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Milano | Città Studi – Protetta la “Balena Bianca”

Recentemente il Ministero dei Beni Culturali ha posto sotto tutela l’edificio della Statale sede del Dipartimenti di Fisica e Chimica comunemente chiamato la “Balena Bianca” in via Golgi 19 a Città Studi, con il vincolo del diritto d’autore esprimendo “il vivo auspicio che sia assicurata l’integrità dell’intero complesso di Città Studi, individuando opportuni strumenti operativi per la tutela degli edifici che non rientrano nella categoria dei beni culturali”, cioè quelli con meno di 70 anni di età che non possono essere tutelati con vincolo monumentale come la parte costruita nel 1925. 

Il complesso degli edifici delle facoltà di Fisica e di Biologia dell’Università degli Studi venne completato con l’edificazione nella seconda metà degli anni Novanta con l’edificio affacciato su via Golgi, ai bordi del quartiere universitario.

La lunga stecca al centro è l’edificio della Statale sede del Dipartimenti di Fisica e Chimica, la “Balena Bianca”.

L’edificio, imponente, venne progettato dall’architetto Francesco Soro nel 1996 e terminato nel 1999.

Caratteristica principale è senza alcun dubbio la facciata, un parallelepipedo lungo circa 140 metri, rivestito completamente da una superficie in mattonelle di vetrocemento, spezzata in due solo in corrispondenza del vano scale principale. Vetrocemento molto in uso nell’edilizia degli anni Ottanta e Novanta. Questo materiale alleggerisce l’effetto di lungo muraglione che è la struttura rendendolo sfaccettato e cangiante di giorno e la notte consente di percepirne l’attività interna. Il lungo corpo, un parallelepipedo che termina nella parte alta in un profilo asimmetrico e semicurvo del bordo superiore, ha aperture rettangolari strette e lunghe che seguono l’andamento delle aule a gradoni all’interno. La struttura pare appoggiarsi su un basamento robusto sorretto da possenti colonne di cemento armato, 170 cm di diametro.

Apparentemente introverso, l’edificio dall’esterno pare quasi una fortezza impenetrabile. L’effetto è voluto anche per via della vicina ferrovia, che comunque risulta rumorosa.

Quest’edificio è decisamente riconoscibile e sicuramente un landmark tra gli altri palazzi dei vari dipartimenti. Per la sua forma da subito è stato ribattezzato la Balena Bianca.

Molti contestano da sempre la brutalità di questo palazzo, ma noi condividiamo la volontà di inserirlo tra le architetture da salvaguardare, essendo l’edificio un segno dei tempi, anche se testimone di quell’architettura abbastanza pesante prodotta negli anni Ottanta e Novanta che mai soddisfa tutti (le torri FS Garibaldi e il palazzo del Verziere sono degli esempi ormai cancellati).

Le foto che seguono sono di Michele Sacerdoti.

Noi avevamo fatto un articolo nel 2017 che mostrava però come sia mantenuto quest’edificio del sapere. Infatti lo zoccolo è letteralmente una tavolozza dove i vandali hanno via libera per i loro orrendi scarabocchi (scritte e scarabocchi). Noi ci siamo chiesti se per caso, abbellire con un murale colorato, tipo quello nell’esempio?




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


4 thoughts on “Milano | Città Studi – Protetta la “Balena Bianca”

  1. Anonimo

    Personalmente ritengo ci siano a Milano decine di altri edifici ben più meritori di protezione (anche recentemente abbattuti o stuprati con recladding provinciali) in quanto simboli ed icone di un’era, mentre un edificio del genere costruito alla fine degli anni 90 forse già allora non aveva più molto da dire (infatti anche UF lo paragona istintivamente a quello che si costruiva 10 o 20 anni prima). Ma è opinione personale.

    Comunque è interessante che se si vuole, gli edifici si possono far proteggere…

  2. JV

    Faccio notare che, sempre in città studi, verrà demolito il vecchio “Istituto Rizzoli per l’insegnamento delle arti grafiche” e al suo posto verrà costruito l’ennesimo palazzo di 8-10 piani. Proprio quello che serve a città studi

    1. Andy 77

      Una cosa che mi stupisce sempre di più a Milano è che ci sia una totale anarchia costruttiva che toglie identità e coerenza a qualsiasi quartiere. L’Istituto Rizzoli, per quanto anonimo costituisce una memoria storica e con i suoi 4 piani non disturba lo spazio circostante. Dovrebbero limitare l’altezza del palazzone o addirittura obbligare il costruttore al recupero dello stabile esistente dando in contropartita diritti di edificazione a scomputo in un altra area.

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