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Milano | Porta Ticinese – Quella via troncata a metà

Questo invece è il tratto di Corso Luigi Manusardi che rimane una via incompiuta

 

Qui si vede via Trincea delle Frasche a fondo cieco dopo pochi metri, ma che doveva proseguire sino a via Balilla.

Osservando queste prime quattro immagini, vi sarete accorti di alcune anomalie. In effetti ci sono dei palazzi moderni che irrompono nel vecchio tessuto urbano, con prepotenza, formando un nuovo rettilineo (a dire il vero sono due nuovi rettilinei, uno a destra e uno a sinistra del Corso San Gottardo), ma che fondamentalmente non sono (per fortuna) mai stati realizzati per intero. Ne avevamo già parlato tempo fa in un altro articolo.

La via Trincea delle Frasche a fondo cieco

Anzitutto se osserviamo il Corso San Gottardo da Porta Ticinese, notiamo una via a destra dei portici della piazza e una a sinistra. Quella di sinistra è la piccola e a fondo cieco via Trincea delle Frasche (in ricordo di una battaglia della Prima Guerra Mondiale nei pressi di San Martino del Carso), realizzata solo per pochi metri e che in origine doveva proseguire unendosi con via Balilla più avanti tagliando e devastando il Borgo dei Furmagiatt di Corso San Gottardo.

L’antico Borgo dei Furmagiatt di Corso San Gottardo

Stessa cosa, ma in versione più ampia, doveva essere quello che poi è stato chiamato, nel primo tratto, Corso Luigi Manusardi, via anch’essa a fondo cieco che diversi anni fa fu trasformata in area pedonale (abbastanza discutibile, vista l’attuale frequentazione poco edificante) con parcheggio sotterraneo.

In questa via, possiamo vedere addirittura uno dei palazzi moderni, che doveva affacciarsi sul corso, avere invece una facciata che dà su di un insieme di vecchi magazzini che un tempo si trovavano all’interno dei cortili e con i negozi pronti da decenni ma mai aperti.

Stessa cosa la ritroviamo nel secondo tratto, realizzato in parte, di questa arteria che poi non è mai stata compiuta. Il secondo tratto si chiama via Ettore Troilo, via che “scavata” nel vecchio tessuto urbano, si sviluppa solo dal lato pari, perché sul lato dispari persistono ancora le pareti cieche dei vecchi edifici, da via Pavia sino a via  Torricelli, incrociando via Conchetta.

La corte ricreata in via Pavia

Tutto questo tratto del nostro rettilineo mai finito è a dir poco allucinante: palazzotti moderni, di discreta architettura ma che qui poco c’azzeccano, da un lato, e palazzi diroccati, con muri ciechi, rabberciati alla bell’e meglio nel corso degli anni e parcheggi bruttissimi.

La via, poi, curvava leggermente tanto che il penultimo palazzone curva (ingresso però da Via Conchetta 15), lasciando però un lotto vuoto, oggi trasformato in giardino e un palazzo liberty (Via Torricelli 18), accanitamente rimasto a testimoniare che lì non ci doveva passare una nuova strada.

Ed ecco l’ultimo dei “palazzoni” realizzati negli anni Cinquanta e Sessanta, che oggi troneggia sulle vecchie case del piccolo borgo della Conchetta, il civico 26 di via Torricelli (con ingresso anche da Via Ascanio Sforza 65).

Insomma, una mera speculazione edilizia, incurante, specialmente in quegli anni della ricostruzione post bellica che, un po’ per necessità e un po’ per smania di guadagni, hanno distrutto un bellissimo quartiere storico fatto di case per il popolo e gli operai.

Nel corso degli anni, specie dopo gli anni Ottanta, non si è più cercato di distruggere quello rimasto, ma si è cercato, in qualche caso, di ricucire il vecchio tessuto urbano con il nuovo.

Così sono sorti nuovi edifici più consoni al contesto, un parco, chiamato da tutti Parco di Corso San Gottardo, oppure come tra via Giuseppe Lagrange e via Pavia è stata “ricreata” una corte con giardino in versione post-moderna, con portici e negozi.

A noi piacerebbe che gli uffici tecnici del Comune contemplassero di risistemare il restante spazio indefinito, con aree a verde, parcheggi con alberature e magari grandi murales su tutte quelle pareti cieche. Insomma, anche chi abita in questi quartieri dovrebbe avere una vista dignitosa.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


One thought on “Milano | Porta Ticinese – Quella via troncata a metà

  1. antonio

    Che Dio li perdoni.. gli speculatori degli anni 50. Distruggere il Ticinese! Ci sarebbe da Buttare giù i palazzoni costruiti senza nessun rispetto.
    Si perché non c’è da fare poesia.. bisogna chiamarli con il loro nome. Speculatori. Mossi solo dal guadagno.
    Come dice articolo ora si tratta di rimediare alo scempio.
    Mettere alberi dove si può e parcheggi e fare nuove piazze pedonali.

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