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Milano | Navigli – Cantieri sulla Ripa di Porta Ticinese: maggio 2019

Un aggiornamento fotografico da due cantieri affiancati lungo il Naviglio Grande sulla Ripa di Porta Ticinese: Ripa 83 e Ripa 87.

Partiamo col cantiere per il complesso residenziale di Ripa di Porta Ticinese 87 dove si trovava un vecchio magazzino e deposito di materiali edili e logistico, ora convertito in residenziale come avevamo visto in un articolo dedicato.

Mentre vicino troviamo quasi completato il palazzo in ristrutturazione di Ripa di Porta Ticinese 83. Si tratta di una riqualificazione di un vecchio edificio di fine Ottocento trasformato in ostello o residenza universitaria.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


9 thoughts on “Milano | Navigli – Cantieri sulla Ripa di Porta Ticinese: maggio 2019

  1. massy982

    Aggiungo : se quello che vedo è un muro di cinta delll’ostello, mi domando se si poteva evitare e magari al suo posto mettere una cancellata …..per evitare che venga imbrattato a tempo zero!!!

    1. Anonimo

      Esatto. Il Comune dovrebbe/potrebbe incentivare la sostituzione dei muri di cinta in muratura con cancellate, ad esempio con deduzioni dalle tasse comunali.

      Questa potrebbe essere una di varie iniziative di prevenzione. Altre potrebbero essere, elencando random: vernici granulari per pali, centraline, ecc., incentivi e facilitazioni tecniche per coprire le pareti cieche con rampicanti, convenzioni con le associazioni di via, quelle dei commercianti, l’associazione degli amministratori di condominio, per abbonamenti con servizi di pulizia periodica, deduzioni IMU/TARI/TASI a chi si abbona a un servizio di pulizia…

      E poi aggiungo, anche se so già che mi massacreranno nei commenti, che all’estero è abbastanza comune (ad esempio in molte città francesi e USA) che il PROPRIETARIO SIA TENUTO A PULIRE ENTRO TEMPO X, e se non lo fa si becca una bella multa. A Milano, non dico di farlo anche coi privati (ci sarebbe una rivolta) ma si potrebbero almeno obbligare le aziende, gli enti pubblici e gli esercizi commerciali (sulla base della destinazione d’uso dell’immobile che risulta al catasto).

      Inoltre credo che qualsiasi ente o azienda privata venga autorizzato a piazzare un ‘oggetto’ su suolo pubblico (ad esempio le centraline, gli ingressi ai parcheggi sotterranei, i cassonetti per i vestiti usati, ecc.) dovrebbe anche essere tenuto a mantenerne il decoro ed essere multato (o meglio addebitato delle spese di pulizia) se non lo fa.

      PS: Attendo con ansia il primo che mi tira fuori la litania delle telecamere e dei vigili e delle misure solo repressive in generale… della cui scarsa utilità si è già ampiamente discusso in questo forum.

      1. Anonimo

        Un’altra misura potrebbe essere rendere obbligatoria la pellicola antigraffiti nelle nuove costruzioni, nelle ristrutturazioni e quando si ridipingono le facciate.

      2. Andy77

        Penso che molte delle cose da te elencate siano già disponibili ma poco utilizzate/praticate.
        Purtroppo è un circolo vizioso, i proprietari si lamentano dei graffiti e non fanno nulla fino a che il comune non agisce, il comune richiede ai privati di fare il loro dovere ed in seguito si avvale della possibilità di inasprire i controlli.
        Un’altra delle opzioni sarebbe: chiedere ad artisti di dipingere dei murales, Ketih Haring aveva esordito così nella metro di New York.

        1. Anonimo

          “Purtroppo è un circolo vizioso, i proprietari si lamentano dei graffiti e non fanno nulla fino a che il comune non agisce”

          Il Comune non ha potere di intervento su edifici privati.

          Se il proprietario di un edificio privato richiede l’intervento del comune lo dirottano sul servizio di pulizia di AMSA, che al massimo fa lo sconto.

          Chiaramente un po’ più di senso civico dei proprietari sarebbe auspicabile, così come sarebbe però auspicabile un uso un po’ più proattivo del Comune del Regolamento Edilizio Comunale, che potrebbe imporre la ripulitura (ma non farla d’autorità)

          Aiuterebbero anche i controlli e la ripulitura degli edifici pubblici… Così come l’obbligo di manutenzione per chiunque installi pali o cabine o qualsiasi altra cosa sul suolo pubblico.

          Insomma prima di arrivare al murale come unica soluzione, ce ne sarebbero di alternative da provare, anche perchè oltre la “modica quantità” i murales possono provocare l’orticaria da sfinimento 🙂

  2. _

    Ma cos’è quella roba che si vede nelle ultime due foto??
    Sembrano le depandance abusive dei villaggi turistici del sud italia di anni fa 🙂

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