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Milano | Navigli – Via Pastorelli 13: Minavigli

All’angolo tra le vie Carlo d’Adda e Pastorelli in zona Navigli, lo studio di architettura Barreca & La Varra, fondato da Gianandrea Barreca e Giovanni La Varra, già soci fondatori nel 1999 di Boeri Studio, è stato incaricato di progettare un nuovo edificio residenziale la dove si trovava un vecchio magazzino.

L’edificio ci piace molto, appare sobrio e moderno.

Un piano terra trasparente e leggero fa da basamento ad un volume di cinque piani dove sono distribuite le unità abitative che affacciano su un giardino interno, con box al piano interrato. Le residenze “MINAVIGLI – green apartments” sono composte da 20 appartamenti che vanno dai 35 mq ai 128 mq, e sono suddivisi in 2 monolocali, 6 bilocali, 2 trilocali, 7 quadrilocali e 3 plurilocali. 

Qui altre informazioni.

 Le residenze “MINAVIGLI – green apartments” sono composte da 20 appartamenti che vanno dai 35 mq ai 128 mq, e sono suddivisi in 2 monolocali, 6 bilocali, 2 trilocali, 7 quadrilocali e 3 plurilocali. Il corpo dell’edificio è articolato, pur nella volontà di mantenere una continuità con il contesto esistente e di ricercare una relazione, che è sempre stata presente nell’architettura milanese, di composizione equilibrata di dettagli tecnici costruttivi ed elementi decorativi. Il gioco delle forme e dei volumi, infatti, permette un secondo registro di lettura del progetto, più minuto e orientato all’identificazione dei dettagli come elementi di decoro

Il basamento dell’edificio ospita gli spazi comuni di servizio al condominio: un’ampia e accogliente portineria, spazi flessibili per le riunioni, una palestra condominiale e il deposito per le biciclette. L’uso del vetro a piano terra consente una grande permeabilità e trasparenza, poichè dalla città si può scorgere il giardino interno alla corte, e viceversa. I fronti ciechi del basamento, invece, ospitano vasi col verde che interagiscono direttamente con l’architettura e che ospitano anche delle sedute, lavorando direttamente con lo spazio cittadino. 

La facciata esterna dell’edificio, scandita da finestrature molto regolari, è modulata attraverso una alternanza tra intonaco bianco liscio e scabro, oltre che da leggeri aggetti, che determinano la composizione del prospetto arricchendolo con le ombre: questa trama che ”gioca” con la luce del sole rende la percezione dell’edificio differente ad ogni ora del giorno. Le nicchie che si vengono a creare all’interno delle grandi logge d’angolo propongono il tema, che si ritroverà sul fronte interno, della creazione di micro-ambienti privati all’aperto. 

Verso il cortile interno, il fronte rivolto a sud è sostanzialmente differente: più aperto, concede agli abitanti una vista sul giardino, schermando però dai raggi del sole attraverso dei pannelli metallici microforati, brise soleil verticali che permettono il passaggio dell’aria e ostacolano i raggi solari diretti. 

All’ultimo piano, il coronamento è un elemento distinto: una lamiera metallica grigia chiara che altera la sua colorazione in base alla luce del sole e alle condizioni meteorologiche riveste gli spazi domestici e il locale sottotetto, contenuti in una volumetria più compatta e regolare, ma con variazioni altimetriche e arretramenti. 

I “giardini verticali” diffusi 

Un innovativo concetto di “verde diffuso” dona al complesso residenziale il vantaggio di essere inserito in un contesto urbano dinamico, ma di godere del contatto con la natura: tutte le logge degli appartamenti sono infatti arricchite da una parete vegetale verticale che affaccia sul giardino interno. “Queste logge di grandi dimensioni, molto profonde e spaziose, divengono luoghi di frontiera sospesi tra interno ed esterno che, con ampie finestre, creano un microcosmo di spazi, paesaggi “di mezzo” dove ospitare brani di natura da trattare con cura”, commenta Gianandrea Barreca. Una moltitudine di rigogliosi “giardini verticali” quindi, privati ma dei quali possono godere tutti i condomini, affaccia sul “giardino orizzontale” di concezione più tradizionalmente condominiale, e creano accoglienti lounge che divengono un naturale proseguimento degli spazi domestici interni dai quali sono sempre percepibili, distinti da un cambio di materiali e finiture. 

Gli architetti Barreca e La Varra hanno creato il loro studio nel 2008, dopo aver fondato nel 1998 Boeri Studio con Stefano Boeri, con il quale hanno progettato il pluripremiato e iconico primo “Bosco Verticale” del mondo, inaugurato nel 2014. Da allora il tema della ricerca di possibili soluzioni per un “verde abitabile” è sempre oggetto di ricerca. “Milano per molto tempo è cresciuta in orizzontale allargandosi in estensione – precisa Giovanni La Varra –. Adesso stiamo assistendo a un ritorno delle costruzioni in centro, dove però lo spazio per i giardini è ridotto. Da qui nasce l’esigenza di introdurre aree verdi ogni volta che si realizza un nuovo edificio, allo scopo di garantire sempre una piccola porzione di natura. Non secondario è poi l’aspetto della sostenibilità connesso alla dimensione tecnica del verde: riduce la percezione delle alte temperatura in estate e si trasforma in una formidabile barriera contro le polveri sottili e in una barriera acustica”

La natura arricchisce anche gli spazi comuni di questo complesso residenziale milanese green: il giardino segreto nel cortile interno viene immaginato come un piccolo parco, nel quale una vegetazione molto variegata compensa con la varietà e l’intensità la ridotta dimensione, e offre al contempo una schermatura dal sole e dalla vista delle proprietà adiacenti con magnolie e peschi dalle colorate fioriture stagionali. Una pergola verde ricopre, insieme all’alberatura, la discesa carrabile al piano interrato, impedendone la vista. Accanto al giardino, sono stati creati dei “salottini” all’aperto con sedute e alberi a basso fusto, con lo scopo di creare un angolo privato dove rilassarsi. Un “playground domestico” inoltre arricchisce la dotazione di servizi collettivi per i residenti con un campetto da calcio/basket e due aree destinate a giochi come arrampicata, altalena e muro svedese. 

Di seguito due immagini da Streetview che mostrano la situazione attuale.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


One thought on “Milano | Navigli – Via Pastorelli 13: Minavigli

  1. Anonimo

    Finalmente qualcuno sveglio che ha capito che se il piano terra lo risolvi con muri e cancelli, in quella zona diventa un cesso di scritte, tag e adesivi dopo due minuti…
    Mi piace anche che la zona permeabile, che è obbligatoria per legge, venga usata per le radici di alberi alti. Non in tutti i progetti questa caratteristica viene sfruttata bene.

    Personalmente, non mi piace il colore panna con la parte superiore grigia, anche se poi i materiali usati posson fare la differenza (speriamo non sia intonaco e gres dozzinale, ma credo di no visto che il progetto sembra studiato).

    Certo che se il Comune alberasse le vie di quella zona non sarebbe male…basterebbero gli alberi piccoli che han messo 10 anni fa in via Bobbio ad esempio e cambia tutto.

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