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Milano | Città Studi – Armonia19 al posto dell’Istituto Rizzoli

A Città Studi, al posto del vecchio edificio dell’Istituto Rizzoli per l’insegnamento delle Arti Grafiche, verrà costruito un condominio residenziale, Armonia19. L’istituto venne fondato nel 1951 da Angelo Rizzoli, che aveva compreso la necessità di dare vita a una scuola in grado di rispondere alle esigenze degli industriali del settore editoriale dell’epoca.

Il vecchio edificio scolastico sarà completamente abbattuto unitamente alla palazzina neoclassica attigua su via Mangiagalli 18, questo un peccato secondo noi, perché si poteva mantenere la graziosa facciata inserendola nel nuovo edificio.

Il progetto tutto sommato non è male e consta di 9 piani fuori terra con riqualificazione della via Saldini che sarà resa pedonale (di fronte al dipartimento di Matematica “Federigo Enriques”). Sulla via Saldini l’edificio sarà più basso riprendendo la forma del corpo esistente.

I lavori di demolizioni inizierebbero prima o subito dopo l’estate e la durata dei lavori prevista sarà di 2 anni.

Qualche anno fa qui doveva sorgere un edificio a torre di una quindicina di piani, alquanto brutto, per essere una residenza universitaria.

Grazie agli oneri di urbanizzazione del nuovo complesso residenziale, sarà riqualificato il centro balneare Guido Romano di Città Studi – più famoso come piscina Ponzio –. Infatti pare che la Armoniae S.r.l. investirà 417 mila euro per ricoprire di PVC il fondo della vasca e ristrutturare i bordi, i camminamenti e il solarium. Mentre altri 400 mila Euro di questi oneri saranno assegnati in un secondo tempo alla sistemazione dei giardinetti di via Zanoia, sempre all’interno dello stesso complesso balneare.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


9 thoughts on “Milano | Città Studi – Armonia19 al posto dell’Istituto Rizzoli

  1. Michele Sacerdoti

    Intervento speculativo che utilizza 2000 mq dell’auditorium interrato portandolo fuori terra per raggiungere i 9 piani di altezza + il piano terreno.
    Viene demolito il pregevole edificio di via Mangiagalli 18, costruito nel 1927.
    Attualmente l’altezza oscilla tra i tre e i 5 piani con molti vuoti. Il nuovo edificio è una C tutta della stessa altezza.
    Sul resto della piazza ci sono villette di 2 piani.
    Il comitato Botticelli che aveva bloccato il vecchio progetto sta lottando contro il nuovo.
    Ho pubblicato questo articolo in dicembre su z3xmi:
    http://www.z3xmi.it/pagina.phtml?_id_articolo=12425-Da-giardino-del-Rettorato-a-palazzo-residenziale-di-otto-piani.html
    Il comitato aveva scritto in luglio la lettera seguente al Comune e non ha mai avuto risposta.

    I rappresentanti del Comitato Botticelli hanno avuto modo di conoscere il progetto relativo alla demolizione dell’attuale ex Istituto Rizzoli di via Botticelli 19 (piazza Occhialini) e alla costruzione di un nuovo edificio residenziale. Il Comitato è favorevole alla ristrutturazione dell’edificio a scopo residenziale, ma ritiene che il progetto presenti numerose criticità.
    Innanzi tutto, l’intervento, così come concepito, inserirebbe un edificio con un massiccio impatto volumetrico – di molto superiore a quello degli edifici esistenti che si affacciano sulla piazza – in un contesto disegnato secondo quei criteri della “città giardino” (con edifici di 2-4 piani) tuttora rilevabili nel quadrilatero Colombo-Beato Angelico-Reni-Moretto da Brescia nonché nei padiglioni universitari lungo via Mangiagalli.
    Supposto che il progetto rispetti formalmente il conteggio dei volumi esistenti, il problema urbanistico sostanziale è che la volumetria concessa fuori terra alla nuova costruzione corrisponde, per una parte significativa, all’attuale volume sotterraneo dell’Istituto Rizzoli, caratterizzato dalla presenza di una grande aula magna (2.000 mq su 7.000 mq circa).
    Non si intende contestare la legittimità della riproposizione del volume sotterraneo esistente con la realizzazione di eventuali superfici collocate sotto il piano strada, bensì appare ambientalmente del tutto inaccettabile la sua trasposizione in volume fuori terra.
    Trasformare gli interrati in ampliamenti generalizzati che, come in questo caso, non sono stati adeguatamente valutati in termini di carico urbanistico e di tutto quello che ne consegue, appare, sul piano urbanistico ed ambientale, totalmente inaccettabile.
    All’ulteriore innalzamento della massa volumetrica dell’edificio contribuisce anche la concezione del suo piano-marciapiede, dove si prevede uno zoccolo prevalentemente cieco di box e spazi condominiali che non costituiscono volumetria – permettendo quindi di utilizzarla in altezza – e che impoveriscono invece l’esperienza pedonale della piazza, non presentando spazi abitati ma solo muro e grate.
    L’incombere volumetrico della nuova costruzione, che nel suo insieme si presenta come decisamente invasiva, “soffocherebbe” inoltre il bell’edificio di inizio Novecento sede del Dipartimento di Matematica, senza contare che l’intervento prevede anche la demolizione di un edificio storico di pregio con tre piani fuori terra su via Mangiagalli che invece ben dialoga con gli altri edifici dell’Università Statale sullo stesso lato della via.
    Nel suo complesso, infine, il progetto del nuovo edificio residenziale che sorgerebbe al posto dell’ex Istituto Rizzoli ignora le necessità urbanistiche primarie del quartiere, che sono la creazione di spazi verdi e posti auto pubblici.
    La Commissione del Paesaggio ha fermato il progetto iniziale, esprimendo un parere fortemente critico in linea con le nostre valutazioni e chiedendo di rivederlo per contenerne l’impatto, mitigarne la percezione e rispettare le peculiarità del paesaggio urbano locale. Poiché la seconda versione del progetto non ne supera oggettivamente le criticità originarie, i rappresentanti del Comitato Botticelli si domandano sulla base di quali valutazioni o esigenze la Commissione abbia cambiato idea e abbia potuto approvare un intervento che essa stessa ha definito “di sostituzione tipologica e morfologica radicale”.
    Tale approvazione fa temere per il futuro del quartiere: un’edificazione di grande impatto volumetrico che stravolge la tipologia del tessuto residenziale in cui è inserita potrebbe costituire la premessa e il precedente per aprire la strada a successivi interventi edilizi conseguenti allo spostamento dell’Università Statale da Città Studi al sito di Expo che snaturerebbero pesantemente le peculiari caratteristiche storico-ambientali del quartiere.
    Sulla base di quanto sopra esposto, il Comitato Botticelli chiede dunque che non si proceda con la firma della convenzione e il rilascio del permesso di costruire convenzionato sulla base di questo progetto e che il Municipio 3 sostenga questa richiesta nelle sedi opportune.

    Nei giorni scorsi è stato diffuso il seguente volantino:
    NO ! AL NUOVO CONDOMINIO IN LARGO OCCHIALINI
    CHE SORGERA’ AL POSTO DELL’ISTITUTO TECNICO RIZZOLI
    Sarà di 7.000 mq e un’altezza di 9 piani
    di molto superiore a quello degli edifici esistenti che si affacciano sulla piazza

    Al posto dell’Istituto Rizzoli l’amministrazione sta per approvare la realizzazione di un condominio ‘di lusso’: un edificio con un rilevante impatto volumetrico (7.000 mq e un’altezza di 9 piani – di molto superiore a quello degli edifici esistenti che si affacciano sulla piazza) in un contesto disegnato secondo il modello della “città giardino” (con edifici di 2-4 piani) tuttora rilevabile nel quadrilatero Colombo – Beato Angelico – Reni – Moretto da Brescia nonché nei padiglioni universitari lungo via Mangiagalli.
    Il Comune vuole restaurare la piscina Ponzio ‘facendola pagare’ a NOI!
    Il Comune otterrà dall’operatore immobiliare la riqualificazione della piscina Ponzio e la garanzia che i lavori sulla piscina saranno effettuati prima della apertura estiva e prima che inizi il cantiere. Dunque, i soldi non ce li mette il Comune, ma saremo NOI a pagare con un peggioramento del nostro quartiere!
    Abbiamo scritto al Comune… non ci hanno nemmeno risposto!
    Il 7 luglio abbiamo scritto una prima volta per segnalare le nostre preoccupazioni a tutte le autorità competenti. Non avendo ottenuto alcuna risposta, abbiamo inviato una ulteriore lettera il 28 novembre. Di nuovo: silenzio. Non ci siamo stupiti, ma indignati sì! La voce dei cittadini stenta a trovare dei canali formali di espressione e di attenzione, perché la partecipazione è strumento declamato dall’amministrazione milanese ma, in realtà, sempre ostacolato e marginalizzato.
    Ora diciamo BASTA!
    VOGLIAMO UNA RIDUZIONE DELLE VOLUMETRIE
    ATTRAVERSO ACCORDI PUBBLICO-PRIVATO RISPETTOSI
    DELLA QUALITÀ DEI LUOGHI E DEL PARERE DEI RESIDENTI!!!!!
    IL COMITATO BOTTICELLI
    VENITE TUTTI!!!
    GIOVEDI 17 GENNAIO ALLE 18:30
    AL CONSIGLIO DI MUNICIPIO 3 – VIA SANSOVINO 9

    1. Maancheno

      “gnora le necessità urbanistiche primarie del quartiere, che sono la creazione di spazi verdi e posti auto pubblici.”

      Certo, posti auto pubblici, proprio quello che serve a Milano..

      1. Anonimo

        seriamente: preferisci che la gente parcheggi sui marciapiedi o sulle radici dei tram?

        O pensi che la soluzione siano i mezzi pubblici, coi tram e i bus che passano ogni 15 minuti dopo le 20 o al week end?

  2. Alberto

    Che amarezza. Sono d’accordo con l’abbattere per ricostruire, ma con tutto l’orrore che si trova in ogni angolo di Milano, vengono abbattute troppo spesso le uniche cose – non dico belle – ma perlomeno con un significato storico, lasciando intatti gli edifici totalmente anonimi circostanti.
    Vedi il futuro che si prospetta per gli UTC, e ancora perggio per la stecca Telecom, che verrà sostituita da un edificio altrettanto brutto, cancellando però la memoria di un quartiere la cui pianificazione rispecchiava fortemente un’epoca.
    Per non parlare di chi auspica l’abbattimento della torre velasca.

  3. Anonimo

    Mi spiace, non sono italiano, ma sono sorpreso che gli palazzi neoclassici non sono protetti: qualcuno mi potrebbe dire come sono i regoli e com’è possibile che è permesso abbattere un palazzo così. Grazie!

  4. massimo

    Chi si oppone alla creazione di questo edificio è un’idiota totale. Gente che preferisce che sia ormai in preda a balordi che urinano tutto intorno, a barboni che vi dormono nei pressi e spesso luogo dove di notte spaccano i vetri alle auto in soste …mah io non ho parole. Ne beneficerebbe tutto il quartiere , probabilmente l’utenza della zona sarebbe migliore e ci si libererebbe dalla canaglia che bazzica nelle ore notturne a fare quello che dicevo sopra.

  5. Massimo

    Ciao a tutti,
    Domanda un pò interessata.

    Cosa succederà ai vari dipertimenti universitari dopo la creazione del Campus in zona Expo? C’è il rischio che che la nuova costruzione si ritrovi in mezzo ad una serie di edifici abbondonati?
    Grazie mille

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