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Milano | Barona – La “Tenda” di San Giovanni Bono

Arrivando dall’autostrada dei Fiori, all’altezza del Quartiere Sant’Ambrogio alla Barona, non si può non notare la presenza di una struttura a forma di tenda, che sbuca dai tetti dei lunghi serpentoni del quartiere, si tratta della chiesa di San Giovanni Bono.

La chiesa di San Giovanni Bono è, come il quartiere, un opera dell’architetto Arrigo Arrighetti, e venne costruita a partire dal 1966. La particolarità dell’edificio sacro è la sua forma, una copertura a tenda, che dall’area del presbiterio sale fino a creare una cuspide in corrispondenza della facciata. Come volle suggerire l’architetto, si doveva presentare come una tenda piantata in mezzo al nuovo quartiere.
Le pareti, sia quelle esterne che quelle interne, sono in calcestruzzo a vista, traforate da un gran numero di finestrelle in vetrocemento colorato.

La facciata della chiesa è a forma piramidale, dal forte andamento ascensionale. La parete cuspidata è traforata da diverse finestre colorate di forma rettangolare ed è incorniciata dalla copertura sporgente che nella parte sommiate presenta le campane per richiamare i fedeli, fungendo da campanile.

Davanti all’edificio venne creata una piazza con una vasca a rombo allungato dove l’immagine della chiesa si specchia; da qui il fedele attraversa un piccolo sagrato, rialzato e delimitato a sinistra da una croce (in origine doveva venir collocata una statua del santo), per entrare si accede dall’unico ingresso, costituito da un volume sporgente posizionato nella parte centrale. Infine, sul lato sinistro sono disposti a semicerchio e intorno ad un giardino raccolto, gli uffici parrocchiali e le abitazioni dei sacerdoti.

L’interno è composto in tre spazi che dalla facciata a piramide cuspidata, si diramano in tre direzioni differenti: l’aula liturgica, al centro, la cappella feriale e una navata laterale inizialmente utilizzata come fonte battesimale, oggi trasformata in cappella. Corrono lungo il tetto a falda della “tenda, due fasce colorate, mentre la penombra della piccola navata laterale contrasta con la luminosità della nuova cappella (un tempo il battistero). L’andamento della copertura a tenda, contribuisce alla creazione di uno spazio mosso e dall’illuminazione variegata.

L’interno della chiesa venne riqualificato nel 2013 su progetto dell’architetto Donatella Forconi, la quale venne incaricata anche di riorganizzare gli altari. Come dicevamo, originariamente entrando a destra vi era la cappella Feriale, oggi trasformata nel battistero (ci chiediamo il perché, forse per via dello spazio a disposizione per la cerimonia?). Anche qui, nel nuovo progetto del 2013, venne collocato il vecchio crocefisso ligneo, ma quando siamo passati noi a fare le foto (Fine giugno 2019) la parete terminale era completamente spoglia (chissà dov’è stato portato il crocefisso?).

La cappella feriale è stata portata dove si trovava in precedenza il battistero, nella cappella a sinistra.

L’altare, montato su un capitello rinascimentale proveniente dalla vecchia Cascina Sant’Ambrogio che venne abbattuta per creare il quartiere, è stato collocato più avanti nella navata principale e posto su di un ovale rialzato. Anche qui, dalle foto dello studio di architettura, abbiamo notato che sono state cambiate parecchie cose.

Gli arredi sacri e le panche sono state realizzate su disegno dello stesso Arrigo Arrighetti; nella navata di sinistra sono da ricordare la pala policroma (del 17°/18° Secolo?) proveniente dalla vecchia cascina-mulino di Sant’Ambrogio e, dislocata in tutta la chiesa, troviamo la Via Crucis in tavole di legno dipinto. Significativi sono inoltre la statua lignea di San Giovanni Bono e il tabernacolo ad opera di padre Costantino Ruggeri; quest’ultimo è autore anche delle vetrate.

Noi vorremmo che venisse prestata un po’ d’attenzione anche al quartiere, dove, purtroppo attorno alla chiesa molti negozi di vicinato sono spariti, lasciando un aspetto un po’ desolante e poi, la fontana rotta da mesi.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


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