"Anche le città hanno una voce" — Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Castello – L’Expo-Gate e le polemiche

E’ incredibile come, la realizzazione di questi padiglioni sia stata così dibattuta e oggetto di commenti di ogni tipo. Onestamente si rimane allibiti.

Sono un aborto, sono bellissimi, sono orrendi, andrebbero rimossi immediatamente, deturpano la vista sul castello, sono delle piramidi, eccetera… queste le voci raccolte nei loro anni di vita (solo 3). Ora che sono in fase di smontaggio si sentono ancora migliaia di voci che gridano allo scandalo per il loro smantellamento e il presunto spreco di soldi per metterlo in pratica, ma anche voci che gridano soddisfatte: era ora!

Insomma, tre/quattro anni di polemiche forse inutili.

L’Expo-Gate era stato scelto fra altri progetti e doveva fungere da punto informativo e catalizzatore dell’esposizione in centro città: dove lo avrebbero dovuto mettere? Non abbiamo, noi di Urbanfile, mai capito il perché delle polemiche; era una bella struttura che si inseriva bene per il luogo dove era stata progettata, rispettando il cannocchiale sul castello Sforzesco e incorniciandolo. Si sapeva che sarebbe durata poco, perciò perché demonizzarla?

Anzitutto si sapeva che i padiglioni sarebbero durati un paio d’anni (prorogati di un anno solo per l’evento della Triennale che li ha utilizzati per la sua manifestazione), quindi inseriti nel bilancio Expo, che, ricordiamo, ha avuto un guadagno netto di 30,7 milioni al 31 dicembre 2015 (dal 2009 a oggi è costata 2.254,7 ed è stata liquidata con 2.285,4 milioni – che sarebbero potute essere di più, a dire il vero-). Ogni azienda mette in conto, nei bilanci, opere o manifestazioni che hanno un costo e che devono durare un tempo determinato.

Quante volte vediamo palazzi o negozi da poco rimodernati e che dopo  tre o cinque anni vengono completamente stravolti gettando alla discarica strutture che potrebbero ancora essere utilizzabili? Rientra nei bilanci delle grandi società. Purtroppo è così. L’Expo-Gate era nato come “architettura effimera” e spostarlo in un altro luogo sarebbe stato costoso e inutile, oltre che complicato: un infopoint collocato chissà dove per finire nel degrado ben presto?

In questi giorni è stato smantellato il primo dei due blocchi del padiglione, come documentato dalle nostre foto.

 

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


20 thoughts on “Milano | Castello – L’Expo-Gate e le polemiche

  1. Mauro Clemente

    Il tema di Expo poco si concilia con la parola spreco e la demolizione di un’architettura, seppur temporanea, ma ancora nuova, rimane uno spreco (che tristezza vedere i mucchi di vetrocamere frantumati con accanto rifiuti misti).
    Poco importa se ne sia stato ammortizzato il costo.
    A progettisti e gestori il demerito di non averla pensata smontabile e riutilizzabile, magari per valorizzare una delle tante periferie che Milano ignora ma che comunque ne sono parte.
    Quanto al cannocchiale visivo, credo la comparazione delle immagini con o senza parlino da sole.

  2. Claudio K.

    D’accordo con UF su quasi tutto il commento.

    1) L’installazione era site-specific (com’è di moda dire adesso), era stata progettata esattamente per quello spazio e ci stava benissimo

    2) tuttavia, era nata fin dall’inzio come struttura provvisoria quindi non c’è nessuno scandalo nel rimuoverla.

    3) dissento però sul riutilizzo che, come dice giustamente Mauro, poteva e doveva essere previsto già in fase di progettazione, visto oltretutto che la sostenibilità era uno dei temi portanti di Expo.

    Se hanno ricicato perfino il padiglione della Coca-Cola, si poteva riciclare anche l’Expo Gate, no?

    Anche sul cannocchiale concordo con Mauro. Trovo insopportabile questo “horror vacui” per cui qualsiasi spazio vuoto deve essere riempito con qualcosa.

    Milano è una città già fin troppo densa e fitta, specie in centro dove manca una piazza veramente ariosa come Plaça Catalunya a Barcellona o Trafalgar Square a Londra; il sistema Cairoli-Beltrami-Castello è una delle poche eccezioni, lasciamo gli spazi così come sono, grazie.

  3. -Ale-

    La questione soldi è facilmente manipolabile.
    Quanto costa costruire gli Expo Gate, è un numero facilmente recuperabile. Quanto hanno dato gli Expo Gate in termini di servizi, immagine, vendita biglietti/gadgets… impossibile da quantificare.
    Oppure, se non c’erano gli Expo Gate, quanto si sarebbe speso per l’affitto di luoghi alternativi per eventi, info point e quant’altro?

    Chi vuole far polemica si ferma al costo grezzo, mentalità provinciale…

    Il vero rammarico è che non potevano essere smontati e riutilizzati altrove. Ma ancora, quanto avremmo speso in più per una la progettazione\esecuzione di una struttura smontabile?

    Si trova sempre un appiglio per la misera polemica.

    Parere personale? Hanno svolto benissimo la loro funzione, ma era ora di rimuoverli.
    Domanda più importante, e ora cosa faranno in Largo Beltrami????????

      1. Graziano

        Si…Anche niente!…..Ho letto: ” ..era una bella struttura che si inseriva bene per il luogo dove era stata progettata(!!???), rispettando il cannocchiale sul castello Sforzesco (!!???) e incorniciandolo(!!????). I-N-C-O-R-N-I-C-I-A-N-D-O-L-O !!!! …Ma questa è follia!…..Fa persino ridere….

  4. robertoq

    Certo che a rileggere le motivazioni della Giuria che decise di premiare questo progetto, col senno di poi viene da sorridere (specie il pezzo della sostenibilità…)

    “Leggeri e trasparenti, i padiglioni si inseriscono nel tessuto urbano in modo discreto trasmettendo un alto valore simbolico, rispettando il canocchiale visivo Castello Sforzesco-Cordusio e ricomponendo lo spazio pubblico in modo vitale.
    Il sistema costruttivo proposto, che usa tecnologie elementari, è relativamente semplice ed è interessante sia dal punto di vista della sostenibilità sia da quello dell’ economia e della rapidità della sua realizzazione.”

  5. wf

    Comunque voi tutti sulla interruzione del cannocchiale prospettico.
    Vorrei capire, visto che si è detto che lo interrompeva, vorrei capire se era vero.
    Perché incorniciarlo è ALTRA cosa.

    Ps,
    Solo una nota semio antropologica.
    Un’opera che divide molto vuol dire SEMPRE qualcosa da tenere da conto.

    Ps.
    Voi sapete che io ero pro expo gate.
    Però quello che mi fa inorridire di più è il pensiero di chi pensa che se una cosa non gli piace può piazzarla in periferia o altro luogo, lontano dagli occhi, a de qualificarsi appunto.

    Cioè coerenza se piace si lascia PROPRIO LÌ davanti alla vista di tutti.
    Se non piace non è che si manda a cittadini di serie b.
    Meglio la distruzione.
    Almeno non è ipocrita.

    Adesso voglio proprio vedere chi guiderà allo scandalo delle auto in piazza castello.
    Lexpo gate è stata avversata perché andava a irrompere non in un luogo (di cui ai milanesi non è maimai fregata mezza ceppa ndr, sennò gridavano allo scandalo contro taxi, auto, parcheggi e schifo vario) ma irrompeva nel sacro concetto si città mummificata borghese ottocentesca.

    La reazione è stata di città violata.
    Ben al di là del mediocre, e sottolineo mediocre architettura ottocentesca di piazza castello.
    Ma rompeva un tabù.
    Di città vecchia e elegante e storica.
    Quindi ecco perché tante reazioni.

    Adesso vediamo cosa combinano e le reazioni della massa.
    E il conformismo ottocentesco.

      1. wf

        Ok,ma se fanno un salottino stile mobilifico di Lissone leccatino leccatò borghesino borghesò che piace alla gente che piace cambio città.
        Magari forniscono pure le pattine per non rovinare la c’era.
        Taaac. Non parlatemi di arte e architettura poi però.
        Signora mia che bella ceramica di capodimonte.
        O il moderno che è più vecchio del vecchio, che va tanto cool.
        In cool 8.

        Ok,aspettiamo.

          1. wf

            Troppo lungo da spiegare ma no, direi di no in questo caso.

            Comunque urbanfile a pubblicare questo post vogliono vedere scorrere il sangue, oppure i tasti del tablet.
            Tanto il mio punto di vista lho ampiamente espresso.
            Ai posteri. Etc etc.

  6. Dado

    @ Claudio K.
    i tuoi interventi sono i più interessanti provo a commentare cosi’:
    1. é verissimo: ai milanesi zero-gliene-frega di dispute estetiche. Insorgono solo se gli togli il posto auto, e tra l’altro all’amministrazione, zero-gliene-frega se insorgono i milanesi. Va avanti lo stesso con i suoi non-progetti. Detto questo perché aggiungi che la qualità architettonica di largo Cairoli è mediocre architettura ottocentesca??? è solo architettura ottocentesca, stop. E’ tutta fatta così l’architettura nell’800: eclettica, retorica e citazionista. La galleria Vittorio Emanuele, non è molto diversa eppure è diventata l’icona di Milano. Vedevo molto bene l’accostamento di due stili così lontani, anzi: si esaltavano a vicenda. Cosa che il vuoto, purtroppo non fa.

    2. Sull’Horror vacui: perché manca lo spazio in questo quartiere? è forse quello che ne ha di più. Plaça Catalugna ce l’abbiamo già a Milano, si trova davanti alla Stazione Centrale. Tanto spazio per borseggiatori, gente losca, e degrado costante. E’ il punto più brutto sia a Barcellona che a Milano.

    3. Tuttavia resto contrario a mantenere i due caselli in demolizione: non erano nati per essere conservati, e per quanto azzeccatissimi nella loro leggerezza alla fine diamo carta-bianca ai progettisti. Detto ciò’ vorrei invece che il nuovo progetto su piazza Castello creasse non un piazza/slargo pro-vuoto, con il solito alberello, giusto per dire che si aumenta il verde in centro. Ma un vero progetto urbano che riempia il vuoto intorno al Castello di elementi architettonici significativi. Il Vuoto per quanto affascinante comporta come detto qualche inconveniente.

    4. Se invece vuoto ahimè dev’essere, allora si eliminino alberi, fontana, auto, parcheggi, etc. Si abbia il coraggio di progettare concretamente anche il vuoto. E non modestamente e fintamente come è stato proposto per Piazza Scala dove è stato progettato il nulla.

    5. Ma il problema sono i bandi, non i progettisti! Altra storia…

    1. Claudio K.

      1. Guarda che l’archiettura dell’800 sia brutta l’ha detto WF mica io… io non sono affatto d’accordo.

      2.Sì, manca lo spazio in generale in centro. Trovami una piazza delle dimensioni di Trafalgar Square nel centro di Milano. Quei pochi spazi ariosi che abbiamo in centro, teniamoceli così, ribadisco

      3. Plaça “Catalugna” (forse cercavi: Catalunya) uguale (o anche solo paragononabile) a piazza Duca d’Aosta??? Ehm… dimmi chi è il tuo pusher perché deve averti dato della roba veramente buona

      4. Leggi meglio il mio intervento, anch’io sono contrario a mantenerli

      Mi sa che hai fatto un minestrone di cosa ho detto io e cosa ha detto la persona a cui ho risposto

      1. wf

        Mi dispiace Claudio ma la penso come dado sebbene abbia confuso al punto 1. Condivido gli altri punti.
        Ma è una polemica al massacro.
        Dico solo che non è vero che è un centro storico fitto.
        Strade fitte piccole e strette Milano non ne ha di rilevanti.
        Basti pensare tutto Duomo, cairoli, castello, via larga.
        Anche piazza scala e moltissimi stradone come corso vittoria.
        Piazza oberdan etc potrei continuare.

        Centri storici come borgo pio, monti o trastevere a Milano non pervenuti.
        Corso v ema 2 molto largo.
        Piazza fontana completamente aperta sulla 4a parete.
        Mala strana a Milano non ha luogo.
        Ed è un peccato….
        Ma la polemica mi ha stufato quindi, aio ognuno la vede come abituato.
        Ps,
        Non dico che l800 non mi piace. Dico che quello di piazza castello non ha particolare pregio. Tutto qui. E un 800 anche abbastanza sotto tono.
        Non da gridare allo scandalo per lexpo gate.
        Amen
        Secondo me urbanfile mi fa male
        ?

  7. Dado

    Ops! fa male anche a me ! Claudio, non te la prendere se ho fatto il minestrone come dici tu….saranno gli antibiotici che prendo ahahah! Sorry!

    Comunque ribadisco Catalunya è orrenda! Sicuramente è un fattore personale, ma nei centri urbani meglio la densità. Potendo scegliere, i mega spazi vuoti li vedo bene solo davanti a stadi e stazioni. Anche perchè, che fatica attraversarli , d’estate poi!!! Ho evitato l’elenco degli spazi enormi di Milano come ha correttamente fatto WF, solo perché sono cosi’ evidenti…ma la penso proprio come lui. E comunque non è polemica: è scambio di opinioni. Eddai!

  8. Anonimo

    Beh adesso che hanno tolto l’Expo gare vediamo se hanno il coraggio di chiudere piazza Cairoli al traffico bloccando così l’atraversamento del centro alle macchine Cosa peraltro già’ implementata in numerose città Europee. Vogliamo o no come dice Sala una Milano più a misure d uomo. Se no, sempre come dice Sala, come facciamo ad attrarre tutte qs meravigliose aziende che arriveranno a Milano in seguito alla Brexit proprio perché i loro manager possano godere di una miglior qualità delle vita ?

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