Ieri (19 luglio 2016) la Statale ha formalizzato l’intenzione di trasferire le proprie facoltà scientifiche nell’area di Expo 2015. Il progetto, basato su un piano di fattibilità affidato dalla Statale a Boston Consulting group, è stato formalizzato con la manifestazione di interesse votata dagli organi di governo dell’Università. Il progetto della statale si affiancherà così agli altri progetti “pensati” per l’area Expo, come lo Human Technopole e unirà ricerca, formazione e condivisione della conoscenza.
Ieri sono anche stati presentati i primi bozzetti preliminari dell’architetto Kengo Kuma, di come potrebbe esser trasformato il sito Expo da qui al 2021. L’investimento è calcolato in 380 milioni di euro. A quanto pare è più conveniente investire nell’ex area Expo piuttosto che restaurare e ristrutturare i vecchi edifici a Città Studi (ci chiediamo a questo punto che destino avranno i vecchi edifici in centro).
Il nuovo Campus ospiterebbe, oltre alle residenze per gli studenti, le attività, scientifiche e didattiche, di area biologica, biotecnologica, della medicina sperimentale, della farmacologia, dell’agroalimentare, delle scienze della terra e delle scienze dure (chimica, fisica, matematica, informatica, insieme ai corsi di Scienze motorie, che dovrebbero trovare nell’area impianti sportivi adeguati alle loro caratteristiche), saranno escluse invece le attività cliniche di area medica e di quelle di Medicina veterinaria, che hanno già trovato la propria sistemazione nel Campus disegnato sempre da Kengo Kuma a Lodi. Si parla di una struttura che dovrebbe accogliere poco più di 18.000 studenti, di cui quasi 700 stranieri. A questi, si aggiungono circa 1,800 ricercatori, e poco meno di 500 tra tecnici e amministrativi; per un totale di 2280 operatori. In sostanza, oltre 20.000 persone che andrebbero a popolare l’area di Expo 2015.
Alcuni progetti realizzati da Kengo Kuma





Non è male come idea, ricorda molto i padiglioni di Expo, che cosi non andrebbe perso 🙂
Bisogna parlare del futuro di Città Studi, una zona che verrebbe deprivata delle sue peculiarità e della sua anima, rischiando la speculazione edilizia o l’abbandono e conseguente degrado dei manufatti universitari!
Certo che è una bella mazzata per la zona perdere in un sol colpo tutte le Facoltà Scientifiche e pure il Besta e l’Istituto dei Tumori che dovrebbero andare a Sesto.
Immagino che il Politecnico ne approfitterà per espandersi un po’ ma che ci faranno nel resto della zona?
Prevedo un’operazione tipo ex fiera
Forse ripensare città studi non è poi così sbagliato,
Però chi c’è li mette 380 milioni per spostare tutti gli studenti in expo?
Alla conferenza stampa di ieri han detto che 130milioni li metterebbe l’Università e 130 “Istituzioni Pubbliche”. Il resto sarebbe coperto dalla vendita delle aree che però non valgono più di 100 milioni e forse si potrebbero vendere alla Cassa Depositi e Prestiti (fonte: Corriere di oggi).
La questione è molto delicata potrebbe essere un rilancio enorme, un’opportunità enorme (come dice @fabio, che ha totalmente ragione sulla desertificazione del quartiere… e annessi e connessi)
MA potrebbe essere anche la rovina del quartiere stesso e di tutta la zona che vi si affaccia… vedi pseculazioni edilizie e solo legate allo sfruttamento massimo solo per la vendita immobiliare (e dei servizi carenti DOPO la vendita, chissenefrega..come al solito)
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Quindi la questione è molto delicata…
Opportunità o sciagura?
Il disastro di Porta Vittoria e di Rubattino ex Maserati (le operazioni a mio parere più sciagurate degli ultimi anni dopo Santa Giulia), non fanno sperare bene. Che ci sia un “fattore sfiga” nei progetti a est sud/est di Milano?
L’altra cosa che mi preoccupa è la “concorrenza” con le più appetibili aree ex FS – non so quanti progetti in contemporanea possa sostenere una città come Milano, dando per scontato che siano i privati che ci metteranno i soldi (non tira certo aria di grandi iniziative pubbliche…)
Certo che un grande Museo della Scienza e della Tecnica immerso in un Parco e collegato al Politecnico ci starebbe bene, ad avere i soldi…
Già.esattamente.
Cmq l area è troppo vasta e centrale per approcciarla senza un disegno complessivo riguardo ai SERVIZI e FUNZIONI che dovranno essere portate dove di fatto c è solo deserto e aule universitarie.
E questo non può essere demandato ai costruttori.
Opportunità enorme per Città Studi. Il Politecnico potrebbe prendere alcuni dipartimenti. E finalmente la notte non sarà più un luogo dove girano i fantasmi. Ci passate mai per Via Celoria dopo le 8 di sera ? E’ vuota, non passa nessuno, triste e sporca. Mentre la zona del Politecnico ( Via Ampere e Piazza “Leo” ) è spesso viva anche la sera. Ben venga, io sono contento. Ci metteranno anni comunque, e spero che il Politecnico vada avanti con le bozze che fece Renzo Piano
Spero sia un’occasione per rendere la Statale importante anche in ambito europeo
Siamo sicuri che abbia senso sputare le università FUORI dalla città? Non è scomodissimo trasformare migliaia di studenti in pendolari? L’operazione avrebbe senso se e solo se ci fosse un grande campus alloggi dove gli studenti possano vivere! Ma quanti potranno permetterselo? Basta pensare al costo degli alloggi al campus Bicocca per capire che sono improponibili. Per me le università dovrebbero rimanere in centro!
Solo il 20% degli iscritti nelle università milanesi risiede a Milano (fonte “Studiare e Vivere a Milano” ricerca effettuata in collaborazione tra diverse università), quindi ci sono già migliaia di pendolari.
Un’orribile colata di cemento.
Comunque io politecnico deve andare avanti con il piano di Renzo piano mentre per il restante ci metterei anche un nuovo ostello e lo farei diventare un quartiere bohemien con un mix di funzioni e attrattiva.