I fontanili, che danno il nome al progetto residenziale e al nuovo parco pubblico realizzato tra Via Ferruccio Parri, Via Benozzo Gozzoli e la fermata della Metropolitana di Bisceglie, in sostanza non esistono più, così come la vecchia Cascina Cassinazza che coi suoi ruderi da tempo cercava di sopravvivere nella Milano moderna. Il Parco, come abbiamo visto, è stato inaugurato a novembre 2015. Nel frattempo il ponte ciclopedonale tra la via Viterbo, Lucca e il nuovo complesso di via Parri è stato aperto ed è percorribile.
Come dicevamo, la zona era ricca di fontanili e campi agricoli che ruotavano attorno alla vecchia Cassinazza, oramai demolita completamente e sostituita da un nuovo complesso di edifici di cui tuttora ignoriamo la destinazione. La cascina si trovava nel blocco che restava nel mezzo tra il complesso dell’Istituto Penale Minorile “Cesare Beccaria” e il Lambro Meridionale (scolmatore che raccoglie le acque dei torrenti Olona e altri nella zona ovest di Milano sfociando nel Lambro più a valle). In origine il vecchio edificio doveva essere restaurato e trasformato per ospitare servizi sociali ed attività integrate, con aggiunte per uso residenziale universitario. Ora il nuovo aspetto degli edifici è stato completamente stravolto e della vecchia cascina rimane il ricordo solo per pochi appassionati di storia milanese e qualche immagine su Street view di Google col salto temporale sino al 2008 e 2010. Qui troverete il nostro precedente articolo a proposito del progetto Parri-Fontanili.
Le ultime immagini della Cascina Cassinazza del 2004 e 2005 tratte dal libro Le Cascine di Porta Vercellina.
Due immagini tratte da Google-Streetview del 2008/9
Di seguito un immagine di come doveva essere recuperata la cascina.
Cascina Cascinazza
Meglio conosciuta come “la Cassinascia”, si trova in Via Parri, nei pressi dell’Istituto “Beccaria”. Cascina molto grande ed antica, la troviamo già citata nella carta del Claricio del 1659 col nome di “Cassinaccia”, al suo fianco si estendeva un grande bosco che arrivava a lambire la cascina Garegnano Marzo e Lorenteggio. Fino al 7 marzo 1869 assieme alle altre cascine Barocco, Linterno, Garegnano, Creta e Moretto la Cascinazza faceva parte del comune di Sellanuova. In un censimento del 1770, come la Sellanuova, risulta di proprietà dei conti Archinto.
Le terre della Cascinazza sono sempre state molto ricche d’acqua, fino a qualche anno fa vi confluivano i fontanili Corio, Ghiglio, Refreddo e la fognatura di Baggio. Gran parte delle terre della Cascinazza erano coltivate a marcita ed a risaia.
Ora è stata demolita. Nel progetto iniziale del PII Parri-Fontanili era previsto il suo recupero per altri fini (si parlava di case per comunità legate al vicino carcere minorile Beccaria). Inizialmente demolirono solo i tetti per evitare occupazioni abusive ma poi gli anni e il degrado hanno consigliato la demolizione totale. Al suo posto sta sorgendo un centro polisportivo collegato alle costruzioni accanto sul lato opposto del corso del deviatore dell’Olona. Poteva essere recuperata e magari rimanere una cascina agricola attiva e funzionante in un contesto moderno, a memoria delle vecchie cascine milanesi. Invece abbiamo perso anche questo.
Di seguito invece alcune immagini della nuova passerella su via Parri. Si può anche notare il vecchio corso dello scolmatore del Lambro Meridionale ora sotterrato nel tratto tra le vie Prato e Lucca.
Qui sotto invece altre immagini del Centro Polisportivo in costruzione nel parco e alcune immagini del parco dei Fontanili.
Ringraziamo Giovanni Gronda e il libro “Le Cascine di Porta Vercellina”
che peccato per la cascina 🙁
se non erro, oltre al centro sportivo dovrebbero sorgere edifici ad uso sociale, tipo centro per anziani / ambulatori. così mi diceva un conoscente che vive in zona..
Che peccato… ma se non ci sono privati che credono nelle ristrutturazioni, ovvero il mercato non premia tali interventi, dobbiamo accettare questo.
Spero solo che la palazzina non cresca troppo in altezza, non se ne può più di casermoni!
e sul cartello si legge pure “progetto architettonico”!! Ma non offendiamo! L’architettura è un’altra cosa, che non ha nulla a che vedere con questi manufatti industriali (anche se ad uso abitativo o funzionale) di fine secolo.
Delitto urbanistico!La storia non insegna niente. Le cascine sono la memoria di milano, dovrebbero avere il vincolo delle belle arti. Pazzesco che si continui con il loro abbattimento. Bisogna salvare tutte quelle che restano. Gli esempi positivi non mancano. Si veda la cascina rossa di piazza Abbiategrasso abbandonata da mezzo secolo e ora restaurata con progetto rispettoso.
I soldi per la cassinazza andavano recuperati dagli oneri di urbanizzazione.
Manca la cultura della conservazione.
Non ci sono giustficazioni per la distruzione di queste testimonianze della storia della nostra città. Troppo comodo lasciar decadere tutto fino al livello di rudere e poi dire che il complesso era troppo rovinato per poter essere ristrutturato. Dvrebbero essere le norme in materia a rendere impossibili meccanismi di questo tipo. Invece…ecco il risultato. Te saludi Cassinassa.
una sola parola: vergogna!