Milano | Bicocca – Ex Manifattura Tabacchi: prende forma la Mia Tower firmata Lombardini22

Un tassello strategico nell’area dell’ex Manifattura Tabacchi

Aprile 2026. Aprile 2026. È stato svelato il progetto – già anticipato da alcuni indizi – della nuova torre residenziale che, almeno sulla carta, segna senza dubbio un’evoluzione nell’architettura milanese.

Si tratta della Mia Tower, complesso residenziale che sta prendendo forma nell’area dell’ex Manifattura Tabacchi in Bicocca, tra viale Fulvio Testi e viale Suzzani, proprio accanto alla fermata Bicocca della linea 5 della metropolitana.

Il nuovo intervento, firmato dallo studio Lombardini22, si colloca in una posizione strategica: l’ultimo angolo rimasto in attesa di sviluppo, situato tra viale Suzzani e viale Esperia, dove il piano regolatore prevedeva la realizzazione di due torri residenziali.

Dalla fabbrica del Novecento al nuovo quartiere urbano

La rigenerazione dell’ex Manifattura Tabacchi rientra nel Programma Integrato di Intervento del Comune di Milano avviato ormai da oltre vent’anni. Il piano di recupero ha delineato un mix equilibrato di funzioni: residenze e spazi commerciali, aree dedicate alla cultura e ai servizi, strutture sanitarie e per studenti, oltre a percorsi pedonali e aree verdi capaci di ricucire il rapporto con la città.

Costruito nel 1930 e chiuso definitivamente nel 1999, il complesso industriale della Manifattura Tabacchi ha progressivamente lasciato spazio a nuove destinazioni d’uso. Sul fronte di viale Testi è sorto il MIC – Museo Interattivo del Cinema, luogo dinamico che coniuga esposizione e apprendimento, accanto alla storica Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti. Sono stati inoltre realizzati la nuova caserma dei Carabinieri, il CampusX Milano Bicocca – con oltre 400 camere e spazi comuni di nuova generazione – una RSA con centro diurno e appartamenti protetti, fino ai recenti poli commerciali di via Santa Monica, ancora in fase di completamento.

Di fronte all’area è stato inoltre avviato da poco il cantiere per le bonifiche dell’ex complesso militare della caserma Mameli, in viale Suzzani 125.

Il progetto

L’edificio, progettato da Lombardini22 e collocato nell’angolo settentrionale dell’ampio isolato ex industriale, presenta una forma a “H” che consente di sfruttare al meglio la superficie edificabile, garantendo il maggior numero possibile di affacci e un’elevata illuminazione naturale per ogni appartamento. Questa configurazione articola inoltre gli spazi esterni in diversi livelli: dai giardini privati alle aree condominiali, fino allo spazio pubblico.

I 17 piani sono organizzati in blocchi compositivi sfalsati che alleggeriscono la rigidità del volume compatto. Gli angoli stondati e le facciate, destinate a diventare un elemento distintivo del contesto, sono caratterizzati da logge racchiuse in una maglia dalle linee morbide che reinterpretano l’arco. Nei punti di raccordo trovano inoltre spazio superfici verdi e tetti giardino.

Le dimensioni del lotto – 5.600 mq – e i vincoli di altezza massima – 60 metri – sembrano aver stimolato la creatività progettuale dello studio: il volume si compatta, si avvolge in un filtro verde che funge da giardino condominiale e si sviluppa secondo una configurazione a farfalla, con angoli smussati e linee curve, capace di ottimizzare esposizione e luminosità.

Lo spazio pubblico

Una piazza pubblica aperta e la presenza di spazi commerciali contribuiscono infine a creare un luogo ibrido e relazionale, in cui le scelte architettoniche concorrono a far emergere il progetto nel profilo urbano degli edifici circostanti.

Il progetto convince per qualità e linguaggio architettonico, ma proprio la sua forma articolata richiederà una realizzazione estremamente fedele e una grande cura nei dettagli.

Milano – BICOCCA – Viale Giovanni Suzzani angolo viale Esperia > MIA Tower (nella mappa Urbanfile codice: BIC12) (residenziale) (nuova costruzione con demolizione) (link al progetto)

  • inizio cantiere:
  • conclusione cantiere:
  • committente: Manifatture Milano SpA
  • progetto architettonico: L22 – Lombardini22
  • altezza massima: 60 metri
  • superficie lotto: 5.600 mq
  • piani: 17
  • Referenze immagini: Roberto Arsuffi, Comune di Milano, Duepiedisbagliati
  • Bicocca, Niguarda, viale Suzzani, Viale Fulvio Testi, Ex Manifattura Tabacchi, Ex Caserma Mameli, CX Milano Bicocca
Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

25 commenti su “Milano | Bicocca – Ex Manifattura Tabacchi: prende forma la Mia Tower firmata Lombardini22”

  1. Chissa quale turista fotograferà questo scempio. In linea con lo stile della città, blocchi su blocchi, ti chiederai ma almeno iconici? No

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  2. Un edificio che farebbe un figurone a Benidorm.

    Non ha niente di Milanese – nel bene e nel male – ma non credo fosse l’obiettivo.

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  3. Quindi dopo un restauro durato parecchi anni, attento a recuperare volumi, spazi ed ambienti storici, i giusti colori, ora costruiscono un grattacielo in puro stile palazzinaro? Che pena per la mia Milano, sempre più città per soli ricchi e per speculatori..

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  4. Ma come è ancora possibile con una semplice SCIA demolire una struttura industriale e costruire un edificio di 17 piani e 60 metri di altezza???

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  5. Ma di quale piano integrato state parlando? Quello che era sul sito del Comune parlava di altezze e volumi rispettosi del contesto.
    Hanno cambiato piano integrato?
    E come mai allora hanno lasciato il progetto sotto una SCIA?

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  6. Bohhh mi sembra un ecomostro…io ci sono cresciuto in quella zona e rimpiango quando passavi dalla manifattura tabacchi e sentivi l odore del tabacco brucicchiato….tempi perduti

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  7. Che schifo di alveare! Ma possibile che bisogna sempre costruire torri? Ma chi cavolo va ad abitare in uno schifo così!!! Architettura peggio degli anni 60!

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    • Concordo,. Le torri son diventate di moda ma sono davvero orrende. Questa poi in quella zona non c’entra proprio nulla! Mi chiedo come sia stato approvato piano simile..

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  8. Ma ancora in bicocca danno il permesso di costruire in questo modo? È tremendo! Tassello strategico? L’ultimo angolo rimasto in attesa di sviluppo? Diciamo pure l’ultimo metro quadro rimasto per la speculazione edilizia che si sviluppa in Altezza come se non ci fosse un domani: peggio di così c’è solo il capannone Marcegaglia costruito dopo il 99 e già dismesso. Incredibile!

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  9. Che vergogna!
    Invece di riqualificare quel che esiste già si continua a cementificare senza ritegno rendendo la città di Milano sempre più invivibile.
    Quella della caserma era un’area enorme che si poteva recuperare benissimo prevedendo spazi verdi, sportivi e ricreativi. Invece no: nessun rispetto per l’umanità. E non c’è differenza tra giunte di destra e di sinistra perché quello che interessa alla politica sono sempre solo la speculazione e il profitto. Un vero schifo.

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  10. Uno scempio ambientale, che non ha niente a che vedere col contesto un cui viene collocato!!
    Uno schifo che coprirà il sole a tutti i palazzi adiacenti (compresa la residenza per anziani non ancora terminata). Non si poteva pensare ad una costruzione più in linea con quelle intorno oppure, meglio ancora, ad un’area verde?? È stato abbattuto, proprio in quell’area per far spazio al cantiere, un bellissimo albero secolare…
    C’è da vergognarsi di questo progetto, non da andarne fieri!!!

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    • Purtroppo vedrai che faranno la fila. Finchè la gente compra faranno sempre più minialloggi stracostosi da costruire e da mantenere

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  11. Terribile. Oltretutto nel restaurare gli spazi rimanenti hanno tolto la scritta manifattura tabacchi, che ricordava la storia di quell’edificio.

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  12. Basta con questa esaltazione del cemento, è una vergogna solo pensare di fare uno schifo simile!
    Speculazione, speculazione, speculazione!

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  13. Un ecomostro – doppio! Che orrenda cementificazione che ci regala il sindaco.
    Un’altra Torre Milano, ovviamente con semplice SCIA. Ma nessuno può indagare su questo ennesimo scandalo?

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  14. Preso atto che è il solito grattacielo alveare adatto a una colonia di insetti più che a un insieme di esseri umani, gli architetti geni avranno immaginato che con la forma costruttiva classica (rettangolare) chi si affaccia guarda verso l’esterno mentre con la forma “a farfalla” guarda (ed è guardato) negli appartamenti dei vicini?
    Che pena …..

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  15. Lo sfalsamento dei blocchi volumetrici è un tema maledettamente insidioso e difficile. Qui le parti rastremate possono anche funzionare, ma le parti sfalsate in aggetto sono un obbrobrio. Quasi come il mostro risultato in piazza Carlo Erba dove il Comune ha interferito mettendoci il becco e rovinando il risultato finale che gli architetti avrebbero risolto molto meglio se fossero stati lasciati liberi pur nei limiti volumetrici.
    Non ditemi che anche qui c’è lo zampino degli espertoni di qualche commissione comunale. Almeno quello

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  16. Di fronte alle indagini il nostro sindaco non si ferma, chissene delle norme urbanistiche, (D.M. 2 aprile 1968, n. 1444, che ..”va a definire la dotazione minima di aree pubbliche (“standard urbanistici”) di 18 mq per abitante..”, (chissà dove li prende questi mq, ah ma forse non li prende è una scia..), chissene della vivibilità l’importante è cementificare (ma miglioriamo la qualità di vita, per chi se la può permnettere a partire da 5000 €/mq). Ma il peggio è chi si ostina a sostenere un personaggio del genere perchè è politically correct (che non è vero, ma..), perchè è aperto alle differenze, (quelle che piacciono a lui..), perchè è LGBTQYIPM&EZ%X, (che bello..). Quindi chissene di tutto il resto, prendiamo il pensiero premasticato e facciamolo nostro. Evviva.

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