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Milano | Zona Duomo – Cantiere via Marconi: fine giugno

Uno sguardo dall’altro al cantiere di via Marconi. Prosegue la copertura dell’area che diventerà pedonale una volta ultimati i lavori. Via il catrame e al suo posto le piastre di beola.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


15 thoughts on “Milano | Zona Duomo – Cantiere via Marconi: fine giugno

  1. Anonimo

    2 domande:

    – nei riquadri senza piastrelle sono previsti alberi?
    – la stazione del bikemi, ora spostata in piazza diaz, che sorte avrà?

  2. -Ale-

    Bene! Via l’asfalto e avanti con pavimentazioni degne di una città europea.
    La percezione della città cambia immedietamente!
    Vorrei che si potesse accelerare ed espandere più rapidamente questo tipo di lavori.

  3. Anonimo

    @ Ale. Questo progetto è stato sponsorizzato da privati. Se vogliamo vedere più progetti simili dobbiamo sperare nei finanziamenti privati perché nelle casse del comune non c’è un euro.

    1. Anonimo

      Mah, sono anche scelte…Il Comune di Milano ha un budget annuo di oltre 5 (cinque) miliardi di Euro tra trasferimenti statali e tasse dei cittadini.
      5 Miilardi sono una piccola legge finanziaria per intenderci e qui parliamo di piccoli interventi di arredo urbano, che forse a non buttare i soldi e a far le cose con la testa si pagherebbero da soli (non dico risparmiando sui pali, ma anche con un abaco di materiali e arredi con prezzi standard si andrebbe già lontano).

      I privati non fanno beneficenza (non c’è niente da “sperare”!), semplicemente il Comune usa i loro oneri di urbanizzazione (= han costruito o fatto ristrutturazioni e sopralzi).
      A me però non sta troppo bene (come principio) che poi ci piazzino i loro dehors privati come nel caso in questione. Che è meglio di prima, ma spero che il Comune coi dehors ci faccia un sacco di soldi di affitti che altrimenti preferivo ci lasciasse il BikeMi

  4. Anonimo

    Purtroppo dovete farvene una ragione. Le sponsorizzazioni private sono il futuro per le migliorie della città poiché le risorse pubbliche sono veramente scarse. Questo non significa svendere la città ma semplicemente fare sistema. Insieme si vince da soli non si va da nessuna parte. Concordo che i privati non regalano nulla ma se la loro scesa in campo aiuta migliorare la qualità della nostra città perché non farsi aiutare ? A questo proposito incoraggerei il comune ad essere più attivo su questo fronte e di creare un vero e proprio team in grado di formulare e gestire un master plan di interventi basati su sponsorizzazioni private.

    1. Anonimo

      Le sponsorizzazioni sono un’ottima cosa, ma devono essere un “di più”! In questo caso invece sembra che si tratti di utilizzo di oneri di urbanizzazione dovuti per legge per risistemarsi il pezzetto davanti casa e metterci dei dehors privati.

      Concordo che comunque il Comune (e tutta la PA Italiana in genere, non è solo problema di Milano) dovrebbe essere più attiva nel coinvolgere e sfruttare i privati nei vari progetti.

    2. Davide Piva

      Le risorse pubbliche sono scarse perchè si vuole che siano scarse.

      Meno risorse pubbliche -> più speculazioni private.

      Detto ciò, spero che non diventi un parcheggio per moto e scooter.

      1. Anonimo

        Sono abbastanza d’accordo sulla prima frase.

        Ci possiamo ricamare e girare intorno finchè vogliamo ma negli ultimi dieci anni la spesa complessiva del Comune di Milano è sempre aumentata anno su anno (anche a buon ritmo).

        Eppure i soldi allocati all’arredo urbano sono sempre di meno, credo ci sia anche un discorso di priorità (oltre che di capacità di spendere bene ed in modo efficiente che non è sicuramente la forza della PA Italiana).

  5. Wf

    Se i cosiddetti “privati” riuscissero a togliere altre auto anche dal lato nord di piazza Duomo e mettere dehors in via larga…
    Alleluja ho visto la luce.

    Il conto economico non è una opinione.
    In cassa non c’è più una lira.
    I prossimi soldi,arriveranno con gli scali ferroviari.
    Punto.
    E senza quelli non si cambia neanche un sanpietrino

  6. Gian Marco

    Il Cumune dovrebbe provare a far cassa perseguendo vandali e imbrattamuri, cercando constestualmente di debellare questo fenomeno ormai esclusivamente italiano. I privati investono quando l amministrazione sarà in grado di tutelare veramente i beni privati.

    1. Anonimo

      Più semplicemente basterebbe rendere deducibili dalle tasse comunali i costi di ripulitura facciate.
      A quel punto, vedi come il Comune toccato nel portafoglio si da da fare per ridurre il fenomeno tag, graffiti e scritte varie!

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