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Milano | Barona – Il campo di patate in piazza Ohm

Dunque, dunque, dunque… piazza Ohm, tra San Cristoforo e la Barona è una piazza circolare dedicata al fisico tedesco Georg Simon Alfred Ohm, dove il Cavalcavia Don Lorenzo Milani si unisce a via Watt e via Santa Rita da Cascia.

La piazza venne sistemata e riqualificata nell’estate del 2012 dopo circa un anno di lavori (progetto approvato nel 2010) ed una spesa di 3.590.000 euro.

Fulcro della riqualificazione dovevano essere tre sculture luminose a diverse altezze, realizzate in fibra di resina con una struttura portante in acciaio, con cromatismi luminosi che dovevano variare in funzione della temperatura ambientale esterna (indovinate un po’ quanto sono durati?).

Oggi delle tre sculture, che sembrano più dei candidi piloni mal riusciti, ce ne sono solo due; il terzo è rimasto in qualche cassetto comunale. Le sculture non si sono mai viste accese.

Naturalmente le nuove aiuole vennero realizzate coi tanto amati cespugli di bosso immersi nei lapilli e 89 betulle.

I cespugli di bosso come si vede anche dalle foto, in molti casi sono deceduti e al loro posto sono cresciute le erbacce.

Naturalmente il tutto su un letto di lapilli, quelle pietrucce che sono belle (forse) per pochi mesi, ma poi diventano disordinate e trattengono la sporcizia, che in una città come Milano, è difficile da limitare. Insomma, ora queste aiuole sono uno schifo, grazie al cielo le betulle hanno resistito e sono molto belle.

Ancora una volta (abbiamo più volte segnalato lo stato di abbandono e sporcizia di queste aiuole) dobbiamo dire che forse, sarebbe stato meglio che il Comune avesse realizzato delle semplici aiuole a verde, dove ogni tanto i giardinieri passino per potare l’erba in modo da non doversi occupare di cespugli secchi o che servano solo per catturare lo sporco. Altrimenti potrebbero piantare definitivamente delle patate.

 




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


6 thoughts on “Milano | Barona – Il campo di patate in piazza Ohm

  1. Emanuele

    I bossi presenti sull’aiuola centrale all’altezza del semaforo per chi arriva dal cavalcavia Don Lorenzo Milani e alcuni in via Cottolengo sono ancora in ottimo stato. Tutte le altre, comprese quelle a fianco dell’inutile pista ciclabile che arriva fino al Santuario di Santa Rita, sono ridotte come in foto. Il problema, da quello che mi risulta ma potrei sbagliarmi, è dovuto al sistema di irrigazione che ha funzionato solo il primo anno. Una/due volte all’anno le aiuole vengono poi ripulite e le erbacce vengono tagliate ma purtroppo l’effetto è poco duraturo.
    Per le sculture invece, a parte il periodo iniziale che funzionavano a periodi alterni, confermo che si illuminano tutte le sere anche se la loro diversa colorazione (blu, rosso e verde) doveva cambiare in funzione della situazione meteorologica. Ad oggi, salvo qualche sera di blackout, rimangono fisse sul rosso.

  2. CM

    ringrazio UF perchè come già evidenziato qui http://blog.urbanfile.org/2017/05/03/milano-un-problema-verde/ il problema sono l’insensatezza dei progetti: come si fa a pensare che un’aiuola possa sopravvivere sotto un ponte?!!
    Eppure due di queste sette sono state proposte e realizzate proprio lì!
    E per quanto riguarda gli autori di questa vergogna, non ho problemi a ripetere nomi e cognomi: Corvino e Murtari che da Napoli sono venuti fin qui ad insegnare dietro lauto compenso come si pianta un’aiuola……………

  3. Giorgio

    Buongiorno,
    ho insieme la fortuna e la sfortuna di vivere in via Cottolengo / piazza Ohm.
    La fortuna è sta in una zona periferica ma non alcuni valori quale il verde e ancora qualche debole residuo di vecchia Milano. La sfortuna è passare ogni giorno davanti a quelle che tutti ironicamente chiamano le grandi canne. A prescindere dalla consistenza estetica e culturale del progetto, è del suo mantenimento che più mi dolgo. L’unica parte di bosso (pianta non adatta a questo tipo d’intervento) rimasta viva è quella sulla discesa del cavalcavia. Il resto è tutto morto. Da non da oggi. Sono 4 anni che le piante sono morte e anche alcuni alberi. La cosa allucinante è che continuano a fare la manutenzione periodica. Degli addetti estirpano le erbacce. Ma la prima erbaccia lì e il bosso morto! Inoltro qui e nelle vie reciproche i marciapiedi non vengono quasi mai puliti. Viceversa per le strade c’è un intervento settimanale. Qui è richiesto un lavoro di manutenzione straordinaria. Ci vogliono ieri diverse che chiedono meno acqua e alberi dalla crescita più veloce e più resistenti. L’attigua area rasa al suole dell’ex Richard è piena di questi alberi spontanei che tagliati ogni 6 mesi (non so perché) raggiungono 1,5 metri in una stagione. Io sto cercando altre persone interessate ad impegnarsi per migliorare la situazione, non solo con una pur giusta critica, ma anche intervenendo con un comitato e con l’intervento autonomo dei cittadini in queste pseudo aree verdi (ormai non più tali. Il comune in periferia, mi dispiace dirlo, ma è assente. Lamentarsi è giusto ma improduttivo. Bisogna intervenire.

  4. Teo83

    Le sculture qualche anno fa erano accese la notte, variavano dal rosso, al blu/violaceo, ora non so come sia la situazione, a vedere le foto sembra pessima.

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