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Milano | Carrobbio – Palazzo Stampa di Soncino sempre più in rovina

Da qualche giorno la via Soncino, stretta via laterale della frequentatissima via Torino, è chiusa da transenne per l’avvio dei lavori di riqualificazione del palazzo, almeno così speriamo, sempre che non siano impalcature poste a proteggere i passanti da possibile caduta di intonaci e decori dallo storico Palazzo Stampa di Soncino.

Palazzo Stampa di Soncino è un vasto edificio, frutto di continue superfetazioni e addizioni a partire da 1500 in poi. Si sviluppa su quattro cortili, il primo dei quali è a portici con archi a tutto sesto su sottili colonne tuscaniche; al secondo piano una serie continua di serliane su due lati funge da affaccio ad una loggia.

Il degrado di questo bellissimo palazzo è veramente umiliante per l’intera città. Muri scrostati, cornicioni pericolanti, finestre private dalle imposte e muri imbrattati come una stazione dei treni della periferia più degradata. Il palazzo possiede anche una delle uniche torri cinquecentesche di Milano.

La torre, alta 42 metri, venne realizzata su volere di Massimiliano Stampa in onore di Carlo V che lo nominò conte di Soncino. Sulla cima, appena sopra i tre parallelepipedi, si trova un globo con un’aquila sorretto da due colonne: il globo e l’animale sono lo stemma di Carlo V, mentre le colonne che lo sostengono richiamano le colonne d’Ercole.

L’intero bene è di proprietà privata.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


7 thoughts on “Milano | Carrobbio – Palazzo Stampa di Soncino sempre più in rovina

  1. Anonimo

    Regolamento Edilizio Comune di Milano:

    Art.11 MANUTENZIONE E REVISIONE PERIODICA DELLE COSTRUZIONI 1. I proprietari hanno l’obbligo di mantenere le costruzioni in condizioni di agibilità, di DECORO, di idoneità igienica e di sicurezza socio-ambientale, assicurando tutti i necessari interventi.
    3. L’Amministrazione comunale può far eseguire in ogni momento, previo congruo preavviso, ispezioni dal personale tecnico e sanitario del Comune o dell’A.S.L., ovvero da altro personale qualificato, per accertare le condizioni delle costruzioni e determinare gli adeguamenti necessari da prescrivere ai proprietari degli immobili.
    4. Qualora la mancanza delle condizioni di agibilità, DECORO, igiene e di sicurezza urbana sia di portata tale da comportare pericolo per la pubblica incolumità, l’igiene pubblica o la sicurezza socio-ambientale, trovano applicazione tutte le disposizioni vigenti in materia edilizia, sanitaria e di sicurezza urbana al fine di adottare gli opportuni provvedimenti, anche contingibili e urgenti.

    Art 12
    3. L’Amministrazione Comunale, qualora accerti che lo stato di abbandono, di degrado urbano e di incuria delle aree e/o degli edifici determina pericolo per la sicurezza, o per la salubrità o l’incolumità pubblica, oppure DISAGIO PER IL DECORO E LA QUALITA’ URBANA, diffida i soggetti di cui al precedente comma ad eseguire interventi di ripristino, pulizia e messa in sicurezza delle aree, nonché di recupero degli edifici sotto il profilo edilizio, funzionale e ambientale e ne dà informazione ai Consigli di Zona.

    Quindi gli strumenti per agire ci sono, basta volerlo….

    1. Andy77

      Ma se il privato in questione non fa nulla nonostante le pressioni del Comune, può a municipalità espropriare il bene per riportarlo alla minima funzionalità o trovare un altro acquirente?

      1. Anonimo

        Cominciamo a fare pressione con le buone e con le multe….di solito appena toccati nel portafoglio, anche i proprietari più sparagnini si decidono a fare qualcosa per mantenere il minimo sindacale di decoro… (non è un palazzo abbandonato)

  2. Islington

    Un vero peccato. Si potrebbe fare come in Spagna, dove i comuni possono requisire temporaneamente (ovvero la proprietà resta al privato ma l’uso passa al Comune) gli stabili di proprietà di persone giuridiche, come banche o società, che rimangono vuole troppo a lungo e possono dedicarli ad altri usi

  3. Gen.Custer

    Ricordo che il portone ha un citofono abbastanza recente. Mi sono sempre chiesto se qualcuno abiti in quell’indecenza di palazzo…

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