"Anche le città hanno una voce" | Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Porta Nuova – Via Turati e i sampietrini

Qualcosa a Milano non va, marciapiedi in bitume, strada in blocchi di pietra (pavé) e dove vengono parcheggiate le auto coi sampietrini. La logica vorrebbe magari marciapiedi in pietra, coi sampietrini (cubetti di porfido) e corsia per i parcheggi delle auto in bitume. Invece no. Sappiamo che era già stata fatta così decenni fa, forse negli anni Trenta o Quaranta, ma adesso, che tecnici del Comune la stanno risistemando sembra veramente una presa in giro, tanto più che poco lontano, in piazza della Repubblica al posto dei sampietrini sui marciapiedi ora è stato steso del bitume.

 

2016-03-19_Via_Turati_5

2016-03-19_Via_Turati_2 2016-03-19_Via_Turati_1 2016-03-19_Via_Turati_4 2016-03-19_Via_Turati_0 2016-03-19_Via_Turati_3

Condividi questo articolo su:
Share on Facebook
Facebook
Pin on Pinterest
Pinterest
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin



Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


8 thoughts on “Milano | Porta Nuova – Via Turati e i sampietrini

  1. wf

    Ripeto.
    Il nuovo sindaco dovrebbe investire sulla sensibilizzazione degli Uffici Tecnici comunali per dare una bella sveglia sensibilizzando fortemente nuove LINEE GUIDA per gli interventi di RISISTEMAZIONE e rifacimento urbano/urbanistico.

    Mettere al centro anche con specifiche azioni di formazione/sensibilizzazione al bello gli uffici comunali preposti.

    E’ un investimento a lungo/medio termine che ritorna.
    può fare molto sensibilizzare e indicare priorità e linee guida da parte del Sindaco. Un accendere i riflettori anche da parte della dirigenza politica.
    Anceh con convegni di aggiornamento alle soluzioni e tecniche più attuali.
    Una volta RI-formata questa classe di tecnici e dirigenti poi dovrebbe “andare da sè” e eviare questi NONSENSE.

  2. Adriano

    Scusa wf ma questa cosa che tu dici come fa a funzionare se adesso ogni zona avrà più poteri e potrà spendere dei soldi come meglio crede.

    Ci sarà sempre un ultima parola del comune?i consigli di zona potranno decidere di fare quello che vogliono anche per l’arredo urbano?

    Vi chiedo, perchè secondo me non è la strada giusta, se vogliamo che milano sia tutta bella bisogna stabilire delle regole di realizzazione uguale per tutte le zone.
    Speriamo bene, io ho paura che ci sarà più confusione e quello che dice wf che tutti ci auspichiamo sarà ancora più difficile da realizzare.

    1. wf

      Bhe Adriano,
      in fondo la paura è neutra nel senso che con o senza dobbiamo agire “come se non”.

      Detto questo sono al 100% d’accordo quando dici che ci vogliono indicazioni comuni e omogenee sugli interventi, con una regia superiore comune.
      In altre parole i municipi possono decidere DOVE spendere i soldi, mentre COME deve essere deciso da linee guida stabilite a monte.

      Es. linea guida n.1 – Asfalto sulle aree Motorabili e NON su aree pedonabili/ciclabili
      Pietra/lastrico su aree pedonabili, etc

      Poi io volevo emttere l’accento che più sulla mancanza di VOLONTA’ da parte del comune proprio sulla SCARSA SENSIBILITA’ degli uffici tecnici comunali. GLi impiegati, i dirigenti, i geometri o architetti PREPOSTI a questi rifacimenti.

      Quindi INVESTIRE in attenzione, moral suasion e formazione, amrtella martella potremmoa vere una burocrazia più attenta e sensibile (ina utomatico direi).

      Perchè molti obbrobri mi sembrano usciti propio più che dolosamente semplciemente per impreparazione /disattenzione, non SENSIBILIZZAZIONE sul problema decoro urbanistico/urbano dei soggetti preposti.

      In fin dei conti tutto quello che Urbanfile fa quotidianamente (SENSIBILIZARE e RICONSOCERE) dovrebbe essere preso in carico da una amministrazione VERSO i tecnici amminsitrativi/esecutivi dei lavori.

      Vedere con gli occhi di URBANFILE, insomma.

      Il problema dei municipi viene dopo o a latere
      (municipi che io considero purtroppo potenzialmente un problema, sperando di sbagliare..)

    2. Claudio K.

      Londra è divisa in centomila municipi da un sacco di decenni ma l’immagine urbana è uguale in tutta la Greater London.

      Io spero che il percorso sia opposto, cioè che si arrivi gradualmente a un abaco unico per tutta la Città Metropolitana (che tra l’altro consentirebbe di risparmiare un sacco centralizzando gli acquisti e facendo economia di scala)

  3. Nicola

    Purtroppo io la leggo così: in questa città le auto hanno la PRIORITA’ massima su tutto, pedoni inclusi. Quindi è più che giusto e normale che le auto possano parcheggiare GRATIS su pregiate superfici in porfido, mentre quei poveracci di pedoni, portatori di handicap compresi, devono arrangiarsi a muoversi su marciapiedi sconnessi, stretti, brutti, con barriere architettoniche, buche, motorini a intralciare il loro passaggio, se non le stesse auto parcheggiate. Questo è un dato di fatto lampante, inutile girarci intorno.

    1. Claudio K.

      Comunque la si pensi politicamente (io tra l’altro vivo a Milano ma ho la residenza da un’altra parte, quindi non voto), bisogna dare atto a questa giunta di essere stata la prima che ha cercato di mettere mano a questa situazione.

      Ha fatto più piste ciclabili questa giunta che Formentini, Albertini e Moratti messi assieme. Per non parlare dei parcheggi sotterranei, fatti finire in fretta dove si poteva (es. piazza XXV Aprile, che si trascinava da anni) e cassati dove erano assurdi, cioè quasi dappertutto.

      Certo, l’eredità ricevuta era talmente disastrosa che dopo 20 anni di incuria totale non si poteva che partire dalle situazioni più eclatanti (ad es. piazza Missori, dove c’erano ancora i guard rail “provvisori” del cantiere M3, chiuso nel… 1990!!!).

      Penso che per arrivare a una ridefinizione complessiva e coerente dell’immagine urbana (una cosa che le altre città europee hanno fatto mediamente tra gli anni 90 e i primi 2000) ci vorranno almeno due o tre altre legislature.

      Certo, la spinta del post Expo è forte, tra nuovi quartieri, ritorno della Triennale, boom del turismo, e ci sta che perfino gli sgarrupati amministratori italioti capiscano che l’urbanistica e il decoro urbano non sono un costo ma un INVESTIMENTO che si paga per due o tre volte.

      La prima volta che andai a Barcellona per lavoro fu alla fine degli anni 80, pre-olimpiadi. Era una città portuale piuttosto brutta, grigia, sporca e anche piuttosto pericolosa. Tutti vediamo cos’è oggi. Ovviamente né il Comune di Milano né la Regione Lombardia hanno i fondi e l’autonomia di spesa su cui può contare la Generalitat de Catalunya (e neanche la lungimiranza e il coraggio estetico dei catalani…) ma potremmo prendere esempi più alla nostra portata come Lione, Monaco, o la stessa Torino.

      1. wf

        Sottoscrivo 100%.
        Se solo i milanesi sapessero quanto il turismo non-business potrebbe essere loro alleato nel riqualificare zoen degradate non avrebbero quella diffidenza che li ancora ancora a zone “cosiddette eleganti” 8che spesso altro non sono che screenshot di un vecchio Doctor Who in painco e nero).

        Bisogna allearsi del turismo perchè incanalandolo in certe zone la municipalità (referenti politici in primis) è costretta a intervenire. Se un luogo viene snobbato viene anche inevitabilmente abbandonato.

        Quindi bisogna coglier l’opportunità del post Expo in questo senso.
        Mi fanno obbrorio logiche di restaurazione in inno al leccatino immobile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.