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Milano | Porta Nuova – La passerella mancante alla Biblioteca degli Alberi

Vi ricordate i vecchi rendering del progetto di Porta Nuova? Quelli pubblicati più di dieci anni fa, prima ancora che tutto cominciasse e cambiasse? Vi ricordate che c’erano due passerelle su via Melchiorre Gioia? Una di queste è stata realizzata e collocata, quella che permette il flusso pedonale da piazza Alvar Aalto a piazza Gae Aulenti, unendo di fatto le Varesine, Porta Nuova con Porta Garibaldi. L’altra passerella invece non è stata più costruita.

Il problema principale, secondo alcune voci, è che una passerella che permetta l’attraversamento dal podio di piazza Alvar Aalto verso la Biblioteca degli Alberi in direzione Isola avrebbe comportato un costo eccessivo per essere realizzata. Quindi, per ora, il progetto è stato accantonato.

Nei rendering che circolavano una decina d’anni fa, come si vede, mostravano semplicemente un ponte realizzato solo come esempio evocativo, nulla di progettato. Probabilmente  all’inizio si è provato a realizzare qualcosa di tecnologicamente possibile, ma facendo due calcoli, i “signori” di Porta Nuova si saranno resi conto dell’eccessivo costo dell’opera e quindi hanno optato senza alcun dubbio per eliminare il progetto. Eppure piazza Alvar Aalto ha una terrazza in direzione dell’incrocio, predisposta per l’ancoraggio di un probabile ponte, magari in un futuro, chissà, sarà possibile realizzarlo.

Noi di Urbanfile, comunque, abbiamo provato a fare un banale fotomontaggio inserendo un ipotetico ponte-passerella. Ad esempio un ponte stile Calatrava (l’architetto famoso per le sue strutture avveniristiche, specializzato in ponti e stazioni), con dei tiranti e una struttura portante, ci sarebbe stato perfettamente, in vista poi, un giorno, di veder scorrere anche il naviglio proprio sotto di esso.

 




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


19 thoughts on “Milano | Porta Nuova – La passerella mancante alla Biblioteca degli Alberi

  1. Islington

    Anch’io mi ero spesso chiesto che fine avesse fatto quella passerella, anche perché così il progetto è monco in maniera evidente.

    Mi ricordo che ai tempi si parlava addirittura di collegare in qualche modo le Varesine al verde di piazza Repubblica e da qui ai Giardini Montanelli, in modo da creare un unico percorso pedonale verde.

    PS: però Calatrava no vi prego, ché poi per 20 anni dobbiamo disperarci per la manutenzione (chiedere a Valencia o Venezia per i dettagli)

    (scherzo, lo so che è solo un esempio)

    1. JG

      Un’opzione molto più economica è che potrebbe diventare anche un punto di riferimento della città sarebbe fare un incrocio come quello di Shibuya a Tokyo. L’idea sarebbe creare un paso pedonale in diagonale dal angolo del Parco di Porta Nuova verso i palazzi di Piazza Alvar Aalto.
      Come misure e distribuzione l’incrocio è molto simile.

      Ovviamente bisognerebbe adeguare i semafori e la circolazione delle macchine ma la realizzazione del progetto si potrebbe fare in tempi brevi e praticamente a costo zero.

  2. PADANO.DOC

    il ponte sa da fare ! Sarebbe una continuità che porterebbe molte più persone al parco, un ponte senza tiranti, simile ma più maestoso del piccolo.
    Cifra esorbitante??? Sarei curioso di sapere quale cifra…Ma !

  3. enrico

    Credo però che, al di là dei costi, una volta realizzate la sede di COIMA e Unicerdit Pavilion al posto di quell’edificio gigantesco previsto originariamente, non abbia più molto senso neppure dal punto di vista dei flussi; in fondo, una volta percorsa la passerella sopra Gioia esistente, è un attimo arrivare alla Biblioteca degli Alberi, passando tra i due edifici. Un aspetto in ogni caso interessante del ponte previsto e non realizzato, è che – diversamente da quelli di Calatrava – prevedeva del verde pensile, un po’ come quello, bellissimo, di Seoul progettato da MVRDV.

    1. Anonimo

      “una volta percorsa la passerella sopra Gioia esistente, è un attimo arrivare alla Biblioteca degli Alberi,”

      Evidentemente non ti muovi in bici!

      1. enrico

        Sì che mi muovo in bici, invece. Spiegami, da piazza Alvar Alto una volta che potessi arrivarci in bici con il ponte diagonale dalla Biblioteca degliAlberi poi come scendi, visto che sono solo scale?

          1. enrico

            Sì. Però i turisti non hanno neppure fretta. Considerando che quel ponte a occhio sarebbe lungo 100-120 metri, che facendo il giro da piazza Alvar Alto passando davanti al Pandenus della sede Coima e dietro all’Unicredi Pavilion per arrivare nello stesso punto della Biblioteca degli Alberi sarà più o meno il triplo o scendendo le scale e risalendo dall’alta parte meno del doppio, e che camminando si viaggia a 6 km/h i bici almeno al triplo, diciamo che a piedi ci si impiega 2-3 minuti in più stando in quota e 1-2 minuti in più scendendo e risalendo attraversando Liberazione-Gioia, in bici (che comunque è inutile in piazza Alvar Alto) 1 minuto in quota o 40 secondi col doppio attraversamento (dove peraltro ci sono le corsie ciclabili)… non credo che questi tempi valgano la spesa di molti milioni di euro

        1. Anonimo

          @Enrico, forse ho equivocato nei rendering di UF, dove (UF) proponeva di mettere il ponte. Resta il fatto che arrivando da Buenos Aires/Tunisia in direzione Isola/Farini, in bici il prescorso non è pratico ed un ponte ciclabile ci stava bene.

          Poi va bene tutto quel che decidono di fare, ci mancherebbe, Siam nel miglior dei mondi possibili e certe volte mi domando pure perchè commento o ci metto delle idee 🙂 🙂

        2. papoff

          l’ascensore che da verso porta nuova (quella vera, non il progetto), come da segnaletica, può essere usato anche dalla bici.
          e viene usato abitualmente.

    2. Michele

      Il flusso di persone è già notevole adesso, quando apriranno il parco lo sarà ancora di più e il piccolo ponte pedonale esistente farà da collo di bottiglia

  4. RENNY

    Belli i rendering! Siete stati bravi, come sempre.

    Lo stesso esercizio si potrebbe fare per piazza della Repubblica.
    Ho sempre pensato ad un passaggio pedonale sopraelevato che permetta di by-passare l’inferno di semafori collegando il Principe di Savoia e i Giardini Indro Montanelli.
    In questo modo il Parco, la passeggiata fino alla Biblioteca degli Alberi e Piazza Gae Aulenti sarebbero tutti collegati, protetti dal traffico.
    Quella piazza mi e’ sempre sembrata troppo vuota, e’ un peccato non valorizzarla con il bel viale che porta alla stazione.

  5. Precotto doc

    Rettifico mi sono sbagliato, questo ponte è sicuramente bello , ma io preferisco un ponte che unisca i due parchi e le piste ciclabili sopra gioia

  6. alimentari watson

    Grazie a dio anche oggi non mancano gli essenziali contributi di padano e precotto (che trova addirittura modo di litigare da solo).

  7. Raffaele

    Resto però dell’idea che un piccolo ponte pedonale sarebbe utile tra la fine di Via De Castillia e i giardini laterali del Palazzo della Regione per consentire l’attraversamento in sicurezza delle vie Sassetti e Restelli e per creare un percorso di continuità, tramite la Biblioteca degli Alberi, tra Piazza Aulenti e l'”isolata” Piazza Lombardia che potrebbe in tal modo prendere vita.

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