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Milano | Tre Torri – Presentazione dello shopping district di CityLife

Nella mattinata dell’11 maggio CityLife ha presentato alla stampa lo shopping district, le aree commerciali che stanno costruendo attorno alla Piazza Tre Torri, costituite principalmente dall’edificio del Podium, progettato da Zaha Hadid, e dalla lunga ‘stecca’ commerciale che si attesta all’imbocco di viale Boezio.

La parte retail ha una superficie complessiva di 32.000 m² ed ospiterà 100 esercizi, tra cui il cinema multisala che sarà gestito da Cinema Anteo. L’inaugurazione è prevista per il 30 novembre 2017.

Armando Borghi (a destra nella foto), CEO di CityLife, ha dichiarato: “Con lo Shopping District, che sarà il più grande centro commerciale urbano d’Italia e sarà inaugurato il prossimo 30 novembre, CityLife si afferma come luogo fulcro della città, offrendo una molteplicità di servizi rivolti ai residenti e ai cittadini. Ristoranti, cinema e shopping, si andranno a integrare con i due poli residenziali firmati dalle archistar Zaha Hadid e Daniel Libeskind e con il business district composto dalle tre torri, il tutto inserito nel bellissimo contesto del Parco CityLife”.

Marco Pellizzari (al centro nella foto), Managing Director per lo Sviluppo di Sonae Sierra Italia, ha affermato: “Siamo onorati di partecipare a un progetto di rigenerazione urbana così importante come CityLife in una città internazionale e all’avanguardia come Milano e contribuire con la nostra esperienza allo sviluppo dello Shopping District, che è in sinergia e connesso funzionalmente all’intero progetto trovandosi nel suo baricentro. Attraverso un layout che coniuga spazi interni ed esterni attraenti, funzionali, confortevoli e luminosi, un’architettura e design unici e contemporanei, lo Shopping District sarà in grado di rispondere in modo nuovo alle aspettative dei visitatori offrendo un’esperienza emozionale a 360°, attraverso un’offerta commerciale e di intrattenimento qualificata, completa e accattivante, una food experience speciale, oltre a servizi e tecnologie dedicati ai nostri futuri ospiti. Quello che a Milano non c’era …”

José Maria Robles (a sinistra nella foto), Managing Director per il Property Management di Sonae Sierra Italia, ha aggiunto: “La mission di Sonae Sierra è garantire un’esperienza di shopping unica e per riuscirci prestiamo sempre la massima attenzione alla creazione di un’offerta ben bilanciata, in grado di rispondere alle esigenze specifiche del territorio d’interesse e, allo stesso tempo, di sorprendere il consumatore. CityLife Shopping District rispecchia in pieno questo obiettivo e siamo certi che questa diventerà una shopping destination davvero straordinaria, unica in Italia, la cui validità è confermata dall’andamento più che positivo della fase di leasing: ad oggi sono state infatti chiuse le negoziazioni per oltre l’80% degli spazi commerciali, in netto anticipo rispetto alle tempistiche previste”.

Contestualmente alla presentazione viene fatta una lunga visita guidata al cantiere, che abbiamo documentato con numerose immagini fotografiche.

Le sale cinematografiche e l’ingresso al centro commerciale dal podio.

In questi giorni è anche iniziata la posa del lungo trave che consentirà la realizzazione del pezzo che unirà la torre Hadid al centro commerciale.

Foto di Michele Stella.

Iniziamo la nostra carrellata di foto dalla stecca che collega Piazza Tre Torri a Piazza VI Febbraio. Mancano solo pochi dettagli al completamento e sarà pronta ad accogliere gli esercizi commerciali. Questo blocco è stato progettato dallo studio di architettura di Mauro Galantino.

La parte superiore del “corridoio commerciale”

All’interno di uno dei negozi, quello che si affaccia su viale Boezio.

Si vede il cancello che chiuderà il passaggio commerciale alla sera (la barra bianca)

Concludiamo la prima parte con l’uscita dal corridoio commerciale e, attraverso delle scale, l’ingresso nei corridoi di accesso a piazza Tre Torri dove si trovano le entrate per la stazione della metro.

Seguirà un altro articolo a riguardo, con foto dello spettacolare podium della Hadid.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Appassionato di architettura, urbanistica, trasporti e politiche del territorio. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Lavora nell'amministrazione immobiliare in Ceigecond


9 thoughts on “Milano | Tre Torri – Presentazione dello shopping district di CityLife

  1. Gian

    C’è il rischio di vedere le solite catene chip che omologano tutti i centri commerciali.
    A citylife mi aspetto qualcosa di meglio. Sperem!
    Bene l’Anteo e CD.

    1. robertoq

      Gira e rigira immagino che i nomi saranno i soliti sia per i negozi che per il food, ma credo che aspettarsi il ristorantino a gestione familiare, il negozietto di vinili, la libreria specializzata, il barbiere o il cinema fuori dai circuiti commerciali sarebbe illusorio in una iniziativa del genere. Per quello ci sono altre zone di Milano più adatte, grazie al cielo.

      Piuttosto ci son tante catene poco o nulla presenti che immagino troveranno posto li tipo Urban Outfitters, &OtherStories, Uniqlo (i primi tre ovvi nomi che mi vengono) e Starbucks e Apple Store (altri negozi dopo i flagship)

      1. Wf

        La,grande catena9va anche bene basta che non siano le solite che sono già aperte a Milano e in lombardia.

        Avevano parlato di nomi che ancora non erano arrivati in Italia, ci spero.
        Perché un duplicato del bicocca village non lo vuole nessuno.

        Comuqnue sono ottimista se mantengono un buon mix merceologico.
        In Francia i centri commerciali grandi sono tutti molto piacevoli anche solo per andare a prendere il caffè la domenica.

        In stile auchan di Montpellier per intenderci.
        Allora così è tutta un’altra storia.

  2. Luca Algeri

    Il ristorantino a gestione familiare, il negozietto di vinili, la libreria specializzata, il barbiere o il cinema fuori dai circuiti commerciali sarebbero tutte iniziative lodevoli. Ma se poi non stanno in piedi e chiudono, ben vengano “i soliti nomi”. Sono di ritorno da Torino. Una tristezza infinita. Quasi tutti i negozi chiusi in pausa pranzo anche in centro, alcuni che aprono a giorni alterni, altri con cartelloni giganteschi di saldi (a maggio!!!). Quando si esce da questa città si comprende cosa vuol dire “crisi” e decadenza. E comunque anche a Milano in alcune vie fuori dai grandi circuiti commerciali la situazione non è molto migliore. A questo punto, piuttosto di vedere negozi vuoti, e quindi vie vuote, lunga vita al Mc Donald.

  3. Fabio

    Io però spero e ritengo essenziale che ci siano ristoranti, bar, tavolini all’aperto, sotto le torri. Così da rendere il podium di Citylife una vera e propria “piazza” viva e bellissima.
    Il centro commerciale sarà bellissimo e ok, ma è comunque “al chiuso”.

  4. Gian

    Per il food ci saranno le solite catene : panini durini, that’s vapore, etcc..
    Per il resto se arriva qualcosa di nuovo bene.
    Sui piccoli commercianti ci sarebbe da fare una politica di sostegno perché fanno parte della nostra cultura e offrono quello che non potranno mai offrire le catene: la passione.

  5. Anonimo

    Le catene del food di cui han parlato sono le solite da outlet di buon livello ma un po’ “strane” per citylife: con così tanti uffici uno si immaginava arrivassero cose tipo Pret a Manger o EAT (o delle versioni “italiane”, di qualche imprenditore indipendente).
    Invece sembra tutto molto tarato sulle famiglie e su sera/week end (che so, chi è che va a mangiar polpette in pausa pranzo più di una volta al mese?)

    C’è però da dire che Citylife non è per niente isolato e tutto intorno nasceranno moltissimi bar/take away che sfrutteranno gli eventuali punti deboli dell’offerta e c’è già un supermercato con una offerta molto tarata per la zona. Oltre all’immancabile cibo di strada su apecar ecc ecc, che comincia ad avere cose estremamente interessanti.
    Quindi sono estremamente positivo per la zona nel suo complesso.

    1. Wf

      Ottimo.
      Ci servirebbe in Italia anche un po di innovazione sui marchi e le catene del food che appunto definisci da outlet.
      Sarebbe ora.

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