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Milano | Castello – Il pergolato di gelsi leonardesco in piazza d’Armi

In occasione dei festeggiamenti del Cinquecentenario della morte di Leonardo da Vinci (Amboise, 1519), il Comune di Milano sta realizzando, in collaborazione con Orticola di Lombardia, un pergolato, realizzato nel cortile della Piazza d’Armi del Castello Sforzesco, che riprodurrà l’affresco realizzato dal Genio del Rinascimento all’interno della Sala delle Asse.

Il pergolato sarà collocato nell’area davanti all’ingresso al Cortile della Rocchetta e sarà composto da sedici alberi di gelso i cui rami si intrecceranno come nel dipinto della Sala delle Asse di modo da ricreare, in maniera naturale, cercando il più possibile di riprodurre l’architettura dipinta da Leonardo, di modo che si possa comprendere appieno lo spirito creativo e naturalistico del Genio toscano.

Un totem esplicativo spiegherà il significato dell’architettura vegetale, racconterà la storia della Sala delle Asse e inviterà i visitatori ad ammirarla dal vivo all’interno dei Musei del Castello.

Il padiglione sarà inaugurato nella primavera prossima del 2019, assieme alla riapertura della Sala delle Asse, oggi in restauro, che avverrà il 2 maggio 2019.

Il progetto del pergolato fa parte del palinsesto «Milano e Leonardo» che è realizzato (in stretta connessione con il Comitato nazionale per la celebrazione dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci) grazie all’azione del Comitato di Coordinamento «Milano e l’eredità di Leonardo 1519-2019» — istituito da Comune di Milano-Cultura, Regione Lombardia-Direzione generale Autonomia e cultura e ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo (Segretariato regionale per la Lombardia e Polo museale regionale della Lombardia) — e del Comitato territoriale (Milano e Lombardia) che accoglie altre istituzioni coinvolte nella realizzazione di iniziative di valorizzazione dell’eredità di Leonardo: Ente Raccolta Vinciana, Museo nazionale della Scienza e della tecnologia «Leonardo da Vinci», Veneranda Biblioteca Ambrosiana, Basilica di Santa Maria delle Grazie, Fondazione Stelline, Triennale di Milano, Comune di Vaprio d’Adda e Comune di Vigevano.

In vista dell’anniversario del 2019, il 19 giugno, a Milano, al Museo nazionale della Scienza e della tecnologia (via San Vittore, 21), apre a pubblico «Leonardo da Vinci Parade»: fino al 13 ottobre 2019 dove sono in mostra modelli storici ispirati ai disegni di Leonardo e affreschi della Pinacoteca di Brera, in dialogo tra loro.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


11 thoughts on “Milano | Castello – Il pergolato di gelsi leonardesco in piazza d’Armi

  1. Precotto doc

    Ma trovare una sistemazione del bellissimo cavallo di Leonardo nooo!!! Anche in piazza d armi , sempre meglio delle tribune e varie bancarelle

    1. Anonimo

      Evidentemente han deciso che stava meglio all’ippodromo.

      Speriamo almeno che provino a valorizzarlo mandandoci la gente a vederlo…nel chilometrico (e quasi “fantozziano”…) elenco di enti, comitati, ripartizioni e uffici coinvolti nelle celebrazioni, non vedo l’ippodromo 🙂

  2. Islington

    In effetti il 500mo anniversario sarebbe stato la “scusa” ideale per trovare finalmente una sistemazione definitiva al cavallo.

    Non posso fare a meno di pensare che se una cosa così qualcuno l’avesse regalata, diciamo, a Barcellona o a Londra, l’avrebbero piazzata subito in un punto strategico e ci sarebbero da anni il museo del cavallo, il cinema con la proiezione 3D del making of e della storia del cavallo, l’area bambini coi giochi ispirati al cavallo, il merchandising del cavallo e di Leonardo, la caffetteria coi piatti ispirati a Leonardo…………

    Ma come insegnano le nostre soprintendenze, noi italiani siamo troppo chic per abbassarci a valorizzare i nostri beni culturali…. non sia mai che ci guadagniamo, non si fa…

    A Brera, che ha dei capolavori che qualsiasi direttore di museo del mondo se li sognerebbe di notte, c’è voluto un anglo-canadese per aumentare le visite… è bastato ripitturare le pareti e mettere dei pannelli esplicativi un po’ fatti meglio e le visite sono quasi raddoppiate in poco più di un anno…

    1. Anonimo

      sembra che vogliano fare delle copie (della copia), farle “personalizzare” da artisti contemporanei e sparpagliarli in città.

      A me sembra un’dea un po’ stantia, ma speriamo (per il bene di Leonardo e di Milano) che venga bene.

  3. Precotto doc

    Un vero peccato , penso che la stragrande maggioranza dei milanesi lo voglia al castello ,ma dal 1999 al 2018 abbiamo in giunta assessori alla cultura ( i filosofi )che inseguono le loro idee e non quelle dei cittadini

    1. Islington

      Questo in sé non è un male, non sempre quello che pensa la maggioranza è la soluzione migliore (anzi, molto spesso non lo è).

      Il lavoro di una vera classe dirigente (se ce l’avessimo, ma in Italia non ce l’abbiamo) è proprio quello di mediare tra le istanze dei cittadini e le informazioni che emergono dai dati, dalle ricerche e dagli esperti e indirizzare in modo informato l’opinione pubblica verso la soluzione migliore.

      Un esempio: a fine ‘800 l’idea della maggior parte dei milanesi era di abbattere quel poco che restava del Castello e magari farci una bella speculazione edilizia (come hanno poi fatto al Lazzaretto, per esempio).

      E’ grazie a “filosofi” come Luca Beltrami e pochi altri che si sono opposti strenuamente e hanno voluto con tutte le loro forze la ricostruzione se oggi abbiamo il Castello e non un’infilata di palazzine primo 900 al suo posto.

      1. Precotto doc

        ma scusa cosa c entra Beltrami , che poi saranno stati gli speculatori del tempo non certo la popolazione ,sto parlando degli ultimi 20 anni , ti faccio l elenco di cosa hanno combinato i filosofi , cavallo ippodromo ? Castello ridotto al luna park ? Citami altri esempi , io ne avrei a migliaia , il successo lo decreta la massa , non gli addetti hai lavori

      2. Anonimo

        Se abbiamo Castello e parco lo dobbiamo in parte a Beruto e in parte (maggiore) all’opinione pubblica Milanese e ai suoi giornali piuttosto che a Beltrami che in ogni caso era più un Architetto e un politico (per di più del partito di Crispi…) che un “filosofo”…

  4. Wf

    Il cavallo deve dare il be venuto al visitatore nella città di Leonardo…

    Però cui ha bisogno di un patio aperto e ampio davanti a qualcosa di leonardessco

    L’ingresso del castello è perfetto.

  5. ...

    Sinceramente mi aspettavo qualcosina in piu’ per i festeggiamenti del 500esimo anniversario della morte di Leornado che un semplice percolato. Si tratta di un occasione unica, che avrà risalto mondiale tant’è vero che Paramount e Di Caprio gireranno un film sulla vita del genio. ( vedi link )

    Avrei avuto piacere nel vedere la creazione di percorsi turistici pedonali che collegassero i vari luoghi dove Leonardo ha lasciato tracce a Milano tipo il castello, Santa Maria delle Grazie, La Vigna, il museo della Scienza etc…Ovviamente pensare a qualcosa del genere è chiedere fin troppo ai nostri amministratori anche sapendo che il ritorno economico per la città sarebbe stato immenso.
    Per quanto riguarda il posizionamente del cavallo…NO COMMENT…Solo un disgraziato puo’ pensare di lasciarlo a San Siro !!

    http://www.repubblica.it/spettacoli/cinema/2017/08/15/news/leonardo_dicaprio_diventa_leonardo_davinci_la_storia_del_genio_italiano_diventa_un_film-173085343/

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