Milano | Centro Storico – Piazza Santo Stefano: al via la riqualificazione, addio al parcheggio e più verde

Milano, Centro Storico.

Agosto 2026. Domani, martedì 1° settembre, prenderanno finalmente il via i lavori per la riqualificazione di piazza Santo Stefano, nel cuore di Milano. Un intervento atteso da anni che, grazie a un investimento complessivo di circa 900mila euro, trasformerà profondamente questo spazio urbano, rendendolo più verde, pedonale e fruibile e creando una maggiore continuità tra via Verziere, via Brolo e l’Università Statale.

Dopo anni di attese, proposte e speranze, dunque, piazza Santo Stefano cambierà finalmente volto. Per noi si tratta quasi della realizzazione di un piccolo sogno, visto che più volte, negli anni, abbiamo dedicato articoli alla piazza e alla necessità di restituirle dignità e bellezza.

Quello che oggi è sostanzialmente un parcheggio diventerà infatti un vero spazio pubblico, con aiuole, arbusti e nuove alberature. E, contrariamente ad altre piazze del centro recentemente riqualificate – come il vicino largo Augusto, piazza Quasimodo o piazza San Babila – qui il verde avrà finalmente un ruolo da protagonista.

Una piazza dalla storia antichissima

Ci troviamo in uno dei luoghi più antichi di Milano. In epoca romana quest’area era ancora marginale rispetto al cuore di Mediolanum e si trovava nei pressi del corso del Seveso, che lambiva le mura della città.

Secondo la tradizione, nel 417 venne eretta qui una chiesa dedicata inizialmente a San Zaccaria, nel luogo dove era custodita la cosiddetta Pietra degli Innocenti. L’edificio religioso fu più volte ricostruito e modificato nel corso dei secoli, fino ad essere intitolato, nel 1075, a Santo Stefano Protomartire.

La piazza fu anche teatro di uno degli episodi più celebri e sanguinosi della storia milanese. Il 26 dicembre 1476, davanti all’atrio della chiesa, il duca Galeazzo Maria Sforza venne assassinato da alcuni congiurati aristocratici milanesi. Quasi un secolo più tardi, il 30 settembre 1571, nella stessa chiesa venne battezzato Michelangelo Merisi, destinato a diventare universalmente noto come Caravaggio.

Oggi la Basilica di Santo Stefano Maggiore si presenta prevalentemente nelle forme assunte tra Sei e Settecento, con la sua elegante facciata e il grande campanile che domina la piazza.

Alla sua sinistra si trova un altro luogo di culto tra i più singolari e conosciuti di Milano: San Bernardino alle Ossa, celebre soprattutto per la spettacolare cappella ossario, interamente decorata con ossa umane, e per il grazioso tiburio barocco che emerge sopra i tetti circostanti.

Sempre sul lato sinistro della piazza, guardando le due chiese, si trova la Casa Albergo di piazza Santo Stefano 5, progettata da Luigi Fratino e realizzata nel 1965: un interessante esempio di architettura moderna che, per forme e dimensioni, appare certamente poco in sintonia con il contesto storico, anche se ormai è diventato anch’esso parte del paesaggio della piazza (curiosità: sul tetto si trova il parcheggio delle auto dei condomini).

Sul versante opposto fanno invece da quinta una serie di edifici popolari ottocenteschi restaurati e ben conservati, ai cui piani terra si trovano alcuni ristoranti che contribuiscono ad animare la piazza soprattutto nelle ore serali.

Quando Santo Stefano era una piazza di mercato

La vicinanza con il Verziere e piazza Fontana fece di Santo Stefano, per secoli, anche un importante luogo di mercato, soprattutto dopo gli spostamenti e le riorganizzazioni avvenute nel corso del Settecento.

Verso la fine dell’Ottocento nella piazza comparve un insieme di strutture coperte in legno che, per diverso tempo, ospitarono in particolare il mercato dei latticini e della selvaggina. Un’immagine della piazza molto diversa da quella alla quale siamo abituati oggi: animata da bancarelle, commercianti e clienti, strettamente legata alla vita quotidiana del vicino Verziere.

La grande trasformazione arrivò tra la fine degli anni Venti e gli anni Trenta del Novecento, quando iniziarono gli sventramenti destinati a creare il nuovo collegamento urbano tra via Larga e il Verziere (poi anche Corso Europa).

Nel 1935 venne completato l’edificio della Banca Nazionale dell’Agricoltura e l’antico isolato compreso tra via Larga, piazza Santo Stefano, Verziere, via Tenaglie – oggi scomparsa – e via San Clemente venne progressivamente demolito.

Al suo posto trovò spazio un mercato rionale provvisorio, rimasto probabilmente sino agli anni Sessanta, quando l’area venne definitivamente trasformata con la costruzione della Casa Albergo progettata da Luigi Fratino.

Scomparso il mercato, piazza Santo Stefano perse progressivamente la propria funzione di spazio pubblico e venne occupata quasi interamente dalle automobili, trasformandosi nel parcheggio che, con poche modifiche, è giunto sino ai nostri giorni.

Nell’aprile del 1976, in occasione del primo anniversario della morte di Claudio Varalli e Giannino Zibecchi, venne collocata nella piazza una stele a loro dedicata. In seguito il monumento venne inserito all’interno di una piccola aiuola, sottraendo almeno una porzione dello spazio alla sosta delle auto.

Nei primi anni Duemila le aiuole esistenti vennero arricchite con nuove alberature, oggi diventate fortunatamente grandi e rigogliose. Tra il moderno edificio di piazza Santo Stefano 5 e San Bernardino alle Ossa sopravvive inoltre un grazioso angolo verde dove si trovano due monumenti: quello dedicato al grande poeta milanese Carlo Porta, profondamente legato al Verziere e al suo mondo popolare, e quello dedicato al poeta bulgaro Pencho Slaveykov.

Rimane anche la vecchia edicola, ormai chiusa e abbandonata da qualche anno. Chissà che la rinascita della piazza non possa portare, prima o poi, anche al recupero di questo piccolo presidio.

Il progetto

Nel dettaglio, il progetto prevede innanzitutto la realizzazione di una grande area pedonale a raso compresa tra il sagrato della Basilica di Santo Stefano Maggiore, l’area verde di via Brolo e i percorsi carrabili posti sui lati nord e ovest della piazza.

All’interno del nuovo spazio pedonale saranno create nuove aree verdi con alberi e arbusti, mentre parte delle superfici sarà pavimentata in calcestre drenante, una soluzione che favorirà lo smaltimento delle acque piovane e contribuirà a ridurre il surriscaldamento delle superfici nei mesi più caldi.

Sarà inoltre potenziato l’attuale sistema di illuminazione pubblica, migliorando così la sicurezza e la fruibilità della piazza anche nelle ore serali.

I lavori interesseranno anche la pavimentazione del corsello e del percorso che collega piazza Santo Stefano a via Festa del Perdono. Qui la sistemazione sarà realizzata in continuità con la nuova piazza attraverso l’impiego di materiali tipici della tradizione milanese: lastre di granito e masselli, questi ultimi provenienti principalmente dal recupero del pavé rimosso da via Torino.

Gli stalli riservati alle persone con disabilità e le piazzole destinate al carico e scarico delle merci saranno invece mantenuti nello stesso numero e nella medesima posizione.

«La riqualificazione complessiva di piazza Santo Stefano – dichiarano gli assessori Marco Mazzei (Spazio pubblico), Marco Granelli (Opere pubbliche) e Gaia Romani (Quartieri e Decentramento) – ci consentirà di raggiungere diversi obiettivi. Innanzitutto, libereremo centinaia di metri quadri di terreno dall’asfalto. Così facendo contrasteremo in maniera concreta la formazione dell’isola di calore, un fenomeno climatico ormai particolarmente ricorrente nelle zone più centrali delle grandi città».

Gli assessori sottolineano inoltre come l’intervento permetterà di migliorare il decoro di una piazza fino ad oggi «relegata alla mera funzione di parcheggio» e di restituire spazio pubblico alle migliaia di persone che ogni giorno frequentano questa parte del centro. Particolare attenzione viene posta anche al recupero dei materiali lapidei, come i masselli provenienti da altre strade cittadine, riutilizzati nella nuova sistemazione.

«L’intervento su piazza Santo Stefano, atteso dal Municipio da oltre dieci anni – aggiunge il presidente del Municipio 1 Mattia Abdu – si inserisce nel quadro delle riqualificazioni che dal 2011 ad oggi hanno riguardato tutta l’area a sud di piazza Duomo».

Tra gli interventi ricordati figurano largo Corsia dei Servi, largo Augusto, largo Bersaglieri, largo Richini, piazza Missori, via Sforza e via Velasca, tutti accomunati dall’obiettivo di recuperare spazio pubblico a favore della fruizione pedonale e di una maggiore sostenibilità ambientale.

Un cantiere di circa 400 giorni

Per limitare il più possibile i disagi a residenti, attività commerciali e frequentatori della zona, il cantiere, della durata prevista di circa 400 giorni, sarà suddiviso in diverse fasi.

La prima interesserà esclusivamente via Brolo. Successivamente i lavori si sposteranno verso la parte centrale della piazza e, infine, sul corsello e sul percorso carrabile.

Questa organizzazione consentirà di mantenere la circolazione veicolare e l’accesso ai passi carrai per tutta la durata dei lavori.

Ci vorrà dunque ancora un po’ di pazienza – oltre un anno di cantiere – ma questa volta il traguardo sembra davvero vicino. Dopo decenni trascorsi quasi interamente sotto le automobili, piazza Santo Stefano è finalmente destinata a tornare una piazza vera: un luogo dove fermarsi, passeggiare e incontrarsi, possibilmente all’ombra degli alberi, nel cuore più antico di Milano.

  • Immagini: Roberto Arsuffi, Comune di Milano, Googlemap
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  • Riqualificazione, Arredo Urbano, Verziere, Piazza Santo Stefano, Brolo,
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2 commenti su “Milano | Centro Storico – Piazza Santo Stefano: al via la riqualificazione, addio al parcheggio e più verde”

  1. Il titolo dell’articolo sarebbe interessante se non fossimo a Milano. Quante aree sono state riqualificate fin’ora? La frase “più verde” è ridicola di per sé poiché sarà la solita storiella di qualche cespuglio e 3 stuzzicadenti (alberelli) chiusi in un metro quadro come finora da oltre un decennio, poi abbandonati a sé. In più sarà un’altra zona di abbandono monopattini, biciclette, probabilmente perché no? Anche sciatteria. Piaccia o no la storia recente insegna. Ognuno la vede giustamente come vuole

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