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Milano | Centro Direzionale – Grattacielo di via Pirelli 39: si pensa alla vendita

Cinque anni fa il trasferimento di 900 dipendenti degli uffici tecnici del Comune di via Pirelli a via Bernina (Farini). Il grattacielo a ponte su via Melchiorre Gioia andava ristrutturato ma soprattutto bonificato dall’amianto.

Cinque anni senza che il Comune sia riuscito a liberarsi del vecchio edificio e 5 anni di affitto in via Bernina e enormi cartelloni pubblicitari sulle impalcature del grattacielo, ormai in posizione più che strategica.

Ora in Consiglio Comunale è tornato il piano per liberarsi del “Pirellino” (come spesso viene chiamato). Si prevede «la cessione del palazzo di via Pirelli 39 tramite vendita diretta, conferimento a Fondo immobiliare o mediante valorizzazione» per realizzare il nuovo Federal Building, un edificio pubblico che riunisca gli uffici pubblici e accorpi i servizi ai cittadini. L’assessore al Demanio Roberto Tasca lavora da mesi al piano per dismettere le altre sedi in centro e creare la tanto sospirata “cittadella” degli uffici Comunali riuniti da realizzarsi nei due scali in fase di sviluppa, Farini o Romana.

Nell’idea della Giunta ci potrebbe anche essere il palazzo del Welfare in largo Treves (la bruttina torre) e magari anche la sede dell’Anagrafe, anche se non è oggetto di dismissione ma può essere valorizzata in altro modo. Il punto chiaro comunque è che «il saldo netto per il Comune deve essere zero, ci deve essere compensazione tra ciò che vendiamo e costruiamo. A brevissimo decideremo se c’è la fattibilità tecnica e la volontà politica» come ha concluso l’assessore.

Dopo 5 anni è giunto il momento di concludere, soprattuto per quanto riguarda il palazzo di via Pirelli, che secondo noi andrebbe comunque salvato nella forma, simbolo anche di una Milano del passato, sicuramente migliorato.

Anche perché la situazione attorno al palazzo dismesso è giunta ad un elevato degrado, non molto sostenibile per una città che vuole guardare al futuro.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


28 thoughts on “Milano | Centro Direzionale – Grattacielo di via Pirelli 39: si pensa alla vendita

  1. Alberto Tadini

    Non sono d’accordo con chi scrive di demolirlo. Ormai è diventato un palazzo iconico, con quella stecca che passa sopra Melchiore Gioia…

      1. Anonimo

        Il bello è il brutto sono relativi..

        Parliamo invece di valore architettonico…

        La Torre Velasca è un edificio estremamente originale…

        Questo coso è solo una brutta copia del Pirellone, dalle linee molto più tozze e assai meno aggraziate

      2. BLANCO

        La torre velasca piaccia o non piaccia ha un valore architettonico immenso, ha fatto la storia dell’architettura moderna, anonimo pensa prima di scrivere

          1. -

            Io sono d’accordo, Torre Velasca e’ l’edificio piu’ brutto di Milano,relativo o non relativo

          2. Anonimo

            Si ma la corazzata Potemkin era il feticcio del bravo comunista di sinistra degli anni 70.
            La Torre Velasca no.
            Il paragone non regge.

          3. Anonimo

            La Torre Velasca non si discute finché non abbiamo fatto saltare col tritolo, arato e seminato col sale sul sito di ogni opera di Gregotti (che non sia nel frattempo caduta a pezzi da sola)

          4. Anonimo

            18:55 forse la battuta di fantozzi era troppo sottile per te. 19:36 scusa se tanti milanesi che non capiscono un caz.o di architettura non amano la Torre Velasca. 20:45 ultimo ma non per ultimo mi dovrebbe spiegare cosa caz.o c’entra Gregotti.Problemi personali ?

          5. Anonimo

            Caro Anonimo delle 22.12: parli di edifici brutti e da demolire e poi mi scrivi “cosa caz.o centra Gregotti”??

            Eh dai… 🙂 🙂

          6. Anonimo

            Forse, del resto ognuno ha le sue ossessioni! 🙂

            In ogni caso (parafrasando Gae Aulenti), Milano è piena di edifici, anche meno belli, su cui fare commenti.

    1. Anonimo

      Ovviamente dipende dal prezzo…
      Visto che la dismissione è a bilancio 2018 e che siamo a settembre speriamo che non lo svendano. In fondo son 25.000mq in una delle migliori posizioni di Milano.
      Se non se lo fila nessuno è abbastanza strano, a meno che non si sian messi d’accordo per “strangolare” il Comune e farsi fare lo scontone… 🙂

    2. BLANCO

      Anonimo delle 22:12 solo gli ignoranti possono volere la torre velasca demolita, solo gli ignoranti..
      Lo sai che immagine c’è sulla tessere Dell albo degli architetti??
      C’è l immagine della pianta della torre velasca… ho detto tutto

        1. BLANCO

          Anonimo delle 23:17 allora studia un po di storia dell’architettura, così ti renderai conto della cavolata (per non dire altro) che hai scritto.

  2. _

    Credo che qualsiasi edificio per uffici degli anni ’60 che non abbia mai visto nessun tipo di manutenzione per 50 anni e che sia abbandonato da tempo, possa sembrare “brutto”.

    Quello che invece trovo veramente brutto è chiamare la sede unificata degli Uffici Comunali: “Federal Building”.
    Oltretutto è pure assurdo e grottesco, visto che “Federal” è il termine che si usa negli Stati Federali (come gli USA) per indicare gli edifici di organi non di pertinenza delle amministrazioni locali…federali per l’appunto (come l’FBI ad esempio).
    Ossia esattamente l’opposto di quello che sarebbero gli Uffici Comunali 😉

  3. Anonimo

    Totalmente contrario ad accentramenti, i servizi del comune devono essere distribuiti su tutta la città.

    Per quanto mi riguarda quel palazzo è bruttissimo. Ma i comuni possono solo aumentare la volumetria dei loro edifici e in crementare le aree dei terreni edificabili? Buttare giù un edificio e sostituire lo spazio con un prato su cui sdraiarsi e leggere un libro dite che è un’opzione non sostenibile?

    Oppure si potrebbe sostituire quel mattone che sta sopra via Melchiorre Gioia con un leggero e moderno ponte ciclopedonale (veramente CICLO-pedonale) che permetta di raggiungere il quartiere Isola da viale della Liberazione senza attraversare “autostrade” o passare sotto tunnel puzzolenti.

    Purtroppo quello che manca nel quartiere Porta Nuova è la presenza di strutture comunali utili alla cittadinanza, è stato costruito tutto dai privati in funzione dei privati stessi. Per esempio il parco e piazza Gae aulenti sono state rese volutamente inutilizzabili dai ciclisti in quanto tutti gli accessi presenti su via Melchiorre Gioia sono stati fatti a gradini e voglio anche vedere all’innaugurazione quanto quel parco potrà essere utilizzato come area per far giocare i bambini col pallone o sdraiarsi sul prato (non si rischia di rovinare le preziose aiuole?).

    1. A.

      Sia parco che piazza hanno accessi non distanti adatti alle bici, e comunque anche le gradinate hanno tutti la canalina per percorrere le scale portando la bici (una rarità a Milano!).

      Ciò detto concordo che si possa fare molto meglio per la viabilità ciclopedonale in zona, soprattutto visto che i nuovi cantieri hanno interrotto le ciclabili.

      Riguardo al gioco dei bambini, viste le numerose altalene installate non credo che il gioco nel parco sarà vietato. E a proposito, hai visto i due parchi giochi di via De Castillia?

  4. Wf

    Se ben valorizzato, rinnovato , alleggerito e rese le facciate luminose trasparenti ed eleganti stecca è grattacielo possono diventare un vero e proprio gioiellino.

    Certo bisognerebbe ci fosse un ottimo architetto urbanista umanista che lo possa mettere in relazione è aprirsi al parco nuovo li davanti e al quartiere circostsnte.

    In fondo l’area sta diventando una piccola defense milanese.
    Cercasi Catella adatto per l’impresa.

    Ps.
    Tra le righe lo spostamento dell’anagrafe dal palazzo di via larga.
    Se si libera il palazzo per rivitalzzare via larga con cultura e food sarebbe una buona notizia.
    Magari una grande libreria comunale che a milano manca… con annessi servizi di food e caffetteria gestiti da privati cosi si ripagano i costi di gestione

  5. Michele Di Leone

    Spero non lo abbattano………………………..Per me ha un valore affettivo………..mio padre ci ha lavorato al 23° piano per piu’ di 20 anni e ora che non c’e’ piu’ ogni volta che vengo a Milano……….uno sguardo a quel palazzo me lo ricorda……….Ogni tanto dalla provincia….Varese ci portava con lui e da lassu’ tutto sembrava piccolo………………………………Michele Di Leone

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