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Milano | Cilovia Torino-Venezia: si lavora al progetto per la tratta milanese

La ciclovia che collega Venezia e Torino lungo il fiume Po, più conosciuta come la VenTo, devia il suo percorso su Pavia e Milano seguendo il Naviglio Pavese fino alla Darsena, inserendosi così in una rete ciclabile già esistente.

Nelle scorse settimane, Milano ha dato il via alla realizzazione del progetto che potrebbe ottenere un finanziamento dalla Regione Lombardia e che coprirà il 50% del costo di realizzazione della tratta.

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti aveva stanziato alla Regione Lombardia circa 2 milioni di euro finalizzati a progettare e realizzare interventi per il miglioramento della sicurezza stradale di ciclisti e pedoni, anche attraverso il completamento o l’ampliamento di percorsi ciclabili. Le risorse ministeriali sono contributi erogabili al massimo per il 50% del costo complessivo dell’intervento, che quindi deve essere cofinanziato dagli enti stessi.

Lo scorso giugno i possibili enti attuatori, Regione, province e comuni si sono incontrati e hanno concordato di convogliare il cofinanziamento sulla realizzazione delle ciclovie nazionali VenTo (Venezia–Torino) e Sole (Brennero-Sicilia) e sulle relative connessioni con la rete di interesse regionale.

I tecnici del Comune sono al lavoro per elaborare il progetto preliminare, che dovrà essere approvato dalla Giunta e inviato alla Regione Lombardia entro il prossimo 30 settembre. Il progetto prevede la realizzazione di un primo tratto dalla Darsena verso il confine comunale tra Milano e Assago, lungo l’Alzaia naviglio pavese.

“In questo progetto – dichiara Marco Granelli, assessore alla Mobilità e Ambiente – è stato coinvolto il Municipio 6. La ciclovia va nella direzione indicata dal Piano urbano per la mobilità sostenibile: una rete di percorsi ciclabili interconnessi fra loro e alla più ampia rete infrastrutturale di Milano anzi, con VenTo la rete si allarga a due città del nord, Venezia e Torino”.

 




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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


5 thoughts on “Milano | Cilovia Torino-Venezia: si lavora al progetto per la tratta milanese

  1. alberto tadini

    evviva! Così almeno asfaltano il pezzo di ciclabile mi-pv tra binasco e casarile che d’inverno diventa il pantano totale e, speriamo, rifanno il sottopassaggio della rotonda di binasco che diventa impraticabile tutte le volete che piove.

    1. Anonimo

      Esatto, anche perchè è pressappoco tutto quello che manca per il collegamento – a parte il pezzo di Milano che voglio vedere se hanno la forza ed i mezzi per chiudere al traffico l’alzaia Naviglio Pavese (sarebbe bello!)

      In ogni caso la pista ciclabile Torino Venezia lungo il Po’ più che “Vento” l’avrebbero dovuta chiamare “zanzara” 🙂

  2. UMS

    Ottimo!

    Tra l’altro il collegamento ciclabile messo a posto con Pavia è fondamentale per connettere Milano con la Ciclovia Francigena, che dal San Bernardo a Roma è ormai tutta segnalata e percorribile (quasi) senza percorrere strade di grande traffico e anche con la Via Francisca del Lucomagno (che è il ramo Tedesco che scende dal Canton Ticino e lungo il Ticino verso appunto Pavia)

    1. Marshall

      Proprio Così. Il tratto Milano Pavia prima ancora che come “diramazione” da e per Milano della futura “Ven-to” va vista come parte dell’itinerario cicloturistico europeo Eurovelo 5 che segue la direttrice della via Francigena, che portava i pellegrini dal Nord Europa verso Roma passando per Mediolanum.
      Tuttavia rendere ciclabile l’Alzaia del Naviglio pavese tra la Darsena e la periferia sud di Milano è importante non solo per il cicloturismo extraurbano ma anche per la mobilità ciclistica di tutti i giorni dei milanesi.

  3. Wf

    Bellissimo.

    Spero di vedere i primi turisti che entrano da chiaravalle e poi su fino al Duomo lungo cascine e abbazie e nuovi parchi agricoli sud rimessi a nuovo, con i nuovi navigli aperti.

    E un nuovo di zecca indotto per il turismo nelle periferie.
    Sostenibile.

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