata una targa con la sua frase “se ciascuno di noi facesse il suo pezzettino, ci troveremo in un mondo più bello senza neanche accorgercene”.

 

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Artemisia Gentileschi-Giuditta che decapita Oloferne

Artemisia Gentileschi-Giuditta che decapita Oloferne




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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


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