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Milano | Darsena – Tre anni dopo, qualche considerazione nostra dopo l’ultima pulizia

La Darsena, il vecchio porto di Milano, è tornato ad avere un ruolo importante nel cuore di milanesi e dei visitatori.

A tre anni dalla conclusione dei lavori e dal successo del progetto abbiamo fatto un giro completo del bacino.

Anzitutto volevamo mostrare tre foto del 2013, che mostrano la situazione prima che partissero i cantieri per la riqualificazione del vecchio porto.

L’immagine da cartolina 2018

Finalmente, dopo mesi di “degrado”, il Comune è riuscito a trovare le energie per ripulire dalle scritte i muri della Darsena, o quasi, visto che in alcuni punti sono rimaste alcune tracce. Il ponte pedonale è stato un po’ ripulito, anche se, con l’ormai diffusa usanza dei lucchetti dell’amore i cavi tesi per fungere da balaustra oramai tesi non lo son più e anzi, sembrano implorare aiuto. Anche la ringhiera è rimasta scarabocchiata. Perlomeno i muretti sono tornati com’erano, chissà per quanto ancora?

In direzione di Porta Genova

Anche i muri della passeggiata sono stati ripuliti dagli orrendi scarabocchi. Anche qui, è stato tutto ripulito, o quasi, infatti, come si vede, dei maleducati, si sono divertiti a fare le prove con le bombolette nella zona delle scale per scendere nel bacino, così siamo convinti che per molto tempo avremo questo bello schifo da ammirare.

Per il resto, dopo l’ultima pulizia, appena terminata, le banchine-passeggiate, sono migliorate.

Il Mercato Coperto è stato migliorato con i tavolini del caffè e le panche per gli avventori dei punti di ristoro all’interno del mercato.

La piazza da quando non c’è più il grande platano, eliminato perché ammalorato, mi sembra sempre il posto più assolato di sempre, peccato, anche perché la scelta della Magnolia, pianta più resistente, non mi fa impazzire. Dobbiamo dire che, finalmente eliminati i cespugli etti di bosso che prima abbellivano la strisciolina di aiuola ai bordi dell’approdo per le barche lungo il Ticinello, e sostituiti con dei bei gigli, sembra avere il suo effetto. Prima i cespugli erano ricettacolo di immondizia e erano quasi sempre secchi. Peccato che in alcuni punti la cura lasci un po’ a desiderare, ma d’altra parte la città è enorme…

Attorno all’arco sono stati piantati i platani che ora, dopo tre anni si sono infoltiti e che, secondo noi, potrebbero ospitare delle panchine per la sosta.

Quanto detestiamo i newjersey in cemento a prova di sfondamento? Tanto! Dopo gli attentati terroristici avvenuti gli scorsi anni, oramai tutte le città occidentali si sono dotate di soluzioni per salvaguardare i cittadini, purtroppo a Milano non si è ancora pensato di trovare una soluzione duratura, vista che orami questa non è più un’emergenza, ma una soluzione definitiva. Qui in piazza XXIV Maggio i newjersey sono stati messi appena sotto le scale e non ne comprendiamo il motivo, non sarebbe stato meglio collocarli ai bordi della piazza stessa e all’area pedonale?

Mentre stavamo facendo le foto il Comune, che stava ancora ripulendo i manufatti, stava verniciando i newjersey, coprendo i graffiti, che in questo caso, potevano rimanere, visto che erano anche ben eseguiti. A volte cercare di capire gli ordini dalComune è un mistero.

Anche l’arco storico del Cagnola è stato ripulito, era ora! Infatti anche l’arco neoclassico della Porta Ticinese realizzata dal celebre architetto tra il 1802 e il 1814, è spesso vittima degli imbrattamuri, i quali, per ignoranza non si preoccupano della storia che c’è dietro ad un muro o una colonna.

La grande quercia centenaria è stata puntellata già da qualche anno ma a quanto pare non è bastato, visto che è anche “transennata” da diversi mesi, forse un anno, per mettere in sicurezza l’incolumità dei cittadini.

Il ponte storico del Ticinello e le chiuse più o meno rimangono pulite, anche perché, per evitare che si accumulino le alghe falciate lungo il corso del naviglio utilizzando una barriera a nastro (arancione) steso sulla superficie dell’acqua nel punto in cui la corrente devia per il Naviglio Pavese, costringendo le alghe a deviare e proseguire verso il fiume Po.

Per fortuna il chiosco del Pescivendolo è tenuto abbastaza pulito, nonostante spesso sia imbrattato da scritte di ogni genere.

Anche le balaustre in pietra, poste lungo viale Gorizia sono mantenute abbastanza pulite, con grande difficoltà, come il resto del quartiere, violentato perennemente dagli incivili.Mentre i pali, come si può vedere, sono uno schifo, rivestiti letteralmente da adesivi di ogni genere, quando basterebbe usare vernici granulose, come fanno in molte città civili.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


5 thoughts on “Milano | Darsena – Tre anni dopo, qualche considerazione nostra dopo l’ultima pulizia

  1. Anonimo

    Bene.
    Non siamo ancora in un’ottica di interventi che prevengano il degrado a monte (come la citata vernice nera granulosa) ma almeno l’intervento di ripulitura è stato in qualche modo coordinato, includendo pure l’arco.

  2. Walter D.

    Il Comune non deve far passare mesi per la pulitura delle tag.E’ arcinoto che se non si cancellano SUBITO ,ne appaiono altre e il lavoro poi diventa ingente.All’estero puliscono nel giro di un paio di giorni (o anche uno)e il fenomeno si abbatte.

    1. Pippo, Pluto e Paperino

      La pulizia deve essere PERIODICA, come la raccolta dei rifiuti. Così come la nettezza urbana non passa una volta ogni tanto quando i cestini sono stracolmi, ma passa regolarmente, allo stesso modo non si dovrebbe aspettare che i muri siano devastati di scritte. Almeno in queste zone sensibili, bisognerebbe passare regolarmente. Penso che anche solo una volta alla settimana basterebbe a ridurre drasticamente il fenomeno.

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