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Milano | Auguri al nuovo Sindaco

Come molti di voi ben sapranno, ieri in seguito al ballottaggio è stato eletto il nuovo Sindaco di Milano

Si tratta di Beppe Sala (Milano, 28 maggio 1958), della coalizione di Centro Sinistra, ex manager e responsabile di Expo Milano 2015. Beppe Sala dovrà continuare quello che aveva iniziato l’Ex Sindaco Giuliano Pisapia oltre ad affrontare nuovi temi e sfide.

Ne elenchiamo alcuni in ordine sparso, rimandando al  #manifestourbanfile per il nostro “libro dei sogni” completo.

Innanzitutto il Primo Cittadino si dovrà occupare della M4, che tra comitati e sovrintendenza si dovrà barcamenare e arrivare a compimento rispettando i tempi promessi.

Dovrà poi affrontare (e risolvere) i problemi delle periferie, dei centri sociali, della convivenza con la multietnicità che oramai contraddistingue Milano (e tutte le grandi città europee). A tal proposito, dovrà anche affrontare la questione della “Grande Moschea” o delle moschee, che garantiscano legalità e sicurezza.

E dovrà nuovamente valutare la pedonalizzazione di Piazza Castello, da noi di Urbanfile sostenuta, che speriamo venga portata a termine.

Il nuovo Sindaco dovrà finalmente rimettere mano ai famosi Scali Ferroviari, veri e propri buchi urbani e pesante lascito incompiuto della passata amministrazione.

Altro tema proposto da Beppe Sala è l’avvio per lo studio di riapertura della vecchia cerchia dei Navigli, che era stata votata da buona parte dei milanesi in un referendum svoltosi nel 2011.

Referendum che riproponiamo a ricordare cosa chiesero allora i Milanesi:

  1. ALLOGGI SOCIALI: La messa a disposizione di 25.000 nuovi alloggi in edilizia sociale senza consumo di suolo, riconvertendo o ricostruendo immobili oggi inutilizzati, con la contestuale riqualificazione anche energetica delle case popolari esistenti e il ripristino di condizioni di sicurezza e legalità
  2. NAVIGLI: La riapertura dei Navigli
  3. MOBILITA’: Lo sviluppo di un piano integrato di misure per la mobilità sostenibile, con l’allargamento di Area C, una zona a basse emissioni su tutto il territorio del Comune con divieto di circolazione ai veicoli diesel e ai motorini a 2 tempi, nuove aree pedonali e percorsi ciclabili, la linea 6 della metro, una circle line ferroviaria e l’eliminazione delle barriere architettoniche e sensoriali
  4. VERDE PUBBLICO: Una città più verde, con la realizzazione del progetto dei Raggi Verdi, il raddoppio degli spazi verdi e degli alberi e la destinazione a parco pubblico di almeno il 50% dei grandi interventi di trasformazione urbanistica.

Noi ci auguriamo una migliore qualità urbana, con la riqualficazione di piazze (centrali e non), una vera politica relativa all’arredo urbano e una migliore mobilità, dove le persone possano usare i mezzi pubblici in modo ancora più efficiente e dignitoso…

Buon lavoro al nuovo Sindaco e alla Giunta, con la speranza che nei prossimi cinque anni Milano possa continuare a essere un esempio di città inclusiva, innovativa, vivace e bellissima.

Beppe-Sala-1

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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


16 thoughts on “Milano | Auguri al nuovo Sindaco

  1. Walter D.

    Speriamo che non sia troppo politicizzato.Faccia solo il bene per Milano. Il coro con “Bella ciao”per l’avvenuta elezione non mi è piaciuto.E non solo a me.

  2. wf

    Adesso però andare spediti su tutta la linea.
    C’è il rischio di aprire un nuovo rinascimento milanese

    Applicare tutti e 5 i punti avremo una Milano spettacolare.
    E facciamo questo benedetto abaco dei lavori urbani

  3. Adriano

    Vi ricordo che in tutti i paesi europei dove hanno creato “grandi” moschee, non esiste integrazione ed è successo come in francia e in belgio che si sono alimentati ghettizzazione e disagio sociale.
    Se verrà creato un grande luogo di culto per i musulmani, si creerà nelle immediate vicinanze un ghetto magari in periferia non ci sarà più una discreta omogeneità dei musulmani a Milano che ora sono sparsi un pò ovunque e per ora non hanno creato dei ghetti.
    Se ci sarà un luogo simbolo avranno un motivo in più per fare gruppo e ghettizzarsi. Purtroppo la soluzione non è una grande moschea ma tanti luoghi di culto piccoli che attragono piccole comunità nell’intorno e che non creino ghetti perchè rimarrebbero una minoranza della popolazione.

    La cosa bella che potrebbe fare questo sindaco è un luogo di culto condiviso tra cristiani musulmani ed ebrei questo sarebbe un grande simbolo un modo per far vedere come funziona l’integrazione, non isolando ma unendo.
    Speriamo…che dio ce la mandi buona.

    1. robertoq

      E’ anche vero il contrario: Non mi risulta che nei pressi della più grande Moschea d’Europa(quella di Portoghesi) si sia creato un ghetto.
      A mio parere il vantaggio di una Grande Moschea è anche di fare da traino ed esempio per le comunità più piccole, come accadde con le grandi Cattedrali. Oltre al fatto che le grandi Moschee sono anche belle da vedere, il che aiuta l’integrazione e la comprensione reciproca – e io spero che Sala pensi anche a questo, perché al momento i luoghi di culto islamico a Milano son tutto meno che esteticamente accettabili. Il che non aiuta ne i cittadini di Milano ne la città stessa.

      1. Adriano

        Be mi auguro che sia così come hai argomentato, mi preme solo che Milano cerchi di integrare senza fare dei ghetti come purtroppo è successo in alcune zone periferiche.
        L’integrazione si fa mischiando il tessuto sociale.Speriamo funzioni.
        Spero di non sentire il muezzin, ma che rimangano le nostre campane come simbolo di integrazione.
        Le civiltà straniere devono integrarsi cambiando il loro culto in funzione del luogo dove si trovano questa è integrazione, creare una moschea che imiti le nostre chiese e non che assomigli a luoghi che esistono nei paesi musulmani questo sarebbe un segnale.
        Noi creiamo integrazione dandogli uno spazio e la comunità straniera deve ricambiare cercando di integrare questo spazio alla cultura del luogo in cui si trova.
        Quindi nella nostra cultura non c’è il muezzin che richiama alla preghiera ma le campane. E’ una richiesta forte ma sarebbe un segno di dialogo e apertura.
        Poi quando riusciranno a parlare e pregare in tutte le lingue del mondo saranno davvero maturi per ora sono una cultura più chiusa della nostra purtroppo.
        Spero di non offendere nessuno vorrei solo che Milano sia portavoce di integrazione e NON di segnali politici e di frasi fatte con cui NON si fa integrazione.

      2. Claudio K.

        L’importante è che siano legali.

        Bisogna spiegare ai furboni che non le vogliono in nessun caso che le moschee clandestine sono ancora più difficili se non impossibili da controllare.

        Visto che ormai qua ci sono e bisogna permettere loro di pregare, tanto vale che lo facciano in posti che sappiamo quali e quanti e dove sono e gestiti da chi.

        Quando poi sento la bufala di obbligarli a fare le prediche in italiano mi sbellico dalle risate. Come se i Servizi non avessero persone in grado di capire l’arabo.

        1. Adriano

          Il mio era un discorso di apertura mentale verso culture diverse.Non c’entrano niente i servizi segreti.
          Anche il cristianesimo ha avuto un evoluzione che ha portato a far si che tutti possano capirlo e parlarne, quindi andrebbe a beneficio di tutti se parlassero in tutte le lingue, a beneficio nostro per comprendere una cultura diversa e a beneficio loro per avere più fedeli.
          Comuque il fatto di aprirla sarà solo una scelta politica e non dettata purtroppo dal buon senso e dall’integrazione.
          infatti per questo spero vivamente che scelga assessori poco politicizzati, ma che abbiano a cuore il futuro di una città per i prossimi 20/30 anni.

    2. Claudio K.

      PS: Guarda che il sindaco non può e non deve “fare un luogo di culto”… il sindaco è un rappresentante dello Stato e lo Stato è laico (o almeno, ci proviamo a farlo rimanere tale, anche se la laicità in Italia è minacciata tutti i giorni e non certo dagli islamici).

      Casomai dovrebbero essere i cristiani (cattolici? protestanti? copti? ortodossi? fill the blanks…), gli ebrei e gli islamici (sciiti? sunniti? wahabiti? salafiti?) a mettersi d’accodo fra di loro e farselo.

  4. Francesco De Collibus

    So che non è un tema su cui mi esprimo spesso, ma veramente credo che le norme sui sottotetti vadano inasprite a Milano

    1. Davide V.

      Bravo, concordo in pieno!

      E’ una vera e propria piaga che sta deturpando la città, già la storia urbanistica di Milano negli ultimi 100 anni non è stata per niente felice. Ora grazie a questa norma assurda dalle maglie larghissime stiamo aggiungendo brutto al brutto.

      Giusto ieri mi sono accorto dello scatolone che hanno aggiunto sopra l’Hotel Cristoforo Colombo di corso Buenos Aires, questo è uno dei pochi palazzi del corso ad avere una certa maestosità (purtoppo non messa adeguatamente in risalto dai tristi e spenti colori spenti della facciata) ed ora lo si sta imbruttendo con uno dei soliti discutibilissimi interventi.

      Quando ci fermeremo?

        1. robertoq

          Io sapevo che a Milano c’è il controllo della correttezza dell’impatto paesistico da parte di un Tecnico Comunale che può rimandare tutto alla Commissione Edilizia.
          Forse, come ha anche detto Sala in campagna elettorale, basterebbe che la macchina Comunale lavorasse meglio e fosse più vicina ai cittadini.

  5. wf

    Da Sala la cosa che mi aspetto di più e ritengo straegica per milano è:

    -promozione e diffusione dell’attrattiva di Milano città turismo e BRAND Milano all’estero, che implichi

    – gestione degli eventi e della vita culturale in ogni stagione/periodo dell’anno con creazione apposita di un ufficio che si occupi del
    CALENDARIO eventi cittadini rivolti per lo più a un target di turisti stranieri di cultura e conoscenza…

    Tutto questo per far in modo di fornire in ogni periodo dell’anno un motivo per far visitare la città al turista straniero mediamente più acculturato e selettivo del turista autoctono..

    Teatri, musei, eventi, cutura, incontri, food, design,cinema, mostre, scambi, etc
    Una operazione di lavoro molto rivolta verso l’estero.
    Rimettendo mano anche all’istituzioen della TRIENNALE, che deve proprorre e lavorare per il visitatore INTERNAZIONALE,
    quindi con un cambio di passo dellla gestione odierna a 360 gradi..

    Milano DEVE prendersi il suo posto legittimo in Europa con maggior CONVINZIONE di quanto sia stato fatto sinora…
    Son ottimista!
    😀

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