Milano | Centro Storico – Il verde dimenticato: largo Toscanini e via Borgogna

Milano, Centro Storico.

Luglio 2026. Possibile che a Milano il verde pubblico, quando non è sostenuto da sponsorizzazioni private finisca troppo spesso per scivolare nella solita sciatteria?

Ci troviamo in via Borgogna, dove lo scorso anno è stata restituita alla città l’area riqualificata di via Borgogna e parte di largo Arturo Toscanini, in zona San Babila, al termine del cantiere per la realizzazione del parcheggio interrato, avviato nel 2021.

Già osservando il risultato finale di via Borgogna e della rinnovata piazza San Babila avevamo espresso qualche perplessità, auspicando un intervento capace di dare maggiore spazio al verde. Invece, ancora una volta, il cemento sembra aver prevalso nelle scelte progettuali, relegando alberi e aiuole a un ruolo marginale.

Se un aspetto dell’intervento si può salvare, è forse largo Arturo Toscanini, dove gli alberi sembrano aver superato due estati torride e un inverno particolarmente mite. Ben diversa è invece la situazione delle minuscole aiuole di via Borgogna, che oggi appaiono in evidente stato di sofferenza. Eppure sono dotate del tanto decantato impianto di irrigazione automatico. Viene spontaneo chiedersi se sia mai entrato realmente in funzione: i tubicini, spesso visibili perché affiorano dal terreno, sembrano abbandonati, in alcuni punti danneggiati, e contribuiscono a trasmettere un senso di incuria.

Una provocazione viene quasi naturale: se il risultato doveva essere questo, non sarebbe stato quasi preferibile lasciare un parcheggio a raso? Almeno quella grande superficie di cemento e asfalto avrebbe avuto una funzione evidente, invece di essere accompagnata da aiuole impoverite e da qualche alberello stentato che fatica a valorizzare lo spazio pubblico.

Il confronto con la vicina via Mascagni è inevitabile. Anche lì, una ventina d’anni fa, fu realizzato un parcheggio interrato. Eppure il progetto dedicò molto più spazio alle aree verdi, che oggi, dopo due decenni, sono diventate alberature mature e rigogliose, dimostrando come sia possibile conciliare infrastrutture e qualità dello spazio urbano quando il verde viene considerato un elemento centrale del progetto e non un semplice riempitivo.

  • Referenze immagini: Roberto Arsuffi
  • Archeologia, Cantiere, Via Borgogna, Ponte delle Sirenette, via Visconti di Modrone, Via Anselmo Ronchetti, via Cerva, Parcheggio, M4
Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

12 commenti su “Milano | Centro Storico – Il verde dimenticato: largo Toscanini e via Borgogna”

  1. Dovrebbero istituire una Polizia del Verde, che giri la città, verifichi la manutenzione e interpelli i responsabili – da MM ai privati – richiamandoli se necessario a sistemare e manutenere.

    Stessa cosa per l’arredo urbano.

    Ma che ci vuole?!?

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  2. Danno colpa sindaci delle città quando poi tutti noi:
    Parcheggiamo in doppia fila, buttiamo le sigarette a terra, non raccogliamo la cacca del cane, passiamo con il rosso,lasciamo i rifiuti per strada, imbrattiamo i muri … devo continuare ???

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  3. Ciao Roberto, ricordi quando dicevi che volevi le aiuole con l’erba classica? eccotele.

    Perché un gruppo di lavoro e vari uffici forse la sanno più lunga di te, vedesi i lavori di M4 da Coni Zugna in poi…

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    • Meglio l’erba – con la speranza che qualcuno se ne prenda prima o poi cura – che le fesserie dei “gruppi di lavoro” che sono improponibili senza nemmeno senza l’alibi della “speranza”? 🙂

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  4. Nella nuova pietraia creata fra m3 Missori e M4 policlinico (dove la gente si aggira con Google per capire dov’è la nuova fermata) i due alberelli piantati vicino alla statale sono messi male..uno è morto stecchito, l’ altro vive solo grazie al gestore del chiosco vicino che lo annaffia. A cosa serve piantare alberi per poi non prendersene cura? Soldi gettati. Grazie giunta green

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  5. vedoo in giro solo articoli sulle città che devapimentano
    ottimo, ma dopo aver depavimentato?
    gli alberi e le piante muoiono, il terreno si compatta, si impoverisce e diventa duro come cemento.
    quindi questa giunta “verde” vuole assumere qualche esperto del settore o vuole continuare a fare campagna elettorale a proclami e basta?
    se uno dovesse vedere come è ridotto il verde pubblico a milano, voterebbe altri

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  6. Il verde costa e poi necessita anche di manutenzione. Renderebbe la città più vivibile e con un aspetto più gradevole. Toppo impegnativo e costoso! Meglio una spianata di cemento o, meglio ancora, costruirci sopra un un edificio “eco-sostenibile”, ma dotato di potenti impianti di condizionamento e, magari, anche con del “verde verticale” che fa tanto “cool”.

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  7. Il mio commento/pensiero è sempre lo stesso: il verde va curato e manutenuto continuamente; se non ci sono le condizioni per poterlo fare, meglio il cemento o equivalente.

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  8. Leggo commenti… Chi governa questa città? Sala ed amici da 10 anni. Quante belle proposte e quanti risultati concreti? Solo su opere di privati e palazzinari. Il verde costa? Costa anche mantenere le spianate di cemento. Depavimentazione? Si, c’è, toglie asfalto e fa versare cemento o granito o resine che durano poco. Il Verde costa? Costava anche alle precedenti giunte. Inoltre il comune non ha duretto intervento ma sono avviati appalti e chi li vince ma non esegue il lavoro? Il comune da soldi così, senza preoccuparsi? Allora non è vittima ma complice o artefice del sistema se non reclama anche con azione giudiziaria. E poi il verde è in carico a MM da alcuni mesi

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  9. Andate a fare un servizio per documentare le condizioni del nuovo parco 8 marzo, sembra la savana. Prato bruciato dal sole e molti alberelli più giovani quasi morti. La beffa è che c’è l’impianto di irrigazione che indovinate un po’?! Nom funziona!

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