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Milano | Bicocca – Viale Sarca 220

In viale Sarca 220, al posto di un vecchio edificio per uffici realizzato negli anni Cinquanta, sorgerà nuovo immobile “build-to-suit”, costruito per adattarsi al contesto, visto che in parte si affaccerà sul giardino dell’antica Bicocca degli Arcimboldi (è un villino nobiliare costruito nella seconda metà del XV secolo come dimora di campagna della famiglia degli Arcimboldi). Inoltre si troverà esattamente nel complesso formato dagli Headquarters del Gruppo Pirelli (HQ1 e HQ2), e quindi ospiterà una serie di servizi per il personale del Gruppo. L’immobile – i cui lavori di costruzione dureranno fino a dicembre 2019 – sarà composto da tre piani fuori terra, un livello interrato e avrà una superficie totale di 12.413 mq (GLA 7.000 mq).

Photo credits: Onsitestudio.

Di seguito le immagini del cantiere a fine dicembre 2018.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


23 thoughts on “Milano | Bicocca – Viale Sarca 220

    1. Anonimo

      Concordo pienamente. Ormai siamo quasi ai livelli di ‘sharami i documents’ del Milanese Imbruttito… TAAAAC! 😂😂😂

    2. Anonimo

      Al di là dell’uso dell’inglese o meno, trovo assurdo che progettare pensando al contesto venga considerato un valore aggiunto.

      Dovrebbe essere un prerequisito di qualsiasi progettazione decente.

      1. _

        In realtà nel mondo immobiliare anglosassone “build to suit” significa progettato direttamente sulle esigenze del cliente (ossia, non costruito per poi trovarci un affittuario). Il “contesto” non c’entra un bel tubo di niente.

        Quindi qui siamo doppiamente nel ridicolo… Speriamo che chi lo costruisce sia più bravo coi mattoni che con le parole. 🙂

        1. Anonimo

          Mi sembra logico che sia stato progettato seguendo le esigenze del committente Pirelli. Dai rendering trovo poi che si inserisca molto bene nel parco della Bicocca degli Arcimboldi (sconosciuta ai piu’, consiglio vivamente di visitarla,e’ un gioiellino)

  1. Anonimo

    È una ruota che gira. Cent’anni fa i nostri bisnonni infarcivano la conversazione di parole francesi. Noi facciamo lo stesso con l’inglese. I nostri bisnipoti probabilmente lo faranno col cinese mandarino.

  2. Anonimo

    Facciamo come gli spagnoli che traducono tutto, e di quel che non traducono adattano l’ortografia alla loro lingua (líder, mitin…)

    Oppure come i francesi che hanno una legge per proteggere la loro lingua

  3. Leonardo

    Mi sembra un buon intervento, mi piace. Moderno, non banale e soprattutto vivibile a differenza dei molti cementoni che sorgono in quella zona…
    Non comprendo la polemica su un termine inglese. L’urbanistica italiana ha poco da insegnare al mondo, meglio copiare chi è più bravo e non fare i talebani linguistici.

  4. Anonimo

    Di sicuro a scopiazzare le ultime mode dell’architettura internazionale siamo generalmente diventati molto bravi.
    Il problema è – senza voler fare i talebani – quando estendi la copiatura e lo scimmiottamento pure ai testi delle brochure pubblicitarie e alle cartelle stampa. E lo fai pure stravolgendo il significato originale inglese.

    Il problema è che se in architettura per riconoscere una cosa ridicola ci metti 30 anni, su un testo scritto balza all’occhio in 30 secondi 🙂

    1. Anonimo

      Se il significato e’ “progettato direttamente seguendo le esigenze del cliente ossia non costruito per affittarlo” fammi capire quale sarebbe lo stravolgimento del significato originale inglese

        1. Anonimo

          Forse e’ meglio che te lo rileggi tu : ‘build ti suit’(che poi sarebbe progettato per Pirelli),VIRGOLA,costruito per adattarsi al contesto ecc.ecc.

          1. Anonimo

            Vabbè, dai che è Natale e siamo tutti buoni!

            Spero solo che tu non sia chi ha scritto i testi per quell’intervento, nel qual caso (in puro spirito natalizio) ti compatisco e voglio bene lo stesso!! 🙂 🙂 🙂

          2. Anonimo

            Tu compatisci me?Impara la sintassi prima.Poi io odio il natale,non sono più buono e non ti voglio bene per niente.

          3. Anonimo

            Se quando scrivi usi termini in Inglese anche se non necessari, questo è il risultato: che le gente (a giudicare dai commenti, mica solo io…) non capisce e tu ti mangi il fegato…

            Amen

          4. Anonimo

            E sticazzi se non capite, manco fosse il primo termine inglese che si usa in Italia . Fegato a posto, grazie.

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