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Milano | Zona Sant’Ambrogio – Una ciclabile di soccorso per i cantieri M4

Da largo D’Ancona alle Colonne di San Lorenzo l’indirizzamento dedicato alle biciclette e suggerito per evitare via Carducci e via De Amicis per anni ancora interessate a cantieri pesanti per la costruzione della M4. In via Caminadella (tratto da via Lanzone e via Novati) ripristinato il senso di marcia originario.

Un nuovo percorso ciclabile è stato messo a punto dal Comune per percorrere sulle due ruote un tratto del centro città, esattamente da Largo D’Ancona fino alle Colonne di San Lorenzo.
L’obiettivo è stato quello di realizzare un tracciato, dedicato alle biciclette, alternativo alle vie Carducci e De Amicis attualmente interessate dai cantieri della nuova metropolitana M4 (Stazioni S. Ambrogio, Manufatto e Stazione De Amicis) che rendono difficoltosa la circolazione e resa necessaria la soppressione temporanea delle ciclabili.
“Con questo percorso – ha dichiarato l’assessore alla Mobilità Marco Granelli – vogliamo offrire maggior sicurezza a chi usa le biciclette per muoversi in città, in particolare garantendo la continuità lungo una direttrice molto importante che attraversa il centro di Milano”.
Questo in dettaglio il nuovo indirizzamento consigliato ai ciclisti: largo D’Ancona, via Buttinone, via Terraggio, piazza S.Ambrogio, via Lanzone, via Caminadella e via Gian Giacomo Mora, per concludersi in Corso di Porta Ticinese. Nell’ultimo tratto di via Caminadella viene istituito un percorso ciclabile protetto.
Di conseguenza, è stato ripristinato il senso di marcia originario in via Caminadella, nel tratto compreso tra via Lanzone e via Novati, che sarà quindi percorribile provenendo da via Lanzone.

Qui sotto la mappa del percorso.




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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


6 thoughts on “Milano | Zona Sant’Ambrogio – Una ciclabile di soccorso per i cantieri M4

  1. ...

    Questo percorso ciclabile deve diventare permanente. La Milano romana è di per se una zona poco trafficata e andrebbe ulteriormente valorizzata con appunto percorsi ciclabili in sede protetta.
    Una volta conclusi i lavori per M4, via Carducci va completamente ripensata e riqualificata dando più spazio alla mobilità pedonale e alle piste ciclabili. Oggi è una sorta di autostrada a 4 corsie situata in pieno centro. Oltre ad essere una situazione anacronistica, questa soluzione non è compatibile con il piano di sviluppo di un centro città con sempre meno automobili e, cosa ben più grave, un vero pericolo per pedoni e ciclisti visto che in quella via le automobili sfrecciano senza problemi anche a 100kmh

    1. Anonimo

      Il centro città e la parte romana in particolare dovrebbe essere una grande zona 30 con circolazione promiscua tra auto e bici (queste anche contromano) come previsto dal anche Codice della Strada per le zone 30 e strade di una certa dimensione.
      Le ciclabili protette han invece senso su pochi assi di maggior traffico come Via Carducci (che è dura chiamare nel XXI Secolo città romana…)
      Poi ci son le strade che al momento han molto traffico come Corso Magenta o Via Meravigli ed invece non dovrebbero averne (li va modificata la viabilità e in Via Meravigli va ache spianato e raso al suolo l’odiosissimo pavè)

  2. Wf

    Soprattutto queste strade a folle velocità e questo poco spazio lasciato ai pedoni non sono più conciliabili con una città ormai anno dopo anno semprepiù metà turistica internazionale…

    http://www.affaritaliani.it/milano/milano-boom-di-turisti-a-luglio-54-per-cento-554797.html?refresh_ce

    Milano, boom di turisti a luglio: + 5,4 per centoGiovani e single, boom di turisti in luglio a Milano: + 5,4 per cento

    Milano si conferma una città capace di attirare turisti. Con luglio che è stato il mese in cui si è toccato il picco assoluto di visitatori in città: 621.258 presenze, il 5,4% in più rispetto a luglio 2017 quando gli arrivi erano stati 589.232. Il turista tipo che ha visitato la metropoli e il territorio provinciale a luglio 2018 ha un identikit preciso: single, di età compresa tra i 30 e i 45 anni, che soggiorna in città fino a dieci giorni. Sono 269.432, infatti, i visitatori arrivati nel capoluogo lombardo con queste caratteristiche, seguiti dalla fascia d’età tra i 45 e i 60 anni (253.501) e da quelli tra i 19 e 30 anni (194.574).

    E dopo i single ci sono le famiglie: 193.229 visitatori con i propri congiunti e 147.740 quelli che si sono registrati nelle strutture milanesi come capi famiglia. E luglio ha registrato anche una crescita del numero di turisti che hanno soggiornato sul territorio per un periodo compreso tra gli undici e i venti giorni. “Con l’estate 2018 viene confermato il trend di incremento delle presenze di visitatori in città – commenta Roberta Guaineri, assessore al Turismo di Palazzo Marino -. Numeri che collocano Milano tra le mete turistiche più ambite a livello globale, come riportato proprio in questi giorni anche dalla stampa internazionale che inserisce la nostra città tra le destinazioni migliori al mondo dove concedersi anche una vacanza di lusso senza spendere eccessivamente.

    Questi dati premiano il costante impegno di valorizzazione e promozione che l’Amministrazione sta effettuando a livello nazionale e internazionale. Un impegno che prosegue per attrarre sempre nuovi visitatori verso lo straordinario patrimonio architettonico, monumentale, artistico e culturale di Milano e che vedrà il prossimo anno un ricco palinsesto per le celebrazioni del cinquecentenario della morte di Leonardo Da Vinci”. 

  3. Anonimo

    Togliere vie di scorrimento veloce nei centri città è una questione di civiltà oltre che segno di progresso. Non c’è alcun motivo per cui simili strade alla soglia del 2020 resistano ancora specie se poi il traffico si imbottiglia poche centinaia di metri più avanti. Sono pericolosissime per pedoni e ;onte di inquinamento acustico e da smog.
    Confidiamo in un ripensamento per aree come via Larga, Carducci, De Amicis ECC..

  4. Wf

    Il primo gondoliere di Milano, fascino veneziano sui NavigliIl business dell’assicuratore Pagotto: tour richiestissimi dagli innamorati

    di Giovanna Maria Fagnani

    Umberto Pagotto, 58 anni, originario di Treviso, è assicuratore e gondoliere del Naviglio

    Fino a qualche mese fa, galleggiava inutilizzata da anni nel canale Treporti a Mestre. Costruita negli anni 60, aveva perso molto dell’originaria bellezza. Le intemperie e l’acqua salmastra l’avevano danneggiata nella parte superiore. Ma lo scafo era in buone condizioni. Quando Umberto Pagotto, assicuratore milanese e istruttore di voga veneta e Sergio Passetti, presidente della Canottieri San Cristoforo, l’hanno vista per la prima volta, hanno capito che finalmente l’avevano trovata. Era da due anni che sognavano di portare una vera gondola veneziana a Milano, per avviare anche qui dei corsi di voga veneta. «Una voga particolarissima, che in città mancava» ricorda Passetti. Così hanno acquistato la barca, l’hanno affidata allo «squero» (il cantiere) del maestro d’ascia Matteo Berton e il 15 dicembre scorso è stata caricata su un tir con direzione Milano. Il giorno dopo, ha avuto il suo battesimo nelle acque del Naviglio, portando a bordo due cantanti lirici, per un concerto d’arie d’opera sull’acqua.

    https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/18_agosto_09/primo-gondoliere-milano-fascino-veneziano-navigli-f775ba8a-9ba4-11e8-928f-aca0fa0687aa.shtml

  5. Bruno

    in via carducci si potrebbero semplicemente allargare i marciapiedi e tracciare delle ciclabili protette con cordoli, e non solo con vernice.
    la esagerata larghezza attuale della carreggiata stradale non dà indicazioni univoche sulla posizione in cui mettersi (saranno 2 corsie? 3? 4?), mancando come quasi ovunque a milano la segnaletica orizzontale di suddivisione in corsie, che andrebbe invece messa.

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