Milano, Bicocca.
Agosto 2026. Sarà l’estate torrida, forse la più calda di sempre come ormai si va sempre più dicendo, ma viene spontaneo chiedersi in quale altro Paese civile si debba assistere al progressivo declino del verde urbano come sta accadendo a Milano negli ultimi anni. Non abbiamo contato quanti platani siano ormai secchi e rimasti in piedi – talvolta per anni – lungo i viali alberati della città, ma sempre più spesso ci imbattiamo in alberelli messi a dimora dal Comune durante la stagione delle piantumazioni che, già ai primi caldi di maggio e giugno, sono ridotti a semplici tronchi senza vita.

L’ultimo esempio arriva dalla Collina dei Ciliegi, alla Bicocca, dove purtroppo ci siamo trovati a documentare una situazione davvero sconfortante. Decine di alberi risultano completamente secchi. A quanto pare erano stati piantati appena lo scorso inverno, tra dicembre e febbraio, e molti – forse addirittura tutti – non sono riusciti a superare il primo periodo di caldo, arrivando già in condizioni disperate all’inizio dell’estate. Oggi, ad agosto, di loro resta ben poco.
Da quanto abbiamo potuto apprendere, in origine la Collina dei Ciliegi era dotata di un impianto di irrigazione. Da anni, però, non sarebbe più funzionante. Eppure, dopo la recente piantumazione, pare che nessuno si sia preoccupato di ripristinarlo o di garantire un’adeguata irrigazione di soccorso. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una trentina di nuovi alberi morti uno dopo l’altro e, cosa ancora più preoccupante, anche diversi esemplari più maturi stanno mostrando evidenti segni di sofferenza.
Una vera e propria strage verde, che lascia amarezza e solleva inevitabilmente molte domande sulla gestione del patrimonio arboreo cittadino. Piantare nuovi alberi è importante, ma senza manutenzione e senza acqua, soprattutto durante estati sempre più calde e siccitose, il rischio è quello di trasformare investimenti e buone intenzioni in un enorme spreco di risorse.















Ricordiamo che la Collina dei Ciliegi, situata nei pressi del Borgo Pirelli lungo viale Sarca, venne realizzata nel 2007 utilizzando le macerie provenienti dalle demolizioni degli storici stabilimenti Pirelli durante la trasformazione del quartiere Bicocca. Si tratta di una collina artificiale alta circa 25 metri, equivalente a un edificio di sette piani, che ogni primavera offriva uno degli spettacoli più suggestivi della zona grazie alla fioritura dei ciliegi.
Negli ultimi anni, però, questo luogo simbolo sembra soffrire sempre di più. E vedere un patrimonio verde di questo valore lentamente spegnersi, nell’indifferenza generale, è davvero un grande peccato..
Di seguito alcune foto di repertorio…






- Referenze immagini: Roberto Arsuffi,Andrea Cherchi, Milano odia gli alberi ma i Milanesi no!
- Bicocca, Milano,Arredo Urbano, Architettura, Viale Sarca, Greco, Università degli Studi Milano Bicocca, Università, Pirelli, Stabilimento Pirelli, Bicocca Village, Borgo Pirelli, Collina dei Ciliegi, Alberi, Degrado
Purtroppo di casi come questo ce ne sono moltissimi altri. Uno dei problemi principale di questa città è la manutenzione ordinaria, le cose si fanno anche ma poi nessuno se ne occupa. Sono quasi certo che la collina dei ciliegi sia dotata di impianto di irrigazione che, mancando la manutenzione, è ovviamente fuori uso. Tutti i nuovi interventi sul verde degli ultimi hanno prevedono sempre un impianto di irrigazione che puntuale a distanza di tempo smette di funzionare. La società responsabile del verde e della manutenzione degli impianti di irrigazione è MM, dovremmo tempestarli di segnalazioni.
Purtroppo è ormai il destino della maggior parte dei nuovi alberi a Milano, che vanno incontro a morte sicura: dopo la piantumazione non c’è alcun tipo di manutenzione, nessuna irrigazione regolare, che invece nei primi due anni e con il cambiamento climatico è fondamentale. Poi va anche considerato che ormai i ciliegi decorativi NON sono più adatti alla Pianura Padana, non sono in grado di gestire il caldo estivo prolungato e sono sconsigliati. Un’alternativa per il momento che ancora funziona e che ha un effetto simile sono i meli decorativi, come ad es. il cerchio di malus ‘Evereste’ alla BAM: in primavera bellissima fioritura e in autunno meline colorate molto decorative che permangono sui rami per mesi.
E’ tutta colpa di Maran che ha voluto anni fa portare il verde pubblico nella controllata MM. Se avesse lasciato i gestori precedenti non sarebbe mai successo. Quando vuoi risparmiare succedono queste cose. Poi le giunte successive di sala hanno solo proseguito sulla strada tracciata a suo tempo da quell’incompetente.
Buongiorno, il fatto è che la gestione del verde pubblico è stata affidata a MM proprio in base ai risultati non certo soddisfacenti, per usare un eufemismo, della situazione precedente. Forse se chiamano qualcuno di Bellinzona o di Lugano…
Se soltanto qualcuno si decidesse a scegliere alberi come il leccio, la sughera, il pinio d’Aleppo, il pino domestico, il bagolaro, il carrubo e la robinia, tutti alberi che resistono bene al caldo e alla siccità, forse si eviterà di gettare i soldi.
E bravo Sala! Cosa si aspetta a mandarlo a casa assieme a Maran e soci!
Che schifo e che tristezza, alla faccia di Forestami.
La gestione degli alberelli a Milano meriterebbe una inchiesta dedicata. Ogni anno parecchi soldi pubblici vengono spesi per piantare poveri alberelli, abbandonati a loro stessi, senza acqua, che regolarmente non superano l’estate. Tutta la città ne è piena.
Un altro grande successo di questa giunta green
Lei ha ragione. È vergognoso che una giunta rossa ,e solo a parole green ,abbia le responsabilità della moria di queste povere piante e arbusti. Ma oltre ad aver fatto morire piante ,quanti soldi dei cittadini milanesi, sono stati bruciati?? Ci avrà guadagnato senz’altro qualcuno…
Io vi seguo con interesse dai tempi di Expo e ho sempre apprezzato il vostro “ servizio” di attenzione e giudizio a quanto accade al tessuto urbano milanese.
Ora è evidente che accanto a quell’ impegno si sta facendo strada la necessità di dare spazio alle necessità di manutenzione a quanto è stato fatto negli ultimi anni in termini di arredo urbano e verde pubblico. Queste infrastrutture non sono inutili, come ha scritto qualcuno sull’argomento in altri vostri simili interventi, ma servono a rendere l’uso della città più appagante e ordinato. Credo che una maggiore attenzione a questi temi abbia bisogno di essere divulgata e posta come esigenza ai nostri politici, Sala in questo senso da l’impressione di non avere questa apprensione per la manutenzione e la cura del paesaggio urbano. Serve più diffusione di questi temi e voi di Urbafile ne potete sostenere l’importanza grazie al seguito che avete.
Finalmente si parla di questo scempio che è l’esempio di come viene curato il verde a Milano: erba non tagliata, alberi non portati da sani, nuove piantumazione ignorate. Ma dove vogliamo andare?
Decisamente un peccato la strage dei ciliegi … e di tante altre alberature in giro per la città.
Responsabilità? Nessuno sarà chiamato a darne ragione?
Tutta Milano è così,contratti di manutenzione non rispettato? Mancanza di controllo su chi deve eseguire i lavori? Mancanza di soldi? Il tutto però diventa uno spreco comunque di risorse e un dolore per noi cittadini
Gestione del verde questa sconosciuta. Quando vedo un alberello appena messo a dimora a Milano piango già il suo triste destino. Una vergogna senza fine (o forse a fine di lucro)
Confronti….
https://www.facebook.com/photo/?fbid=1530982029044586&set=pcb.1530983062377816
Mi associo al commento del sig Enrico: una indagine sarebbe cosa giusta, sia riguardo la spesa pubblica per dei lavori che poi si palesano da sé, la mancata manutenzione (qualcuno paga e tace, qualcun altro intasca e senza produrre) e sia per la continua perdita di verde ed alberi (sia quelli piantati da poco e abbandonati a sé stessi, sia quelli ad alto fusto e sani tirati giù con una rapidità incredibile). Danni creati all’ambiente ed alla cittadinanza. Ma i giudici sappiamo come lavorano… Basta vedere grattacielopoli, alcuni propongono indagini, altri trovano capi di imputazione ed altri ancora assolvono
Dopo le recenti piogge, i prati dei giardini milanesi lentamente si riprendono, ricresce un po’ l’ erba, qualche fiore, poche farfalline e api e …cosa fanno quelli del comune? Passano con le motofalciatrici a radere al suolo tutto di nuovo e ad esporre così il terriccio al sole, ottenendo nient’ altro che il prosciugamento dell’ umidità del suolo; questo primo strato umido, poco alla volta, si stava ricostituendo ed è essenziale per la crescita del tappeto erboso e per proteggere gli alberi dal disseccamento.
Dato che non possono essere così sprovveduti, quale strategia di gestione perseguono? Non erano forse loro quelli degli sfalci ridotti per la biodiversità? Proprio ora che sarebbe necessario ridurre gli interventi di taglio d’ erba, quelli tagliano, ad agosto, con la siccità?
Ad ogni modo, che possano tenere bene aiuole e zone verdi lo si può capire dalla rinnovata piazza Cordusio: certo, perchè noi lettori non siamo qui a fare propaganda contro o a favore di qualcuno: queste nuove aiuole fiorite sono meravigliose, ma solo dove ci sono gli hotel dei qatarioti fanno manutenzione? Evviva la giunta di sinistra: bellezza e fiori per i ricchi stranieri, al popolo squallidi giardini di periferia bruciati e invasi da cartacce e pisciatori d’ mportazione.
Quasi tutti i commenti mi trovano in sostanziale disaccordo. Intendiamoci: anch’io sono esasperato da certe brutture (scarabocchi, aiuole penose, maranza, palazzi nuovi abbastanza decenti a fronte di altri bruttissimi, e via dicendo..). Tuttavia, nel caso della Collina dei Ciliegi mi pare che ci sia troppo pressapochismo. L’unico commento degno di nota è, a mio avviso, quello di Corrado (il quale, giustamente, suggerisce alberi più appropriati), però il resto è penoso. Ma volete ficcarvi in testa, una buona volta, che sono in atto anomalie climatiche pericolose? Avete visto cos’è accaduto tra Tibet e Nepal? Un pezzo di montagna (una montagna alta coi ghiacciai, non il Resegone) si è letteralmente sciolto, precipitando a valle a velocità spaventosa. È colpa dei Presidenti di Cina e Nepal? Mesi fa in Italia è crollato un pezzo della Marmolada, causando vittime, e anche in quel caso il distacco è stato la conseguenza di un ghiacciaio in disgelo. È colpa del Governatore del Veneto? Ma intanto voi state lì a lamentarvi per la presunta, scarsa manutenzione degli alberi della collina dei ciliegi! Vi rendete conto che piove sempre meno, che non nevica più, e che quest’anno ha iniziato a far caldo (40°) a MAGGIO? Ed è andata così per tre mesi consecutivi, con gente sfiancata dalla canicola, unitamente a raccolti scarsi (e successivi aumenti dei prezzi). Svegliatevi, signori!
PS) Onde evitare attacchi a vanvera, vi avverto subito che non sono assolutamente pro-Sala, e che non ho mai votato PD o PCI. Distinti saluti.
Buongiorno, non sono d’ accordo con quanto scrive, vorrei informarla sugli argomenti trattati:
– l’ alluvione in Nepal: altro non è che l’ inevitabile conseguenza che tutti, inteso come tutti coloro che si informano online e non ascoltando i media ufficiali, si aspettavano, perchè, secondo il governo tibetano in esilio e analisti dello stato dell’ India, sussiste una grave responsabilità della Cina, che da anni sfrutta le zone hymalaiane, costruendo impianti idroelettrici, con dighe di derivazione e argini che hanno provocato profonde alterazioni del naturale flusso e portata dei fiumi di quella zona del pianeta. Quindi, per rispondere alla sua domanda: “e colpa…ecc. , diciamo che la domanda è retorica?
– riguardo alla teoria del riscaldamento, considerato che lei sembra conoscere l’ argomento, mi può spiegare perchè ormai rappresenta un problema grave soprattutto in ambito europeo e in altri particolari stati? Perchè allora il riscaldamento è definito “globale”? Mi spieghi anche perchè i vari tg non menzionano mai il fenomeno oceanico naturale di riscaldamento planetario, cosiddetto de “El Nino”, che proprio quest’ anno è ricomparso!
– ma tornando alle nostre questioni milanesi… l’ articolo di UF descrive la situazione in modo dettagliato e fa sapere che era stato installato un impianto di irrigazione, perchè, da progetto, evidentemente, si era capito che una simile struttura artificiale ne avrebbe richiesto un continuo e regolare funzionamento, ebbene, perchè non funziona? Perchè, noi cittadini, l’ abbiamo pagato, installato e nessuno ci spiega le cause del guasto? Questo e tanti altri impianti di irrigazione che a Milano vengono posati e poi non irrigano un bel nulla; perchè nelle altre città europee queste cose non accadono?
Ad ogni articolo, o quasi, che ha come argomento la fine lavori e la bellezza di quanto fatto con piante ed alberi, il mio commento è: ne riparliamo tra un anno. E puntualmente dopo un anno sono ridotte male. Ora complice il gran caldo, è anche peggio, con molte piante irrecuperabili. E allora, piuttosto che uno scempio del genere, non è meglio mettere parcheggi per auto, tanto quelle non spariscono, per evitare quei servizi in cui si vedono auto parcheggiate malamente che creano più caos che altro ? Nel frattempo a son di divieti e multe (prese da mio figlio) io sono stato educato a starmene il più possibile lontano da Milano o al limite andarci con i mezzi…..