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Milano | Amendola-Bolla – La ciclabile in via Monte Rosa, aggiornamento ottobre 2017

Certo che per fare circa 450 metri, da Piazza Buonarroti a Piazza Amendola ci stanno impiegando non poco. Infatti i lavori erano partiti nel gennaio scorso e a ottobre la situazione è questa: sul lato dispari la ciclabile è oramai completata, tranne per alcuni punti, il tratto verso piazza Buonarroti, dove si trova il fioraio all’angolo con via Correggio (forse in attesa di spostare l’edicola), e il tratto terminale, verso piazza Amendola, all’angolo con via Gaetano Previati; mentre sul lato pari i lavori hanno avuto inizio poco prima dell’estate e a frazioni sono stati portati a termine.

Di seguito le immagini del cantiere




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


10 thoughts on “Milano | Amendola-Bolla – La ciclabile in via Monte Rosa, aggiornamento ottobre 2017

  1. Renato S.

    Già, poi ci si domanda perché le piste ciclabili a Milano hanno costi chilometrici paragonabili all’alta velocità ferroviaria…
    Non ho purtroppo gli strumenti (e il tempo) per farlo. Ma mi piacerebbe tanto che qualcuno del mestiere provasse a fare un confronto tra il rito ambrosiano degli appalti in merito e i costi al chilometro in Germania e Danimarca, giusto per fare due esempi.

    1. Marshall

      Il suo appello a quelli del mestiere le fa onore, in un paese dove tutti sono esperti di tutto.
      Tuttavia crede davvero che nessuno abbia mai pensato a confrontare i costi con quelli nordeuroperi?
      Il confronto, in realtà, è stato fatto ed i costi sono risultati molto simili.
      Tuttavia molti preferiscono dar credito alle false notizie che continuano a circolare sui mezzi di comunicazione: qualcuno perché e bello illudersi che ci siano pasti gratis; qualcun altro, al contrario, perché le piste ciclabili sono inutili e costano troppo a prescindere; qualcun altro, più sottilmente, perché il modo più sicuro per evitare di farle senza apparire retrogradi o politicamente scorretti è proporre di farle con risorse insufficienti.
      Ideologicamente contrari e ideologicamente favorevoli formano,come vede, un ampio fronte di soggetti interessati a sottostimare i costi delle piste ciclabili e ad alimentare fake news in tal senso.

  2. Nicola

    Io invece, più dei tempi lunghi del rinnovo completo di una via, mi stupisco di come, fatto un marciapiede, questo diventi automaticamente un parcheggio per moto e scooter. Visto che questi incivili non la capiscono che i marciapiedi non sono parcheggi, perché i vigili non li massacrano di multe, o non prendono questi veicoli e li rimuovono con solerzia?

  3. Anonimo

    Ah ah ah, bellissimi i parcheggi per scooter dove non ci sta nemmeno lo scooter, vedere foto 8. Pericolosi dal momento che chiunque viaggia sulla carreggiata (anche i ciclisti) si vede spuntare fuori dall’auto parcheggiata la ruota dello scooter. Praticamente parcheggi che non dovrebbero nemmeno essere omologati, dal momento che se fai un parcheggio lo fai della dimensione massima di scooter disponibile sul mercato e non solo per il ciao. 30 metri di larghezza del marciapiede con ciclabile e non sono nemmeno risuciti a fare dei parcheggi per motocicli regolari.

  4. Manuel

    Nei paesi civili bastano semplici strisce segnate per terra, e a volte nemmeno quelle, ad es. a Monaco di Baviera la parte pedonale è sempre in blocchi di pietra la parte dedicata alle bici è in normale asfalto (da noi tutto il percorso è in rosso ma non negli attraversamenti stradali quando invece dovrebbe esserlo in quanto si deve evidenziare la corsia ciclabile!)… ma si parla di paesi dove la gente sa come comportarsi (gli automobilisti sono anch’essi a volte ciclisti e viceversa quindi tutti conoscono le problematiche che si hanno). Qui le piste sembrano percorsi per l’educazione stradale da quanta segnaletica viene installata.. che ovviamente poi nessuno si guarda bene di rispettare, e perché poi ma dovrebbe basta guardare come si sposta la gente in auto. In certi casi si hanno carreggiate stradali di 6-7 metri e marciapiedi larghi anche 8-10 metri, ad es. in caso di presenza di alberi ma… ci “parcheggiano” le auto e tu pedone ti devi pure spostare quando le auto percorrono i marciapiedi (ma dove si è mai visto ?) per trovare un “buco” e mollare l’auto.. e si pensa alle piste ciclabili? ma per favore… Comune di Milano…. SVEGLIA!

  5. Mik

    Via monte rosa aveva una larghezza di carreggiata che comunque non permetteva lo scorrimento di due auto affiancate in carreggiata. Perché allora non dipingere a terra la pista ciclabile (con aggiunta di eventuale cordolo) risparmiando un mare di soldi e magari lasciando gli alberi storici e i parcheggi? (come al solito il comune non pensa ad un piano alternativo di dove finiranno le macchine posteggiate in precedenza…)

  6. Davide

    Lavori sospesi da ormai 20 gionri… già i tempi del cantiere erano ridicoli e fonte di disagio a residenti e traffico.. ora parte del marciapiede idi Via Monte Rosda è cemento grezzo.. polveroso ed irregolare quindi fonte di richio per anziani e persone con difficoltà motorie..
    ciclabile non utilizzabiule in nessuno dei due lati..
    che dire… una vergogna per una città come Milano.
    Complimenti bel lavoro, pensato male (bastava fare la cliabile su un lato con doppio transito delle bici; metà costi, ,metà disagio, più parcheggi..) e (non) realizzato peggio. Grazie.

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