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Milano | Scali Ferroviari: giornata di grande lavoro sulla Milano di domani

milano_scali_ferroviariAnche oggi alta partecipazione ai tavoli del workshop. Infrastrutture, verde, cultura, qualità della vita e attrattività economica i temi di discussione. Domattina la chiusura della tre giorni di dibattito e confronto

Milano, 16 dicembre 2016 – È stata un’altra giornata di grande partecipazione e collaborazione ai tavoli di lavoro del workshop “Dagli Scali, la nuova città”, l’iniziativa promossa da FS Sistemi Urbani in collaborazione con il Comune di Milano e il patrocinio di Regione Lombardia in corso allo Scalo Farini.

“Milano va avanti, anche oggi i lavori sono proseguiti a pieno ritmo – ha commentato l’assessore all’Urbanistica, Verde e Agricoltura Pierfrancesco Maran – La città ha voglia di partecipare, mettersi in gioco, dare il proprio contributo a fare la Milano di domani. Questo è un primo momento di confronto, cui seguiranno altre occasioni durante l’inverno. Più sarà condiviso e partecipato il percorso, migliore sarà l’accordo sul futuro degli scali”.

“Grande soddisfazione – ha aggiunto Carlo De Vito, ad di FS Sistemi Urbani – per l’interesse che il workshop ha riscosso. Tutti hanno avuto la possibilità di esprimere le proprie idee e confrontarsi sulle tematiche dei cinque tavoli di lavoro.”

Anche oggi centinaia di milanesi hanno lavorato con impegno alle cinque tematiche individuate come prioritarie per lo sviluppo della città.

Al tavolo “La città delle connessioni” si è evidenziata l’importanza di avere infrastrutture di trasporto in grado di ricucire il centro e le periferie e che siano pienamente accessibili, di quartieri con una viabilità idonea alle esigenze di chi li vive, nel rispetto della sostenibilità.

I lavori de “La città delle culture” hanno individuato come prioritari l’esigenza di creare grandi contesti museali ed espositivi a livello di Città Metropolitana e l’importanza di creare una rete di conoscenza, un osservatorio che metta a sistema i diversi luoghi della cultura.

Verde inteso come infrastruttura, pienamente fruibile, in grado di connettere i quartieri e integrarsi nel contesto urbano valorizzandolo, usi agricoli, bonifiche in funzione di un riutilizzo temporaneo delle aree, qualità paesaggistiche e corridoi ecologici sono i concetti chiave emersi al tavolo “La città del Verde”; mentre la capacità di attrarre investimenti esteri, di creare contesti che valorizzino i giovani talenti, di valorizzare le formule di coworking  e crowfunding sono i punti individuati dal gruppo “La città delle risorse”.

Infine al tavolo “La città del vivere” si è evidenziata l’esigenza di creare quartieri nel rispetto del contesto in cui si trovano, che creino bellezza, a zero consumo energetico, dove la strada diventa uno spazio da vivere con la valorizzazione dei piani terra, che devono essere multifunzionali, e con un’ipotesi di quartieri all’80%car-free.

Domani mattina, a partire dalle 10, sempre allo Scalo Farini in via Valtellina 7, si chiuderà latre giorni di dibattito e workshop. A tirare le fila saranno l’assessore  Pierfrancesco Maran, l’Amministratore Delegato di FS Sistemi Urbani Carlo De Vito, e i 5 studi internazionali – EMBT (guidato da Benedetta Tagliabue), Mecanoo (Francine Houben), studio SBA (Stefano Boeri), MAD Architects (Ma Yansong) e CZA (Cino Zucchi) – che sulla base del lavoro svolto in questi giorni andranno a definire cinque scenari per la città di domani. Visioni possibili, frutto del grande lavoro di centinaia di milanesi, che aiuteranno il Comune di Milano, FS Italiane e Regione Lombardia nella definizione dell’accordo.


Urbanfile utilizza mappe basate su dati ©️ OpenStreetMap contributors

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


8 thoughts on “Milano | Scali Ferroviari: giornata di grande lavoro sulla Milano di domani

  1. enrico

    Dalla riqualificazione dei sette scali dismessi la nuova città del futuro.

    FS Sistemi Urbani, Comune, Regione che promuovono; poi 800 progettisti, istituzioni, esperti, stakeholder, associazioni e cittadini che partecipano; assessori, presidenti, a.d., architetti, università che progetteranno; workshops, eventi ed iniziative per analisi e discussioni; infrastrutture, verde, cultura, qualità della vita e attrattività economica alcuni dei temi; connettere centro e periferie, aumentare l’offerta di mobilità, di edilizia sociale e di servizi gli obiettivi.

    Wow, wow, wow! Il massimo dei massimi. No, ancora di più!

    Ma, scusate la banalità, neh: nel frattempo non c’è qualcuno che potrebbe pensare a sistemare quella merda di piazza Freud?

    1. Claudio K.

      Anche perché il centro commerciale all’interno della stazione Garibaldi sta morendo e l’unico modo per farlo rivivere è collegarlo in maniera più diretta con piazza Gae aulenti, magari con un “oggetto” scenografico e di design.

      1. CM

        esatto..
        Se poi si potesse creare un percorso pedonale p.za gae aulenti – stazione (1°piano) – via sturzo – cav. bussa – via borsieri, magari sopraelevato analogo a quello sopra v.le gioia (anche qui inizio e fine sono già in quota…), sarebbe il top!

  2. Marco

    E i pendolari che sbarcano quotidianamente a Porta Genova che fanno???? Festeggiano coi designer e non vanno più’ a lavorare????

    1. Anonimo

      I pendolari che sbarcano quotidianamente a Porta Genova per infilarsi nella MM2 si spera che presto sbarchino a Romolo per infilarsi nella M2 una fermata prima. E a Porta Romana, per infilarsi nella M3 e a Rogoredo, per infilarsi magari nell’AV o in un’altra S…
      Attestare i treni a Porta Genova quando potrebbero comodamente arrivare a Rogoredo mi sembra francamente un anacronismo inutile.

      1. antonio

        E già abbiamo dei binari già belli fatti e noi li chiudiamo….
        tra l’altro al limite si potevano riciclare per fare un pezzo di M4 a costo quasi zero, se proprio si voleva chiudere la ferrovia in quel tratto

        1. robertoq

          Quel che è stato è stato.
          Adesso lo scandalo è che Porta Genova sia ancora aperta… mi domando cosa aspettino a deviare i treni sulla cintura sud fino a Rogoredo (raddoppiando così finalmente le frequenze) e a ricollegare i Navigli con Zona Tortona/Bergognone in attesa dei megaprogetti aree FS dismesse.

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