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Milano | Trasporti: il futuro per le metropolitane milanesi

Come riportato dal Corriere della Sera di pochi giorni fa, secondo il nuovo sindaco di Milano, il futuro della metropolitana milanese è quello di spingersi ben oltre i confini comunali e come logico, raggiungere parte dell’anello che circonda il capoluogo lombardo. Ad esempio Monza, da dove ogni giorno flussi imponenti di auto si riversano in città. Coì come dal versante Est così come quello ovest, perciò Metropolitana Milanese da anni è allo studio di nuovi prolungamenti (alcuni oramai ben datati e conosciuti).

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Obiettivo Monza

Finora è l’unica tratta su cui si sta realmente lavorando. Raggiungere Monza è la priorità. Addirittura con due linee. Le nuove fermate della M1 (Sesto Restellone e Monza Bettola), dopo mesi di stop ai lavori, puntano ad aprire entro fine 2018. Il ritardo accumulato è notevole: partiti nel 2011 i cantieri avrebbero dovuto chiudere per Expo, ma il fallimento dell’azienda ha fatto slittare tutto. Ora il Cipe deve sbloccare a settembre 18 dei 23 milioni per gli extracosti legati soprattutto al contenimento della falda in modo da poter subito ripartire. Il grande progetto, però, si chiama M5. Siamo ancora allo studio di fattibilità, pronto dopo l’estate. Due le tratte, dieci fermate (sono in via di definizione ma dovrebbero attestarsi in Testi-Centro scolastico Parco Nord, Testi-Crocetta, Cinisello-viale Matteotti, Monza Bettola, e poi viale Campania, Stazione Fs, Monza centro, Villa Reale, ospedale San Gerardo e infine il Polo istituzionale di via Montevecchia), 8 chilometri di lunghezza, oltre un miliardo di costo. La prima parte, fino all’incrocio con la M1 a Bettola, dove sarà finalmente realizzato il deposito della M5, rientra nel «Patto» tra Milano e governo, annunciato da Sala e dal premier Matteo Renzi.

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L’altra M5

In parallelo, però, si studia di spostare di 4,5 chilometri anche il capolinea a Ovest della lilla: da San Siro a Settimo Milanese. In mezzo, le fermate di via Sant’Elena (Parco di Trenno), Quarto Cagnino e Quinto Romano. Anche per questa tratta è stato commissionato lo studio di fattibilità che sarà pronto a settembre.

Fermate a ovest

È un’altra delle priorità della giunta: collegare un grande quartiere popolare come Baggio. Un progetto finora bloccato dal livello di saturazione di quel ramo della linea rossa, risolto dall’introduzione in vista di Expo del sistema di segnalamento che, controllando via computer le distanze tra i convogli, ha «liberato» spazio sufficiente per riportare in auge l’idea. Palazzo Marino pensa di avviare quanto prima lo studio di fattibilità: tre nuove stazioni (via Parri, via Gozzoli, quartiere Olmi) per tre km di binari.

La verde

Punta alla Brianza anche la M2, che si vorrebbe portare attraverso Brugherio, fino a Vimercate. Il progetto è antico ed è già stato bocciato dalla Corte dei Conti nel 2010. In un recente tavolo regionale è stato però rispolverato, ma l’idea è quella di trasformare l’opera in un metrò leggero.

Le altre idee

La linea blu deve ancora essere costruita ma già si pensa a dove prolungarla. Da una parte, Rozzano, dall’altra Corsico, dove i Comuni della zona (Buccinasco, Cesano Boscone, Trezzano sul Naviglio) insistono per avere il collegamento e stanno lavorando in queste settimane insieme con il Pirellone per trovare i 200mila euro necessari per avviare lo studio di fattibilità. Se quella fatta fin qui è una lista di progetti e di ipotesi (o suggestioni?), ci sono destinazioni discusse in passato ma che sono ormai scivolate in fondo alle priorità. È il caso della M2 a Rozzano e della M3 a Paullo che, pur rientrando nel grande piano della mobilità futura di Milano (il Pums), non sono in agenda. «I prolungamenti sono uno dei nostri punti strategici — spiega l’assessore milanese alla Mobilità, Marco Granelli — per migliorare i collegamenti con l’area metropolitana e dare così risposta ad aree densamente urbanizzate, e allo stesso tempo per migliorare traffico e qualità dell’aria di Milano, intercettando a monte quei 500mila veicoli che ogni giorno entrano ed escono dalla nostra città».




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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


12 thoughts on “Milano | Trasporti: il futuro per le metropolitane milanesi

  1. Michele

    Per la M5 sono molto critico, già adesso nelle ore di punta è invivibile, figuriamoci con il prolungamento; oche carrozze e con la disposizione dei posti a sedere che la rende ancor meno agevole. Per quanto riguarda la M4 non capisco perchè farla fermare a San Cristoforo e non portarla da subito in Lorenteggio confine Corsico. Vi ho lavorato per anni in questa zona è c’è una concentrazione di uffici veramente importante. La vera rivoluzione sarebbe fare da subito una sesta linea che ripercorra l’intero anello della circonvallazione esterna.

    1. GR

      Per quanto riguarda la M5, ti posso dire che non è ancora stata sfruttata al massimo delle sue potenzialità (a livello di segnalamento soprattutto). Poi tieni presente che bisogna estenderla soprattutto per costruirle un VERO deposito, in modo da fare una manutenzione decente. Detto ciò, sono d’accordo con te su M4 e sui dubbi di capacità di M5

  2. GR

    Tante belle cose, km su km di nuove linee eccetera. Ma guardiamo nel dettaglio:
    -metro a Monza: rido tantissimo. La premiata provincia di Monza & Brianza non riesce a trovare 2 milioni di euro per finanziare il servizio autobus e pretendono di finanziare la metropolitana. Semplicemente ridicoli. Tralasciamo poi il fatto che le vetture di M5 posso portare solo 500 persone circa, e si capisce quanto sia sballata l’idea. Monza piuttosto ha bisogno di un serio potenziamento del servizio ferroviario, con delle nuove stazioni ed una riorganizzazione dei servizi esistenti. A corollario di tutto è necessaria una SERIA integrazione tariffaria, che renderebbe di fatto superflua la metro.
    -prolungamento M1 a Baggio: FINALMENTE, magari aggiungendo una rimessa per le vetture, per gestire meglio tale prolungamento
    -M3 a Paullo: pure questa un’idea sballata sotto ogni punto di vista. Per la paullese servirebbe una nuova tranvia in sede propria, moderna, veloce. Attualmente, spendere i soldi per portare la gialla a Paullo è un investimento errato (fonte PUMS Milano 2015)
    -M2 a Vimercate, anche qui si ride. Era il 1981 quando la verde arrivò a Cologno Nord, promettendone poi un rapido prolungamento verso la città sopracitata. Addirittura, nei successivi piani urbanistici dei comuni interessati venne sempre riservata una fascia di territorio per questo. A livello gestionale tale prolungamento sarebbe il collasso della linea. Probabilmente lo sanno, ed infatti si inizia a parlare di un fantomatico “metrò leggero” al suo posto. Peccato solo che tale “metrò leggero” esisteva già. Era la tranvia Milano-Vimercate, totalmente in sede propria, dismessa nel 1981 per far posto alla metro. Inutile dire che se fosse stata mantenuta attiva, almeno fra Cologno e Vimercate, e adeguatamente potenziata, oggi non si condannerebbero migliaia di pendolari ad usufruire di scadentissimi bus infoiati nel traffico.
    -M4 verso Corsico/Buccinasco/Trezzano: AVANTI TUTTA! Pur essendo anche lei una metrò automatica come la M5, la M4 partirà subito con un segnalamento migliore e più performante, e con dei treni aventi una migliore disposizione interna dei sedili rispetto a M5. Grandi dubbi sull’estensione fino a Pioltello. Oltre Linate il primo centro abitato è San Felice, poi un relativo vuoto fino a Pioltello, dovuto in parte alla parte terminale dello scalo merci di Milano
    Smistamento, in parte alla zona industriale di Segrate e di Limito, e in parte dal Bosco della Besozza. Lasciamola a Linate che va bene così.

    In definitiva, ciò che serve a Milano in fatto di metro è una maggiore regolarità per la linea verde, nuovi mezzi per la stessa linea verde, il deposito per la M5, maggiore accessibilità per i disabili (più ascensori). E magari anche una prima idea di progetto sulla linea M6

    1. Claudio K.

      Ti devo contraddire sulla tranvia per Vimercate, che ricordo bene essendo cresciuto a Concorezzo quando era ancora funzionante. Non era affatto “tutta in sede propria” e in alcuni punti (ad es. Cologno e S. Albino — frazione di Monza) passava letteralmente (e pericolosamente) a meno di due metri dai portoni delle case.

      Senza contare che era completamente a binario unico (a parte gli “incroci” in alcune fermate, come Brugherio e Concorezzo) e quindi con una capacità assolutamente limitata rispetto ai carichi di oggi.

      Se anche esistesse ancora, oggi sarebbe comunque completamente da ricostruire, spostandone lunghi tratti fuori dai centri urbani, sia per motivi di sicurezza sia per poterla raddoppiare.

  3. dom

    Bisogna potenziare il passante ferroviario, con una circolazione snella e veloce di tipo metropolitano!bisogna rifare la gestione del traffico accelerando i treni che gia arrivano fuori milano!ad es.la linea s9 ti porta gia da ovest (s.cristoforo)a est (lambrate/treponti) ma ci mette un eternità per non parlare della frequenza da ridere 30 minuti!bisogna offrire un servizio tipo RER di parigi dove non ti accorgi di essere in metro o sulla Rer appunto.

  4. Andy

    Tutti i prolungamenti proposti o in progetto sono utili, importanti e doverosi. Soprattutto alla luce del fatto che ogni anno la regione Lombardia vede sparire 75 miliardi delle proprie tasse, che finisocno in 1000 rivoli nazionali invece che nelle casse della regione. Trattenendo anche solo il 10% di questa enorme follia di soldi, i prolungamenti sarebbero per lo meno finanziati senza problemi. E ci sarebbe pure spazio per qualche immancabile e triste bustarella

  5. MS

    Reputo più fattibile che la M2 si fermi a Brugherio. Abitando a Brugherio da anni, noto che lo spazio per costruire c’è, e a dir la verità sarebbe comodo per i cittadini poiché la maggior parte lavora, studia e passa il tempo a Milano(essendo molto vicino). Concludo qui dicendo che la M2 può terminare a Brugherio. Da lì in poi vi saranno collegamenti bus rapid verso Vimercate, al contrario, costruire una linea tramviaria veloce che parte da Milano e termina a Vimercate passando per i vari comuni.

  6. Anonimo

    Ma quelli che ogni volta che c’è una proposta dicono “Ma prima bisogna fare xyz” sono fatti con lo stampino, rompono i coglioni anche a Natale oppure sono dei troll che trombano solo con la fantasia di youporn?
    E che palle…

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