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Milano | Precotto – Un giro per il quartiere, prima parte

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Viale Monza tra Gorla e Precotto nel 1919

Precotto oggi è per molti solo una fermata della metropolitana linea 1 e il quartiere che ruota attorno ad essa. Ma come per altri “quartieri” milanesi, Precotto era uno dei molti paesini che circondavano il Comune di Milano e che nel fatidico 1923 –  perché in quella data vennero annessi alcuni comuni limitrofi – divenne soltanto uno dei quartieri della grande Milano.

Anzitutto il nome piuttosto strano ha diverse ipotesi discordanti: una di queste ipotizza che il nome Precotto, potrebbe essere una forma dialettale e un’unione dei nomi praa/pree (“prato/prati”) + cott nel senso di “riarso/-i”; l’altra invece, si basa su un antico toponimo Pulcoctum (1148, 1153) o ad Pullum Coctum (1162), ma anche Precogio XIII secolo, latino ecclesiastico Praecautum, che potrebbe ricordare un’antica osteria lungo la strada tra Milano e Monza.

Quindi, come si evince, l’origine dell’insediamento era già antica e va collocata attorno all’anno 1100 (forse fondato dalle genti sfuggite al Barbarossa durante l’Assedio di Milano del 1162) e appartenente alla Pieve di Bruzzano. Confinava con Greco ad ovest, Gorla a sud, Crescenzago ad est e Sesto San Giovanni a nord.

Precotto Villanuova, primi del '900, l'incrocio Viale Monza con via Erodoto

Precotto Villanuova, primi del ‘900, l’incrocio Viale Monza con via Erodoto

Agli atti del 1751, Precotto risultava come un villaggio di 260 abitanti saliti a 339 nel 1771 e a 494 nel 1805, nel pieno dell’età napoleonica, poco prima che nel 1808 il comune fosse soppresso e aggregato alla città di Milano, recuperando però l’autonomia dopo l’istituzione del Regno Lombardo-Veneto nel 1816.

L’abitato, che nel 1853 fece registrare 834 residenti, continuò a crescere negli anni: 881 nel 1861 su una superrficie di 179 ettari, arrivando a quota mille nel 1872, a 1586 nel 1901, e a 2557 nel 1911.

Precotto costituì un comune autonomo fino al 1920, quando venne annesso a Gorla Primo nel nuovo comune di Gorla-Precotto. Tuttavia dopo soli tre anni anche il comune di Gorla-Precotto venne soppresso e annesso a Milano insieme ad altri dieci comuni.

 

La chiesa di San Michele Arcangelo in Piazza Precotto, Viale Monza 1920 ca

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La prima pietra di questa chiesa fu posta l’11 giugno 1865 e il tempio fu consacrato il 6 ottobre 1901 dal Cardinale Andrea Ferrari.

Sorta sulle fondamenta della chiesa più antica, forse di epoca medievale, la quale, di dimensioni più ridotte, aveva un andamento nord-sud (ora è est-ovest) con la facciata rivolta a meridione, verso l’attuale via Cislaghi.

La chiesa si presenta in forme neoclassiche, divisa in due piani, quello inferiore scandito da sei lesene doriche, tre ingressi, quello centrale era in origine sormontato da un affresco, oggi scomparso e quelli laterali da due statue poste in due nicchie.

La parte superiore ha una finestra centrale a lunetta, incorniciata da due lesene ioniche, il tutto concluso da un grande timpano. L’insieme anche se armonioso, è banalmente semplice.

 

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L’interno è a navata unica con soffitto a botte.

Le pareti sono suddivise in 5 parti, due racchiudono le quattro cappelle laterali, oltre alla fonte battesimale probabilmente proveniente dall’antica chiesa in forme barocche, così come altri altari e dipinti.

L’altare della cappella del crocifisso e il coro del presbiterio furono qui trasportati-1867-dalla chiesa di San Damiano, quando fu chiusa al culto. Il lavoro di decorazione fu compiuto nel 1898.

Il battistero in marmo, di stile barocco, è quello che esisteva già nell’antica chiesa. Gli affreschi della volta sono del lecchese Luigi Tagliaferri, il quale anche qui, come nelle altre opere da lui realizzate in numerose chiese, dimostra una mano felice nel disegno e una concezione, se non ispirata a voli altissimi, tutta via dotata di genuina bontà.

Peccato, però, che egli avesse una difettosa sensazione dei colori, per cui i suoi affreschi mancano di quella varietà nei toni, di quella vivacità che sapientemente usata, forma parte principale della bellezza di ogni opera pittorica.

Le sue opere sono quindi smunte, danno quasi una sensazione di monocromia.

L’altare di Sant’Anna e il catino del coro furono affrescati nel 1916 dal pittore Mario Albertelli.

Il palio in bronzo dell’altare maggiore, il figurante la deposizione, è opera del Barzaghi.

 

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Oggi Precotto è un insieme di edifici vecchi e nuovi che vanno a fondersi con le zone vicine.

C’è la spina formata dal lungo Viale Monza e poi l’antica strada intercomunale, oggi Via Bernardo Rucellai che proveniva da Segnano e quindi da Pratocentenaro e Greco Milanese, quando ancora ero paesi indipendenti. Mentre l’odierna Via Luigi Cislaghi, era la strada principale del paese, come abbiamo visto vi era anche il sagrato della chiesa.

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Precotto – Viale Monza, angolo Via Rucellai, anni ’60 sulla sinistra il demolito Palazzo Pelitti del primo Novecento

 

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Precotto Viale Monza, angolo Via Rucellai, sulla destra il demolito Palazzo Pelitti 1947-50

 

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Viale Monza a Precotto 1947-50

Oggi l’unica parte della zona che possiamo dire più “depressa” è proprio quella lungo Viale Monza, mentre le vie tutt’attorno tutto sommato ci sono sembrate abbastanza ben tenute. Come al solito, dove si trovano vecchie case di ringhiera con appartamenti di piccole dimensioni, come appunto accade lungo la parte antica del borgo, la qualità urbana lascia abbastanza a  desiderare.

Peccato che la parte “antica” di Precotto sia un po’ lasciata andare, perché potrebbe essere migliorata anche con negozi di servizio per il quartiere.
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Uno dei luoghi caratteristici realizzati a partire dal 2000 è senza dubbio il nuovo contesto urbano creato dall’arrivo della metro tranvia, che ha ridisegnato una parte rimasta per anni abbandonata proprio dietro la chiesa di San Michele Arcangelo.

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Nuove costruzioni stanno sostituendo vecchi magazzini che si trovavano nelle vie subito dietro il viale Monza.

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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


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