"Anche le città hanno una voce" — Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Brera – Cantiere di Via Palermo 19: gennaio 2019

Dopo oltre due anni di lavori, il palazzo di via Palermo 19 è giunto a conclusione. Rimosse le impalcature già da tempo, finalmente è stato completato anche il piano terra sistemato con lastre di metallo brunito. Intanto è stato sistemato anche il vicolo laterale che porta ai complessi interni di via Palermo (qui scorreva un antichissima roggia).

Il nuovo palazzo continua a non convincerci appieno, attenderemo la conclusione dei lavori, oramai imminente.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


7 thoughts on “Milano | Brera – Cantiere di Via Palermo 19: gennaio 2019

  1. Anonimo

    L’avevo visto proprio ieri su maps…non convince nemmeno me.poi avrebbero potuto usare il piano terra ad uso commerciale giusto per renderlo un Po più vivo visto che è in pieno centro…anche una filiale bancaria!

  2. Edoardo

    E’ davvero brutto. Pesantissimo, senza cura per i dettagli. Il materiale usato per il cladding è orribile. E in questo caso c’è un’aggravante non da poco: venderanno a 10mila euro al metro quadro, quindi potevano senza ALCUN problema permettersi di spendere due euro di più per fare un lavoro migliore. BOCCIATO senza appello. Purtroppo questo disastro rimarrà lì per i secoli a venire… I responsabili dovrebbero vergognarsi.

  3. tatino pensabene

    “Ecomostro” non si può’ dire perchè siamo in pieno centro urbano. Di fatto deturpa e non poco l’armonia del quartiere. Quanti esempi si possono elencare degli ultimi 30 anni, ma anche solo 5 anni a Milano? parecchi. Bisognerebbe trovare un termine adatto per i casi come questo, solo cosi’ si potrà riflettere adeguatamente su interventi folli di architetti alla ricerca del gesto estetico ma incapaci di essere all’altezza delle loro intenzioni. O sei Zaha Hadid o lasci perdere (oppure una norma te lo deve impedire categoricamente). In un quartiere dove domina una armonia diffusa, è un crimine alterare gli equilibri, e lo è ancora di più’ quando il progetto fa semplicemente caxxre! Come questo per esempio…..Mah!

    1. Anonimo

      Credo sia profondamente ingiusto prendersela sempre e solo con gli Architetti e sottovalutare le imposizioni dei committenti e i problemi di costi, quando si valuta un edificio.

      Paradossalmente è più facile per Zaha Hadid (si fa per dire, visto che è morta) progettare un bell’edificio che per un Architetto normale che lavora sulla piazza di Milano su progetti ordinari nel secondo decennio del 21 secolo.

  4. Anonimo

    mah vedo solo commenti di persone con poca competenza in merito, si vede che fate altri mestieri! il palazzo non rompe con il contesto ma si allinea dando a mio avviso un contributo di contemporaneità senza manie di protagonismo.
    inoltre non è il progettista a decidere le funzioni da mettere al piano terra

  5. Anonimo

    a me piace.
    E’ interessante proprio perché non simula il classico finto primi ‘900.
    Bello il basamento arretrato e inclinato in contrasto con la facciata parallela alla strada e la lamiera (in bronzo?) al piano terra

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.