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Milano | Precotto – Un giro per il quartiere, seconda parte

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Seconda parte del nostro viaggio a Precotto, il quartiere a nord-est di Milano. Qui la prima parte.

Al centro del quartiere di Precotto oggi possiamo collocare la graziosa chiesetta di Santa Maria Maddalena, un tempo cappella del cimitero di Precotto ora trasformata in oratorio di culto e di proprietà della Parrocchia di S. Michele Arcangelo.

Si tratta di un edificio di notevole pregio architettonico-artistico nel quale sono presenti affreschi del 1500 ed un ciclo pittorico del ‘600 e restaurata mirabilmente nel 2013.

Sempre nei pressi della chiesetta è stato creato un grazioso parco (Parchetto della Maddalena) che racchiude un parco giochi per bambini e il monumento ai caduti di Precotto nella Prima Guerra Mondiale realizzato nel 1922 (al momento non siamo riusciti a scoprire chi sia l’autore). Comunque non ci è chiara la collocazione, al margine del parco, verso un parcheggio in Via Giovanni Carnovali. Secondo noi sarebbe stato meglio in una posizione più importante e meno defilata, magari dove è stato creato uno spiazzo senza senso in Via Don Roberto Bigiogera, all’incrocio con la fermata del tram Parmenide.

Dietro al cimitero, tra le vie Tremelloni/Anassagora/Ponte Nuovo c’era quella che tutti chiamavano “la cava” (probabilmente di ghiaia) poi chiusa e oggi diventato il Parco Francesco di Cataldo.
Peccato per la Cascina Regazza, demolita intorno al 1967 e che si trovava tra le vie Lucio Giunio Columella e Parmenide.
In Viale Monza 242 si trova la villa con il relativo terreno (probabilmente più ampio) che nell’800 era una distilleria, così ho letto in un volume su Precotto.

Sempre girando attorno al vecchio borgo, ci troviamo dinanzi la bella Corte Merlini di via Cislaghi 21. Cascina di fine Ottocento dal gusto retrò, restaurata nel 2015, e oggi trasformata in un bel complesso residenziale.

Il complesso presenta una struttura planimetrica organizzata intorno ad una corte quadrilatera, tipica della cascina tradizionale lombarda, al centro della quale si trova un pozzo a cisterna ed un lavatoio coperto da una struttura in ferro battuto e tegole nelle forme del liberty, che rivela una morfologia costruttiva proiettata verso la raffinata modernità delle esperienze eclettiche milanesi di fine Ottocento. Alla cascina si accede da un cancello in ferro tra due pilastri in mattone a vista con capitelli marmorei scolpiti con lo stemma visconteo che immette sulla corte. Intorno all’area a corte sorgono gli edifici di abitazione disposti su tre piani. Le facciate hanno semplici finestre con cornici in cotto e con elementi neo-romanici. (Lombardia Beni Culturali)

Dirigendoci verso est, verso il quartiere Adriano, il contesto urbano è molto gradevole: molto verde, molte villette o case a due o tre piani caratterizzano il quartiere.

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Per concludere il nostro percorso ci troviamo al confine del quartiere, dove troviamo il bellissimo palazzo della Ricevitrice Nord AEM lungo la via Ponte Nuovo.

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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


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