"Anche le città hanno una voce" — Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Baggio – Le torrette sul Parco delle Cave

A quanto pare, il Comune di Milano ha concesso il permesso per la costruzione di tre palazzi di 9, 10 e 11 piani in via Cancano con annesso minimarket (Lidl) su via delle Forze Armate 314.

Al momento la proprietà, Lake Parks srl, ha cominciato le bonifiche e le prime demolizioni dove sorgeva l’ex fabbrica di sistemi di pompaggio industriali con alle spalle oltre mezzo secolo di storia, la Pompe Peroni S.p.A. in via Cancano 5.

Qui sarà costruito il minimarket (chissà poi perché, quando a fianco già c’è il Carrefour Market) e sarà il primo passo per la costruzione della parte residenziale.

Il progetto è firmato dall’architetto Clara Rognoni, lo stesso della torretta di via Brembo 3 (non proprio riuscitissima).

Come riferisce Rosario Pantaleo, Consigliere Comunale di Milano, su il Circolo Pd Fratelli Cervi – Milano7, le volumetrie del complesso sono state ridotte, da una somma di 30 piani totale a 26. Ovviamente continuerà a chiedere che si possa trovare una modalità di interlocuzione con la proprietà per arrivare ad un massimo di 18 piani complessivi.

A quanto pare l’intervento è in regola e possiede i diritti volumetrici richiesti per costruire, ma come era prevedibile, in un’area a ridosso di uno dei più importanti parchi della città, si sono sollevate parecchie voci contrarie.

Non a torto, secondo noi: le nuove palazzine si affaccerebbero direttamente sulla cava Cabassi e sul Parco delle Cave, portando un fattore di disturbo non indifferente, sonoro e luminoso.

Pertanto, al fine di contenere le problematiche a venire, il Consigliere Comunale Rosario Pantaleo ha ritenuto opportuno e fondamentale indicare:

  1. in sei piani fuori terra l’altezza massima accettabile per le previste residenze al fine di uniformare quanto edificabile alla palazzina di Via delle Forze Armate 316, di sei piani, che si inserisce senza particolari evidenze negative nel contesto residenziale/ambientale e paesaggistico che si affaccia sul parco;
  2. di fare in modo che l’ingresso e l’uscita dei veicoli dal complesso residenziale non utilizzi la via Cancano al fine di evitare condizioni di problematicità di sicurezza anche ambientale per il raggiungimento del Parco delle Cave attraverso questo percorso;
  3. di trasferire le volumetrie residuali, non utilizzate in questo intervento, per essere utilizzate dall’operatore in altre aree della città evitando quelle strategiche del parco e, anche, al fine di non incorrere nell’edificato invenduto come accaduto per le villette presenti all’ingresso del lato via Bianca Milesi;
  4. di valutare, infine, che gli oneri di urbanizzazione vengano utilizzati per l’edificazione di una struttura che possa essere fruita da associazioni legate alla realtà territoriale in ambito, ad esempio, di assistenza a persone con disabilità.

Il Parco delle Cave è, più che un parco, un’oasi ambientale unica in città, dove la natura nel corso del tempo si è riappropriata di questo lembo di terra dimenticato per lungo tempo e oggi diventato un bel polmone verde.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


12 thoughts on “Milano | Baggio – Le torrette sul Parco delle Cave

  1. A. Nonimo

    Sensati i punti 2 e 4, gli altri due non hanno senso, si tratta di un parco cittadino anche se con caratteristiche particolari.

    I parchi civici estesi con vista sulla città (e viceversa) non sono un vulnus, e sulla cava Cabassi insiste già il complesso della Viridiana (di caccia Dominioni e Magistretti).

    C’è anzi da sperare (e da favorire semmai) che il nuovo complesso abbia la stessa qualità progettuale, cosa più facile se non si creano ingiustificati vincoli (come i punti 1 e 3) ai diritti edificatori del sedime in questione.

    Smettiamola di giudicare pavlovianamente ecomostro qualsiasi cosa vicino a un albero, e ragioniamo in termini di qualità architettonica ed urbanistica.

  2. Luca

    Da bloccare immediatamente. Saranno tre torrette senza sicuramente senso estetico e rozze. Gia’ me le immagino. Mi darebbero fastidio pure se fossero in Garibaldi , figuriamoci vederle spuntare in mezzo al verde del parco .

    1. Alberto

      Totalmente d’accordo con A. Nonimo, basta con questi 6 piani ovunque tutti uguali. È comunque un parco urbano, i palazzi affacciati secondo me gli danno anche un certo fascino. Sensate le obiezioni sugli ingressi dei veicoli.

  3. Anonimo

    Leggo che prima erano più alte ed il Comune ha già fatto una mediazione per abbassarle.
    Adesso, dopo che sono state approvate, si chiede una ulteriore riduzione.

    Lo strumento che si usa di solito è lo spostamento delle volumetrie in altre zone della città…non son piccole a questo punto le volumetrie che si sposterebbero. Chissà dove andranno…sarebbe interessante un giorno scoprirlo!

  4. Wf

    Tutte ke oalazzine sono absse basse come si vededalle fotografie.

    Permettere 3 cosi di 9, 11 piani é un vero stupro in quel contesto.

    Verrà come leffetto dei terribbili caseggiati che si vedono dall’interno del parco Adriano…

    Siamo ancora in tempo per evitarlo…

  5. Wf

    Così si ammazza sul naacere tutta l’area.

    E si uccide la ripartenza di tutto un quartiere che a breve verrà riqualificato.

    O si fermano adesso oppure rimarranno li per decenni e dovranno essere riquakificate tra 30 anni per riportare bellezza e armonia.

    Serve armonia nell’architettura.
    Non solo volumetria…

    1. _

      Appunto, non automaticamente un edificio basso è bello ed armonico ed uno alto brutto ed ecomostro.

      Perlomeno su un sito specializzato come questo. Altrimenti mettiamoci le foto delle torri di Jesolo per creare “l’onda emotiva” e l”‘indignazione popolare”… 😉 🙂

  6. Andrea

    La volumetria non è un problema a mio avviso, anche se dovessero realizzare tutti i 26 piani.
    Quello che preoccupa è la qualità estetica che se simile a quella di via Brembo trasformerebbe quella che potrebbe essere una bella quinta visibile dal Parco in un pesante ingombro.

    Il problema non sono i piani, è l’estetica. Speriamo

  7. Ilaria

    La zona che viene demolita in questi giorni era diventata zona di occupazione illegale di centri sociali, peraltro in condizioni di totale insicurezza (vetrate rotte, lamiere ovunque, tetti sfondati). Meglio senz’altro abbattere tutto e ricostruire, ma c’è modo e modo di ricostruire. Lì dove c’era una costruzione bassa, per rispetto nei confronti del parco (su cui peraltro il Comune ha deliberato 9milioni di investimenti per rifacimenti e potenziamenti) e di chi abita nella zona immediatamente limitrofa, sarebbe meglio prevedere costruzioni della medesima altezza. Inoltre, non necessariamente bisogna sempre costruire complessi residenziali. La zona di Baggio manca di contesti sportivi e ricreativi, altrettanto importanti per valorizzare le periferie e migliorare la qualità di chi ci vive, da cui anche meno delinquenza è più civiltà. Il Comune dovrebbe pensare anche, per non dire soprattutto, a questo.

    1. Wf

      Brava Ilaria.
      Infatti si dovrebbe costruire con la medesima altezza del preesistente e non più alto del circostante.

      Mi limito a dire che i parchi “chiusi” da palazzi muraglia sono veramente brutti come effetto e tolgono respiro al parco.

      Dal parco la vista prospettica non dovrebbe essere impallata da palazzoni.
      Provare per credere.
      Andate al parco Adriano a storcere il naso.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.