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Milano | Porta Volta – Il giardino romantico che sfida la Feltrinelli

Eccoci a Porta Volta, dove si trovano i due caselli del dazio costruiti a fine Ottocento sul varco aperto nello sperone più a nord delle mura spagnole. I terreni ai due lati dei due caselli sono stati per anni terra di nessuno o quasi, un’autolavaggio e un vivaio ricavati tra i ruderi della Seconda Guerra Mondiale da un lato e un benzinaio sul lato opposto. Mentre i due caselli vennero convertiti e affittati ad associazioni dal Comune, associazioni no profit che naturalmente non hanno mai potuto provvedere a sistemare gli spazi occupati lasciandoli per lungo tempo in una dozzinale sciatteria che ancora oggi possiamo ammirare (andrebbero anche restaurati e ripuliti da cartelloni pubblicitari orrendi).

Finalente o purtroppo, a seconda di come si osservi la cosa, Feltrinelli, proprietaria di parte del lotto là dove si trovavano le antiche mura, ha ottenuto la licenza per costruire il suo futuristico edificio firmato da Herzog e de Meuron. Progetto che ha anche vinto recentemente il Mipim Award.

Una parte, come abbiamo visto, è stato completato, quello lungo viale Pasubio, manca solo il giardino-passeggiata che è in fase esecutiva.

Il progetto prevede l’edificazione di un palazzo gemello speculare a quello già terminato lungo viale Montello. Qui sorgeva un distributore di benzina sgomberato dopo lunghe trattative. Demolito il distributore, son saltati fuori i resti delle mura cinquecentesche (previste). Lunghi sondaggi archeologici e chissà quali intoppi burocratici, hanno rallentato l’avvio dei lavori per la costruzione del secondo palazzo Feltrinelli, palazzo ben più corto e per utilizzi “comunali” (da affittare ad associazioni, alla biblioteca di zona e altro).

Aspetta, aspetta i cittadini che si occupano del vicino Giardino in Transito Lea Garofalo hanno deciso di dire la loro a proposito di quest’angolo un po’ dimenticato o quasi.

Così, assieme al Comitato Baiamonti Verde Comune, l’associazione Giardini in Transito da mesi si stanno opponendo in tutti i modi alla costruzione della seconda “serra” di Herzog e de Meuron, nell’area di proprietà del Comune di Milano.

A quanto pare il Comune, per due volte ha cercato di metterla al bando – base d’asta: 5 milioni di euro – senza mai ricevere però alcuna offerta.

I comitati si sono espressi: «Siamo stufi di progetti calati dall’alto che i cittadini devono accettare senza fiatare. Noi vogliamo dire no all’ennesimo atto di cementificazione del nostro quartiere e ridare quest’area alle persone che vivono qui, e non cederla al privato come invece vorrebbe fare il Comune», spiega Vincenzo Strambio, architetto e membro dell’associazione Giardini in Transito.

Nel frattempo il Comitato ha raccolto 1300 firme che ha poi consegnato al Municipio Uno e a Palazzo Marino: persone che chiedono un giardino al posto del costruendo palazzo. Hanno persino realizzato un progetto che presenteranno all’assessore all’Urbanistica Pierfrancesco Maran.

«Una delle obiezioni che ci fanno più spesso è “fate tutto questo can-can per un parchetto”. Innanzitutto non si tratta di un “parchetto”, bensì di un’area verde attrezzata. Il punto poi è che questo spazio venga riguadagnato a favore dei cittadini, che diventi uno spazio pubblico in mano a chi vive qui e ogni giorno deve fare i conti con smog, auto e palazzi», racconta a La Stampa, Sergio Violante del Comitato Baiamonti Verde Comune. Il progetto elaborato dai cittadini (e che vedete nelle immagini allegate qui di seguito) prevede infatti un parco con scivoli e panchine che, spiegano, «può anche essere affittato per il mercato e in questo modo si sosterrebbe economicamente da solo», a cui si affiancherebbero un auditorium, uno spazio espositivo, alcuni laboratori e un hub. Resterebbero poi in bella vista i reperti delle mura spagnole che sono state scoperte qualche mese fa durante la bonifica dell’area, e anche il Casello Daziario che ad oggi ospita l’associazione dei Combattenti.

Noi aggiungiamo alcune cose però, perché il comitato non si indigna più di tanto e protesta allo stesso modo per lo schifo che fa viale dei Bastioni di Porta Volta? Un orrendo parcheggio al centro del viale. Perché non dicono nulla a proposito dello stato pietoso in cui versa l’intero piazzale Baiamonti?

L’idea può essere “romantica” e carina, ma andrebbe estesa a tutto il circondario fortemente degradato da anni di incuria.

Gli elementi principali che compongono il progetto sono:

LA PIAZZETTA PERGOLATA
al posto del dehor del Circolo Reduci e Combattenti è prevista una piazzetta pergolata, non più cinta da muri ma aperta verso il quartiere Sarpi. All’ombra del glicine storico, uno spazio di ristoro, con tavolini e sedie all’aperto in connessione con il Circolo, renderà questo uno spazio pubblico ove i passanti potranno sostare in tranquillità, al riparo dal traffico e godendo della presenza del verde e delle preesistenze archeologiche

LA STRUTTURA POLIVALENTE
la nuova struttura, ad un unico piano fuori terra, che si dispone lungo il Viale Montello, è concepita come un edificio leggero e permeabile con forti caratteristiche di eco-compatibilità sia dal punto di vista dei materiali utilizzati (legno e terra cruda) che dal punto di vista energetico (parte della copertura sarà fotovoltaica).
Una parete a verde verticale di 4 metri di altezza delimita lo spazio verso viale Montello, ricostituendo idealmente la cortina edilizia sul fronte strada in continuità con i ruderi dei muri degli edifici presenti anticamente nel luogo ove sorge il giardino Lea Garofalo.
Sull’altro fronte l’edificio è altresì completamente vetrato e aperto verso i resti archeologici e il verde.
Lo spazio è concepito come un open-space suddiviso in 4 ambiti funzionali (spazio conferenze, spazio espositivo e laboratorio didattico per scuole, spazio giardinaggio e mercatino del biologico)

LA COLLINA VERDE
l’area a verde è concepita come una piccola collina, dolcemente degradante verso viale Montello, che riprende simbolicamente l’antica presenza del rilevato dei bastioni.
Sulla parte più alta è prevista la piantumazione di una decina di nuovi alberi ad alto fusto che garantiranno l’ombreggiamento, mentre il rilevato è pensato per ospitare la cittadinanza in attività di svago, relax con panchine, favorendo il gioco informale che la collina naturalmente genera, oltre al grande scivolo per i bambini. Una piccola area verde ma di grande respiro per il quartiere, anche grazie all’edificio polifunzionale limitrofo.
Sul lato del Bastione, la collina si protegge dal traffico con una pendenza più accentuata, rinverdita da specie arbustive miste.

PIAZZA BAIAMONTI
per quanto riguarda la piazza Baiamonti, la proposta prevede un riassetto generale del sistema degli attraversamenti a favore dei pedoni e delle biciclette. Verrà eliminata la grande e inutile isola spartitraffico al centro della piazza a favore dell’allargamento dei marciapiedi a ridosso dei due caselli daziali. Una rotatoria verde segnerà il centro della piazza organizzando e razionalizzando il traffico veicolare.

Progetto promosso da A.P.S. Giardini In Transito e curato da
Arch. Vincenzo Strambio
Atelier delle Verdure (Marco Sessa,Giulia Uva e Barbara Boschiroli)
Arch. Guido Mozzanica

Illustrazioni di Monika Dattner




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


24 thoughts on “Milano | Porta Volta – Il giardino romantico che sfida la Feltrinelli

  1. Federico

    Siamo alle solite: c’è un progetto, approvato ed in esecuzione, nel suo insieme coerente e con un fine specifico: non solo edificare due palazzi, bensì creare un effetto scenografico con pochi esempi analoghi nel mondo. Orbene, ora si vuole rivedere la cosa approfitando di lungaggini burocrtiche per spezzare l’idea e lasciare un’altra incompiuta.
    Non che le motivazioni siano risibili, ma esiste un tempo per discutere, uno per decidere, ed infine uno per fare. Si fosse voluto un giardino, il momento per proporlo era al momento del “discutere”. Ora è tardi.
    Spero solo che il comune rimanga fedele ad una decisione presa, confermando l’intento inizialmente esposto. Sarebbe un peccato che con la scusa di una soluzione “provvisoria”, si autorizzasse altro per poi renderlo definitivo per inerzia.

  2. Wf

    Ma cosa è il punto 6 di piazzale baiamonti?

    Pedonalizzano l attraversamento tra i due caselli daziali?

    Io farei la piramide ma anche sistemerei la piazza che oggi sembra uno svincolo del bronx o da fuga da los Angeles.

  3. wf

    Piazzale Baiamonti va riqualificato come priorità insieme alla RI-COSTRUZIONE di un boulevard alberato che lo colleghi in modo PEDONALE al nuovo cimitero monumentale.

    E’ imperativo unire con la zona il cimitero che sta diventando un punto di interesse turistico (e relativa fermata M5 lilla) notevolissimo…

    Allora l’asse PIAZZA-VIALE raggiunge un valore ceh è di più della somma dei singoli punti di interesse…si andrebbe a ricucire e a creare un vero e proprio quartiere pedonale(semi) EX NOVO..

  4. antonio

    Condivido Federico. E anche il commento dell’articolista.
    La vera urgenza non è tanto il parchetto, ( con la strana motivazione del progetto calato dall’alto)
    Diciamo che col verde quel quartiere è messo bene avendo a pochi passi uno dei più bei parchi di Milano.
    ma la situazione dei Bastioni di Porta Volta ridotti ad ammasso di lamiere.
    Quella situazione è da sanare. Lì gli architetti dovrebbero partorire un progetto visionario e utile…. Una passeggiata centrale con i resti delle mura riportate alla luce?

  5. Anonimo

    …però non dicevano niente quando c’era il benzinaro e non dicono niente sui bastoni-parcheggio, perché lì ci mettono le loro preziose macchine (si sa che le macchine che inquinano sono sempre quelle degli altri…)

  6. enrico

    E’ incredibile come nessuno abbia mai detto niente sul benzinaio, mai detto avuto nulla da dire su quello stuolo di lattame e asfalto che sono i Bastioni di Porta Volta (ivi incluso parcheggio abusivo con posteggiatori irregolari che se non paghi ti graffiano la macchina), nessuno abbia mai avuto nulla in contrario a quegli spaventosi spartitraffico interamente asfaltati di piazzale Baiamonti, nessuno abbia fiatato quando Coima ha costruito un edifico lungo 200 metri affittato a una multinazionale e a un grande gruppo editoriale italiano costruito dove prima c’era una serra piena di piante e di fiori… Ora tutti contro un piccolo edificio che completa un progetto già approvato e che è l’unico pubblico destinato a funzioni pubbliche. Un’improvvisa e impellente voglia di alberi e di verde che fino a ieri non s’era mai manifestata. Bene, ci sono i Bastioni lì di fianco, una spianata d’assalto che va da Baiamonti fino a Lega Lombarda con la centro un orribile parcheggio a raso. Eliminino il parcheggio utilizzando quello spazio per le corsie in direzione Lega Lombarda e dove ora transita le macchine, sul lato numeri pari dei dei bastioni di Porta Volta, ricavano una fetta di strada lunga più di 250 metri (dall’ex benzinaio fino all’ex capolinea) e larga mediamente 25 da destinare a verde, invece di scagliarsi sempre contro le funzioni pubbliche.

  7. Tommaso

    Mi OPPONGO fortemente a questa proposta insensata e chiedo gentilmente ai seguenti di: primo avere più rispetto del progetto architettonico e urbanistico dei loro colleghi, conosciuti in tutto il mondo;
    secondo di trovarsi lavori da un’altra parte senza destabilizzare le opere già in costruzione.

    Arch. Vincenzo Strambio
    Atelier delle Verdure (Marco Sessa,Giulia Uva e Barbara Boschiroli)
    Arch. Guido Mozzanica

    Grazie,
    Tommaso Polli

    1. Anonimo

      Credo che sia quello che vogliono: le grandi questioni di principio e le battaglie ideali spesso nascondono desideri più terra a terra: se ci mandate via di li, dateci un’altra area a gratis o facciamo opposizione per anni…

      1. Vincenzo

        Forse non è chiara una cosa. Questo progetto non è un frutto di un “lavoro” ma è stato fatto in assoluto volontariato (a gratis) per conto di una associazione che opera sul territorio. Si tratta di una proposta che raccoglie e sintetizza il pensiero di migliaia di persone che si sono espresse e continuano a esprimersi per un intervento piu condiviso e utile per la comunità. Non si pretende certo di accontentare tutti e tutti sono liberi di esprimersi. Siamo in una società democratica e pluralista per fortuna.
        Buona serata

  8. Baiamonti Verde Comune

    Buongiorno, il comitato Baiamonti Verde Comune tiene a fare alcune precisazioni sull’articolo e su alcuni commenti.

    Innanzitutto, il progetto Feltrinelli è stato eseguito completamente, e riguardava esclusivamente l’area di proprietà della Feltrinelli stessa. Feltrinelli ha poi “regalato” al Comune di Milano un progetto, sempre dello studio H&DM, riguardante l’area ex Tamoil, che riprendeva l’edificio costruito fra Viale Crispi e Viale Pasubio. Ciò all’interno di una risistemazione dell’intera area Crispi/Pasubio-Baiamonti-Bastioni di Porta Volta. Di tale risistemazione, a parte l’edificio privato della Fondazione Feltrinelli null’altro ha visto luce.

    La condizione attuale rispetto a quanto ipotizzato è cambiata. E anche a proposito dell’edificio della Fondazione, quando il progetto fu autorizzato, si parlò di un Beaubourg Italiano, di un’intera via dedicata alla cultura, aperta alla città e al mondo. Di quella meravigliosa idea è rimasto molto meno, dato che due terzi dell’edificio sono divenuti uffici commerciali della Microsoft. Anche il giardino su Viale Crispi doveva essere molto più ampio di quanto non sarà in un futuro ancora incerto. Perché, a differenza di quanto letto nell’articolo, la stessa Amministrazione ha ammesso che i lavori non sono ancora in fase esecutiva per problematiche relative alla bonifica, a carico di MM.

    In secondo luogo, i bandi per l’assegnazione dell’area ex Tamoil sono andati deserti tout court, non per sentito dire. Evidente segno della mancanza di interesse per l’operazione da parte dei possibili soggetti assegnatari.

    Infine, i resti archeologici erano sì previsti ma, secondo il parere della Sovrintendenza in commissione urbanistica del Comune, hanno mostrato alcuni aspetti rilevanti e degni di valorizzazione.

    Alla luce di una situazione mutata i cittadini hanno deciso di esprimersi, di manifestare la loro contrarietà alla costruzione di un edificio ritenuto poco utile alla collettività.

    Quanto alla domanda che si pone l’articolista sul perché non ci si indigni sullo stato dei Bastioni di porta Volta, rimandiamo alla petizione che potete trovare sulla nostra pagina https://www.facebook.com/baiamontiverdecomune/?ref=bookmarks, dove si legge “Tutto ciò in una prospettiva più generale di riqualificazione dell’area, che potrebbe avere un percorso verde che da Piazza XXV Aprile arriva fino a Piazza Lega Lombarda”.

    Di tutto questo si potrà parlare in un incontro che organizzeremo nell’area entro il mese di aprile, dove verrà presentato la proposta alternativa a cura dei Giardini in Transito e dove potremo scambiarci osservazioni e obiezioni. I grandi cambiamenti partono dalle buone pratiche, anche in contesti piccoli, esattamente come quello di cui stiamo trattando. Crediamo nella possibilità che i progetti sulle aree pubbliche siano condivisi dai cittadini, che corrispondano ad esigenze reali, e che questo rappresenti uno scarto in avanti per tutta la città. Più che una “città vetrina” dove le star mettono una firma, una città pensata per chi ci vive, quotidianamente o di passaggio. Non si tratta di mettersi in competizione ma anzi, e almeno per i beni pubblici, di provare a utilizzare logiche cooperative e partecipative.

    1. _

      Scusate la domanda ingenua ma il progetto che avete “regalato” al Comune prevede l’acquisto dell’area ex Tamoil oppure il “regalo”?
      Anche le aree comunali e la loro monetizzazione sono “beni comuni” (questo a prescindere dalla sensatezza o meno di quello che i rappresentanti democraticamente eletti decidono di farci sopra)

    2. Pier Franco

      Quando si dice “i cittadini hanno deciso di esprimersi”: ecco forse andrei cauto su questa affermazione. Un coinvolgimento reale degli abitanti del quartiere non è mai stato fatto, non c’è mai stato un confronto aperto alla cittadinanza in cui discutere, non ricordo banchetti per la raccolta firme che è uno strumento per essere realmente in contatto con chi il quartiere lo vive e lo abita, Detto questo e precisato che il giardino di via Crespi seguirà le tematiche della bonifica che è in corso e durerà parecchi mesi quindi con i tempi propri dell’amministrazione arriverà, mi chiedo con quali soldi il Comune provvederà a realizzare il giardino con i suoi addentellati, restaurare i caselli daziari, sistemare piazza Baiamonti, e gestire poi il giardino e l’intorno. Rinunciando fra l’altro all’introito che dalla messa a bando dell’area potrà ricavare? Poi in merito al progetto Herzog al di là dei giudizi di ciascuno, dal mio punto di vista la terza piramide va a completare un progetto che ha molto valore nella sua totalità. La realizzazione della terza piramide andrebbe a riqualificare anche quella area così come è successo su via Pasubio e con ricadute positive anche sul quartiere di vai sarpi. E sopratutto eliminerebbe il degrado che si creerebbe molto probabilmente tutto attorno al giardino così come si può vedere già oggi dove pur essendoci il giardino Lea Garofalo gli abbandoni di cartoni, scatoloni e rifiuti urbani abbondano. Personalmente quindi spero che l’Amministrazione proceda secondo il progetto iniziale modificando di quel poco che basti a salvaguardare i residui delle mura spagnole che sono praticamente raso terra, e il glicine. Gli architetti da questo punto di vista sono capaci di tutto. E infine assicurarsi che siano disponibili nella nuova piramide uno spazio ad uso pubblico per conferenze o attività delle associazione, spazio chieda oggi manca nel quartiere.

      1. Sergio

        Mi sembra un’ottima analisi. La riqualificazione della città prevede un processo di rinnovamento urbanistico che pur mantenendo le proprie radici sia rivolto al futuro tenendo conto della sostenibilità, del risparmio energetico e dell’inclusione sociale.
        Per questo motivo l’architettura e i progetti diventano elementi indispensabili per migliorare la qualità della vita anche negli spazzi collettivi.

        A Milano per le nuove aree si sono cercati i migliori architetti del mondo e per questo motivo il turismo dopo l’Expo è aumentato moltissimo.

        La nuova linea Lilla, il rifacimento della viabilità lungo l’asse Garibaldi Sempione e soprattutto il recupero del verde, del futuro museo e delle piste ciclabili stanno trasformando tutta l’area prospiciente il Monumentale in modo sorprendente.
        Stiamo vivendo queste trasformazioni importanti sopratutto ammirando i dettagli, la ricerca e la bellezza dei materiali.
        Ecco perché il progetto Feltrinelli + Herzog&De Meuron non può che essere realizzato nella sua forma originale con le 3 piramidi.

        La terza piramide, come già confermato nelle intenzioni del Comune di Milano sarà destinata anche alla funzione pubblica, sia per quanto riguarda gli spazi espositivi dei reperti archeologici trovati durante gli scavi, di notevole importanza, che all’utilizzo di spazi interni per le associazioni, la futura biblioteca di zona e altro.

        Il verde per fortuna esiste è il giardino Lea Garofalo che è già stato inserito nel progetto con l’intenzione di riqualificare tutti gli spazi attualmente abbandonati con una ristrutturazione che lo renda più simile ad un bellissimo giardino dove le famiglie e i bambini possano giocare e vivere il proprio tempo serenamente.

        Attualmente purtroppo è poco frequentato dalle famiglie, a parte il campetto sportivo dove i ragazzi possono giocare, il resto del giardino è meta di soggetti e giri di persone poco raccomandabili.

        Ben venga perciò lo sviluppo del progetto in modo completo.
        Darà a tutta la zona una visione strategica esprimendo una parte di città dove l’architettura, il verde e i nuovi spazi destinati alla cultura, saranno protagonisti ed espressione del tempo in cui viviamo.

  9. ...

    Bravi! Viva! è la nostra città e vogliamo viverla. Ci piace anche stare all’aperto, seduti su panchine sotto un albero, non ci interessa solo comprare comprare comprare nei centri commerciali. Mi sembra un progetto bellissimo!

  10. Francesca

    Be pierfranco 1300 non sono certo “tutti” i cittadini ma cosa sono se non “cittadini”? Quanto ai banchetti Io me ne ricordo per parecchi sabati, Forse è stata una pura coincidenza che tu non ci sia incappato… per esempio, anche per la pedonalizzazione di Sarpi non ricordo banchetti. Ma immagino ci saranno stati. E anche essa aveva parecchi oppositori. Non si può far contenti tutti.
    Il degrado. Non si può invocare il cemento per evitare il degrado… è quantomeno una soluzione un po’ drastica. Per citare il vecchio Tacito… “Hanno fatto il deserto e l’hanno chiamato pace”?

  11. Vincenzo

    Pierfranco, se la terza piramide fosse veramente destinata interamente a funzioni di interesse pubblico, come era stato promesso in origine, non penso che nessuno avrebbe avuto da ridire. Purtroppo però non è cosi. Il nuovo edificio verrà ceduto a un privato e sarà destinato interamente a uffici, la cui ricaduta in termini di indotto e qualità urbana per il quartiere è pari a zero aimè. Anzi, poiché uno dei vincoli imposti dalla Soprintendenza sarà quello di non scavare sotto l’edificio, tutto ciò porterà maggiore congestione, soste selvagge, inquinamento, parcheggiatori abusivi, ecc. ecc. ecc. e nessun beneficio per la gente.

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