Milano, Urbanistica.
Giugno 2026. Il Comune di Milano prosegue nel percorso verso una città sempre più resiliente agli effetti dei cambiamenti climatici, puntando sulla strategia della cosiddetta “città-spugna”. L’obiettivo è contrastare fenomeni sempre più frequenti come le isole di calore e il rischio di allagamenti attraverso interventi di depavimentazione e incremento delle superfici permeabili.
Dal 2022 a oggi sono già stati recuperati oltre 50mila metri quadrati di suolo impermeabilizzato: più di 20mila metri quadrati sono stati trasformati in nuove aree verdi, mentre oltre 30mila metri quadrati sono stati convertiti in superfici drenanti capaci di favorire l’assorbimento dell’acqua piovana.


Ora l’Amministrazione guarda avanti e individua altre 27 aree cittadine che potranno essere interessate da futuri interventi, affiancandosi ai 27 cantieri già programmati o in fase di realizzazione. Si tratta degli “Schemi di Indirizzo Progettuale” (SIP), uno strumento strategico che non rappresenta un piano immediato di cantierizzazione, ma una base operativa per orientare le future progettazioni e favorire il reperimento di finanziamenti pubblici, sponsorizzazioni private e interventi di compensazione ambientale.
La selezione delle nuove aree è stata effettuata seguendo criteri scientifici e oggettivi, in coerenza con il Piano Aria e Clima. In particolare, il Comune ha elaborato una mappa del rischio caldo che incrocia le temperature superficiali rilevate dai satelliti con gli indicatori di vulnerabilità socio-demografica, individuando così le zone più esposte agli effetti delle alte temperature e quelle caratterizzate da una maggiore presenza di popolazione fragile.
Un ulteriore riferimento è stato il “Profilo Climatico Locale” della città di Milano, elaborato dalla Direzione di Progetto Resilienza Urbana insieme ad ARPA e consultabile sul sito comunale. Lo studio evidenzia come, entro la fine del secolo, i giorni con temperature superiori ai 35 gradi potrebbero aumentare del 50% rispetto al periodo compreso tra il 1984 e il 2014, mentre le cosiddette notti tropicali, con temperature minime superiori ai 20 gradi, potrebbero addirittura triplicare.
Per questo motivo la scelta delle nuove aree ha privilegiato luoghi particolarmente sensibili, come scuole, strutture socio-sanitarie e spazi frequentati dalle fasce più vulnerabili della popolazione, tra cui bambini e anziani.
Tra le zone individuate figurano tratti di via Giovanni Verga al Sempione, via Beroldo a Loreto, via Lambrate al Casoretto, l’asse Imbonati-Bovio a Dergano, via Scrosati al Lorenteggio, l’area di piazza Nigra, largo Gelsomini, piazzale del Cimitero Monumentale e piazza Caduti del Lavoro a Morivione. La definizione precisa delle superfici da trasformare sarà però stabilita soltanto nelle successive fasi progettuali, che vedranno il coinvolgimento dei Municipi e delle diverse direzioni comunali competenti.
A conferma dell’impegno sul tema, la Giunta comunale ha inoltre approvato un Accordo Quadro da 2 milioni di euro destinato a finanziare nuovi interventi diffusi di depavimentazione e riduzione delle superfici impermeabili in città.

Tra gli esempi più recenti e riusciti di questa strategia figura l’intervento realizzato in via Toce, all’Isola, dove 1.800 metri quadrati di asfalto hanno lasciato spazio a superfici permeabili, 720 metri quadrati di nuovo verde e 35 alberi.
Un intervento che ci convince particolarmente e che, a nostro avviso, dovrebbe rappresentare un modello per le future trasformazioni urbane: aiuole a raso, prive di cordoli rialzati, capaci di favorire il drenaggio naturale delle acque e di contribuire concretamente alla realizzazione di una vera “città-spugna”, più verde, più fresca e più resiliente.
Di seguito l’intervento in via Toce allIsola.





















- Referenze immagini: Roberto Arsuffi
- Isola, Via Toce, via Gian Antonio Boltraffio, via Cusio, pista ciclabile, piazza Spotorno, via Alserio, Giardino Santa Maria alla Fontana, Giardino Bruno Munari
interessante articolo.. io negli ultimi 10 anni ho visto solo alberi morti o abbattuti e verde sostituito con pietra e asfalto.. mi chiedo se vivo nella stessa città di chi scrive queste cose
le posso garantire, abitandoci, che i circa 30 alberi (alberi non cespugli o arbusti) sono tutti vivi e vegeti. A questo punto controlli il suo indirizzo, forse in effetti non vive a Milano
Io davvero non capisco.
È così difficile piantare alberi nelle vie del centro città!? Guardate via Eustachi. Quello dovrebbe essere l’obiettivo.
Invece…
Ridicoli…dopo aver creato isole di calore con pietraie in San Babila, Cairoli/Castello, Largo Augusto etc ora scoprono che servono zone verdi…che pena!!!
Iniziative ridicole con risultati tutti da dimostrare se non nella coscienza tinta green di chi le promuove e di chi le sostiene elettoralmente. Fanno il paio con la danza della pioggia ma costano molto di più
ridicole un fico! il quartiere ne beneficia tantissimo, ma evidentemente lei è solo un tifoso. si sente dal tono.
Vogliamo dire che per via Cusio il comune ha speso più di 1 milione di euro e nella stessa zona nessuno si preoccupa di fare sistemare incroci e marciapiedi e i disabili sono quasi costretti a casa perché le carrozzine si incastrano in ogni buca oppure non riescono a scavalcare i binari del tram sollevato rispetto al manto stradale?
E’ vero alcuni interventi sembrano essere riusciti abbastanza bene, ma perchè allora dopo anni che sentiamo parlare di depavimentazione che sicuramente è una buona soluzione per diminuire le isole di calore, in alcune zone dove sono stati fatti dei lavori mettendo in luce la terra poi è stato ricoperto tutto con delle enormi zone di pietra? mi riferisco in particolare a quelle che ho visto io San Babila, Missori e in particolare via Durando nel quartiere dove vivo si poteva benissimo mettere più verde sia nella nuova piazza ( quasi tutta in pietra ed esposta tutto il giorno al sole)sia lungo tutto il marciapiede davanti all’università. A me sembra che si fa un intervento buono e diversi altri tutto l’opposto
Ma se quelli del Comune hanno appena pavimentato tutte le aree attorno alla nuova M4? Distese di lastroni; adesso decidono di depavimentizzare??
Strano, che ancora con la gestione Sala, noto cementificatore amico di palazzinari e speculatori edilizi, si passi a deasfaltare e tornare al suolo terroso ed erboso… non ci credo! Mi sembra troppo bello… ricordiamoci i grattacieli e palazzoni tirati su con la Cila e pagamenti per semplici ristrutturazioni , centinaia di milioni di € che il comune di Milano ci ha rimesso col mancato pagamento degli oneri di urbanizzazione… povera Italia, anzi, poveri italiani!
L’acqua che viene filtrata nel terreno dove va? Ma nella falda… che a Milano mi pare sia già abbastanza alta. Si innalzera’ ancora di più a discapito degli interrati che si allagheranno con maggiore frequenza e quantità di acque di risalita. L’acqua va mandata via, non dispersa nel sottosuolo.
Così ci saranno nuove zone verdi con erba alta 60 cm ….viva la biodiversità…. ovviamente non in tutte le zone
E piazza Tricolore e piazza San Babila?
un risultato magnifico che ha implementato quello che c’era già. Ah per i soliti detrattori a prescindere, hanno messo a dimora circa 30 alberi (alberi eh, non vasi di gerani che poi subito vi inerpicate) e hanno attecchito tutti.
i commenti dei vannacciani fanno rabbrividire
Cosa c’entrino Vannacci e i “vannacciani” con l’argomento di cui si discute non è dato sapere. E comunque, caro democratico Vittorio, anche loro potranno dire il proprio pensiero, o no? E poi quali sarebbero i commenti vannacciani e come ha fatto ad estrapolarli? E dove sono i suoi?
I commenti di vittorio, anzi IL commento è quello. Quando non si sa cosa dire, non si hanno argomenti, non si ha una vita, ce la si prende con qualcuno a caso per credere di esistere.
Siamo stati recentemente a Parigi: per esempio.Abbiamo subito avuto l’impressione, girando per la città che fosse in atto una riforestazione a 360 gradi.Consultando internet abbiamo confermato la cosa,che,in particolare per Parigi da circa cinque anni,riguarda tutta la Francia.A Milano ho visto in questi ultimi anni piantare molti alberi di cui buona parte poi morti per mancanza di manutenzione.Per non parlare di quelli abbattuti da trombe d’aria o perché malati,o per costruirci sopra e mai rimpiazzati.E poi,per favore,questa grandissima pagliacciata di non tagliare l’erba per favorire la biodiversità: Siamo seri,vi prego,politici ,vi ricordo che la stessa città che governate la vivete ogni giorno anche voi! Vive la France!