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Milano | Arexpo – Via libera della Statale al campus nell’ex area Expo, rinominata Mind

Finalmente ci siamo, in questi giorni c’è stato il sì del CDA dell’ateneo al project financing con l’impresa australiana Lendlease. Il progetto avveniristico, che vale 335 milioni e in prospettiva ne muove più del doppio, è blindato.

L’Università Statale compie un altro passo verso la realizzazione del campus scientifico nell’area Expo, ora ribattezzata Milano Innovation District (Mind), destinato ad ospitare 18mila studenti.

È arrivata giovedì scorso la svolta decisiva per il campus scientifico della Statale che entro il 2022 si sposterà da Città Studi nel nuovo campus scientifico di 250 mila metri quadrati di terreni dove si è tenuta l’Expo 2015 (fonte Corriere della Sera-perché altre fonti ci confermano invece essere di circa 150mila metri quadrati) ora ribattezzata Milano Innovation District (Mind), destinato ad ospitare 18mila studenti, 1.800 ricercatori e 500 tra tecnici e amministrativi.
Per la realizzazione del campus universitario ci penserà il colosso australiano, già vincitore della gara per trasformare la piattaforma che ha ospitato l’esposizione in un nuovo angolo di Milano, che avrà i diritti sull’area per altri 99 anni e relativo business da 4 miliardi di euro.

 

infografica Corriere della Sera (la cifra dei metri quadri dovrebbe essere verificata)

Sulla base degli ultimi conti, il costo complessivo è di 335 milioni euro. A disposizione ci sono 135 milioni di finanziamento pubblico. Dei 200 restanti, fino a 58 milioni li metterà la Statale, mentre gli altri 142 arriveranno da Lendlease.

Si tratta di un project financing: l’impresa cofinanzia la realizzazione del campus, e in cambio riceve dalla Statale 20 milioni di euro per 30 anni. Nella cifra sono compresi l’affitto degli spazi (intorno agli 8,5 milioni), il canone per i servizi (intorno ai 8 milioni) e quello per la fornitura dell’energia (intorno ai 3,5 milioni). Così il cda si impegna anche a sottoscrivere un contratto di compravendita dei terreni, che andrà in porto dopo il collaudo delle opere realizzate per il campus. Il prezzo sarà stabilito dall’Agenzia delle entrate.

Il progetto del Campus scientifico della Statale in MIND prevede lo spostamento e la riorganizzazione nell’area ex Expo delle aree scientifiche della Statale attualmente gravitanti su Città Studi, come: Bioscienze, Chimica, Medicina, Matematica, Agraria, Scienze e politiche ambientali, Nutrizione, Fisica, Scienze della terra e Informatica.. Si parla di una struttura che dovrebbe accogliere poco più di 18.000 studenti, di cui quasi 700 stranieri. A questi si aggiungono circa 1.800 ricercatori e poco meno di 500 tra tecnici e amministrativi: oltre 20.000 persone che andrebbero a popolare l’area di Expo 2015.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


13 thoughts on “Milano | Arexpo – Via libera della Statale al campus nell’ex area Expo, rinominata Mind

  1. alberto tadini

    si poteva utilizzare una diversa espressione invece dello stupido inglese di mind.
    che so, bastava MI (intendendo Milano Innovazione) o qualcosa del genere.
    Ma si sa, se non c’è qualcosa in inglese non fa figo…

    1. Anonimo

      Totalmente d’accordo… questo uso sempre più spropositato è superfluo dell’inglese fa davvero tanto provinciale… e aggiungo (perché ne conosco tanti) che infastidisce molto i madrelingua, che invece quando vengono da noi vorrebbero leggere e sentir parlare in italiano.

      1. 2021

        Goditi il momento di gloria… il governo giallo/verde scoppia prima del 2021, molto prima, salvigni incluso, che scapperá in russia a piangere da putin.

  2. davide bassini

    E’ vero che si fa un uso dell’inglese il più delle volte inappropriato e provinciale, ma in questo caso per un area che ambisce ad essere un polo di ricerca internazionale che attragga anche capitali, imprese e ricercatori stranieri, l’acronimo anglosassone a mio avviso non stona affatto.

    1. Anonimo

      Beh, spannometricamente cominciamo a togliere i 200milioni MM1 e i 100 FS che si devon fare lo stesso sia che l’università vada in Expo o che ci vada qualcun altro.
      Poi aggiungiamo i ricavi della vendita delle aree edificabili che verrebbero dismesse a Città Studi e…siam già pressappoco in pari tra le due ipotesi!

  3. Gigi

    Bho, sicuramente è un bel progetto, ma Città Studi che fine farà? Come giustamente dice Francesco, c’è un cantiere ancora aperto per Informatica..

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