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Milano | Musocco – Cantiere per il nuovo capolinea a Certosa, giugno 2018

Oramai i lavori al capolinea tanto desiderato e che fondamentalmente non servirà un granché (dato che inizialmente era stato pensato per la metrotranvia nord, ancora di là da venire) è stato terminato, ma l’area e i vari passaggi sono interdetti ai cittadini.

Infatti le transenne sono ancora presenti attorno al nuovo capolinea di Milano Certosa a Musocco, nel piazzale che non ha ancora un nome e che si trova tra la via Mario del Monaco, via Giovanni Fattori e la più importante via Filippo Palizzi.

Ricordiamo che il progetto per questo capolinea va fatto risalire al 2013 quando prendeva forma l’idea di unire con un mezzo pubblico i quartieri a nord di Milano, da Est a Ovest, da Cascina Gobba a questo capolinea. Progetto dalla lunga gestazione e realizzato a frazioni (ma ancora inconcluso); una di queste è appunto il capolinea di piazzale Certosa oramai finanziato da lungo tempo.

Dicevamo che non avrà una funzione fondamentale, visto che il tram previsto, la tranvia interperiferica nord (ovvero il 7) che avrebbe dovuto fare capolinea qui, non arriverà ancora per molto tempo. Fungerà da capolinea ad una delle due linee in direzione Roserio, 1 o 12, ma al momento ancora non è stato diffuso quale dei due si attesterà qui. Intanto piazza, binari e cavi di alimentazione del tram sono pronti.




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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


6 thoughts on “Milano | Musocco – Cantiere per il nuovo capolinea a Certosa, giugno 2018

  1. Andrea

    Con rammarico dobbiamo constatare che la gestione del.sistema tranviario Milanese e’ pessima.Comune ed ATM sono concentrati su altri fronti,ovvero le metropolitane (utili ma anche costosissime) e gli autobus (che avendo una vita media molto bassa garantisticono continui acquisti per il rinnovo della flotta).I tram naufragano di fronte a scelte che li penalizzano e ad un sistema di rete con tantissime fermate vicine tra loro e semafori non sincronizzati.Il risultato e’ che I tram ci impiegano tempi biblici anche per percorrere brevi tratti.Figuriamoci per I collegamenti lunghi.Non e’ pensabile che su arterie lunghe e in sede riservata (come via Mecenate,via dei Missaglia per citarne due) I tram compiano fermate ogni 150 metri.Poi manca l’asservimento semaforico…che a Milano pare una missione spaziale,essendo in fase di sperimentazione da decenni.Cosi’ come sono,in sostanza,I tram viaggiano molto al di sotto delle loro reali potenzialita’,ed hanno un ruolo marginale nella mobilita’ cittadina.Peccato perche’ potrebbero contribuire in modo deciso all’aumento dei cittadini che si spostano con I mezzi pubblici.

    1. Anonimo

      L’asservimento semaforico “vero” lo stanno appaltando per 4 linee (4-12-24 e 27)
      Per le altre linee si parla genericamente di un sistema “manuale” e meno costoso anche se in totale l’investimento totale è di 9 milioni, che paragonato ad altre spese su cui sta lavorando il Comune (leggi Navigli), non mi sembra proprio eccessivo (tra l’altro è pure cofinanziato dalla UE)

      Sulle fermate si tratta di adeguamenti per disabili e “spostamenti” (mettere la fermata dopo il semaforo ogni volta chi sia possibile). Ridurre le fermate credo invece che sia difficile, specie se non vuoi avere i quartieri con i vecchietti col bastone che protestano (Milano non è esattamente una città “giovane”, specie in certe zone)

  2. Giandomenico

    La riduzione delle fermate è prevista. Ad esempio, sempre sul 24 si dovrebbero unire Serio-Gallura in una fermata in Rutilia

  3. robi

    teoricamente l’asservimento semaforico lo hanno previsto anche per le linee 7,14,15 e 31, le cui fermate sono già a norma, anche se sopratutto sul 14, ci sarebbe da riposizionarne alcune per ridurre la vicinanza tra di esse. Di fatto continuano a parlarne, spendere soldi per impostare un qualcosa, ma al momento pratico di intervenire, con operai in strada per fare questi lavori, tutto si ferma, perchè la cosa danneggerà la circolazione del traffico privato e il traffico privato è quello che conta.
    Le metro, una volta realizzate, sono comode, fanno sparire sottoterra la massa che si muove in maniera passiva e tengono in strada chi si muove in maniera attiva e che necessita sempre di più spazi e comodità di fare ciò che vuole, cosa che non può con i tram e i binari che lo vincolano.
    Ogni progetto a favore dei tram viene ostacolato in maniera sistematica, riescono a realizzare solo queste opere inutili, dove non servono a niente ma non danno fastidio.
    Tra l’altro per il 7 hanno appaltato l’acquisto di tram bidirezionali, quindi l’anello non sarà necessario.

  4. Sigma Lunato Kappa

    UF mi sembra troppo pessimista sull’utilità di quest’opera.

    Intanto è un’infrastruttura che c’è, e potrà essere valorizzata in futuro.

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