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Milano | Trasporti: proposte due nuove stazioni per Mind e Stephenson

Mind e Stephenson: due nuove stazioni fanno bene al futuro per la Circle Line.

Venerdì 14 dicembre scorso, si è riunito il collegio di vigilanza dell’accordo scali ferroviari e di Arexpo. L’esito è stato quello di chiedere a Ferrovie dello Stato di provvedere agli studi tecnici per realizzare due stazioni, anziché una sola come attualmente previsto, tra quelle di Certosa e Rho Fiera.

La prima, quella di Stephenson, è finanziata dall’accordo scali, la seconda, Mind, sarà al servizio dell’Università degli Studi e di Cascina Merlata. La sua realizzazione verrà pagata nell’ambito del progetto Mind e serve che sia pronta nel 2023, quindi sicuramente prima dell’altra.

Con i primi mesi dell’anno verranno presentate le analisi di fattibilità, che permetteranno le decisioni definitive. Noi di Urbanfile e non solo, siamo molto favorevoli che si facciano queste due stazioni volte a incrementare l’offerta di trasporto pubblico di questi due quartieri in fase di sviluppo.

Certamente si tratta di un passo importante verso la famosa Circle Line che prevederebbe una linea ferroviaria che da San Cristoforo giunga sino a Rho Fiera (in teoria manca proprio una buona fetta di cerchio, nel settore Ovest, per essere effettivamente “circolare”) collegando i quartieri lungo il suo percorso come una vera e propria metropolitana.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


13 thoughts on “Milano | Trasporti: proposte due nuove stazioni per Mind e Stephenson

  1. _

    Ha senso solo se è una linea gestita come una metro. Ossia con treni diversi dagli attuali e adatti a partenze e fermate veloci.

    E se così fosse, dall’altro lato servono ancora a maggior ragione le fermate Zama, Puglie e Canottieri. Che per un po’ erano previste e poi son sparite (insieme alla chimera Tibaldi che magari quella la fanno veramente adesso)

  2. Marco

    Ma verrà potenziato anche il passante ferroviario Certosa Porta Venezia o la cadenza rimane la medesima? Perché c’è il bivio Musocco che potenzialmente permette già di fare una circle line con San Cristoforo…

  3. Pierre

    Secondo me la Circle Line ha molto senso. Si potrebbe realizzare anche in tempi abbastanza brevi. Importante per Milano e la regione Lombardia è, di investire intensivamente nella rete ferroviaria regionale. Solo così si possono risolvere i problemi ambientali e di congestione a Milano e il hinterland.

    1. Anonimo

      I problemi da risolvere prima di attivare la circle line sono di rete e stazioni e segnalamento. Questi sono al 100% in capo a RFI, che si è accordata direttamente col Comune su tempi e investimento necessario (parte del discorso scali)
      La regione entra in gioco più avanti in quanto socia con Ferrovie dello Stato al 50% in Trenord, che fino alla prossima gara è il gestore movimento.

      1. Pierre

        Io credo che comune e regione possono far squadra e far pressione a RFI che gli investimenti nella rete finalmente si fanno. Per troppo tempo siamo stati fermi, se i nodi RFI e Trenord si sciolgono passo per passo possono ripartire interventi e lavori. Milano ne ha bisogno!

        1. Anonimo

          Se RFI si sbriga a sistemare la linea e a costruire le stazioni mancanti (ma se guardiamo a Tibaldi, non sembra prendere le cose con molta fretta), poi la rete si può anche pensare di gestirla in modo diverso dal resto della rete regionale. In ATI tra Trenord e ATM come la S5 o addirittura con TILO come era la S9) anni fa…
          Il vero nodo sembra essere il rapporto tra Ferrovie Nord e Trenitalia, che oggettivamente non funziona in Trenord (fa rimpiangere i tempi di quando c’erano Le Nord e Trenitalia separati)

          1. Pierre

            Adesso non ci sono più scuse. Sia in regione sia a Roma c’è il dominio di una certa forza politica che deve spingere tutto per sbloccare questa situazione. Le giunte Formigoni/Maroni secondo me erano troppo disattenti a questo tema e non hanno fatto abbastanza pressioni a Roma per spingere RFI/trenitalia a investire. Ma adesso non interessa più, tempi passati. Milano è il perno della Lombardia. È molto importante che il sistema ferroviario si modernizzi al più presto possibile, tagliando tempi di percorrenza e aumentando numero di passeggeri. Non basta più di avere una rete eccellente di trasporto urbano (ATM). Adesso serve un sistema funzionante, veloce e efficiente per tutta la regione.

  4. Raffaella.

    Bello. Speriamo qualche treno da RHO a GARIBALDI rimanga diretto, per chi va a lavorare e non a fancazzare. Perchè se già ci vogliono ventinue minuti con altre due fermate ce ne vorranno trenta. Contando che un diretto ce ne metterebbe nove è ASSURDO, e frustrante. Ridatemi il 1999.

    1. Anonimo

      Torniamo al 1999 quando l’epica lotta dei residenti ha vinto la gloriosa battaglia contro i nuovi 2 binari sulla Rho Gallarate!

      Col risultato che ancora nel 2018 a Rho arrivano Eurocity, Regionali e treni del Passante tutti sugli stessi due binari e sempre in ritardo. E poi ovviamente continuano per Milano in ritardo e i treni regionali fanno schifo ecc ecc

      Poi chiaramente i residenti avranno avuto le loro ragioni, ma noi sempre con binari dei tempi dei Savoia dobbiamo viaggiare (in ritardo)

  5. Wf

    Il problema della lega è che é legata alle lobby dei costruttori delle autostrade e del cemento stradale…

    Certo se mettesse qualche euro nazionale invece che sulle pedemontane e brebemi vuote su binari e ferrovie non ci ritroveremmo con una regione bloccata e incivile sulla mobilità pendolare ferroviaria…

    É un invito propositivo e una polemica di sfida a fare…

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