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Milano | Porta Nuova – La ciclabile di Via Melchiorre Gioia: luglio 2019

Finalmente si pone fine ad una ciclabile rimasta interrotta.

Si tratta della ciclabile di viale della Liberazione che, arrivata all’incrocio con via Melchiorre Gioia in piazza Einaudi, è rimasta incompleta in attesa dell’avvio dei lavori. Approfittando anche della chiusura del tratto di Via Melchiorre Gioia, a quanto pare, sarà anche completata la ciclabile.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


21 thoughts on “Milano | Porta Nuova – La ciclabile di Via Melchiorre Gioia: luglio 2019

  1. Adriano

    Veramente non riesco a capire il senso di farlo nella carreggiata quando c’è un parchetto a fianco perchè devo stare sulla careggiata cazzo…io vorrei tutte le piste ciclabili come via pallavicino tutte dentro il parco con pedoni e biciclette insieme perchè devo stare con le macchine…e poi così con sti cordoli di cemento soldi buttati…

    1. Anonimo

      già quel pezzo di parco è una striscia… se poi ne tagliamo anche un pezzo per fare la pista ciclabile, diventa una striscetta…

      meglio tagliare una striscia d’asfalto che una di erba, no?

      1. Anonimo

        Oltretutto la carreggiata mi sembra sufficientemente larga in quel tratto da poterne eliminare una parte senza nessun dramma.

        1. Anonimo

          È anche fin troppo larga! Le auto uccidono, ma ce ne rendiamo conto o no? Meno di 20 giorni fa, proprio a pochi passi da lì:

          “Milano, 6 luglio – E’ stato dichiarato clinicamente morto Paolo Galimberti, il dirigente dell’Agenzia Regionale di Emergenza e Urgenza (Areu) di Regione Lombardia che nel primo pomeriggio di venerdì 5 luglio era stato investito, mentre attraversava la strada in prossimità delle strisce pedonali, in via Melchiorre Gioia.”

          Tutto quello che si fa per limitare le auto è salvare vite. Le piste ciclabili e i marciapiedi dovrebbero essere fatte ovunque e allargate ovunque, altro che mettere piste ciclabili nel poco verde che abbiamo.

          Meno auto e auto meno veloci. Più piste ciclabili, attraversamenti pedonali sicuri e rialzati (che spaccano le marmitte a chi va oltre i 50 km/h). È ora di finirla di piangere persone ammazzate barbaramente da automobilisti assassini che guidano come matti.

          1. Andrea

            Gli automobilisti continueranno a guidare come matti assassini finchè chi dovrebbe controllare le strade se ne sta in ufficio a laikare post su Facebook.
            Io guido l’auto a Milano tutti i giorni, e ogni girono vedo decine e decine di infrazioni da quelle veniali a quelle gravi e pericolose.
            Vorrei dire che non vedo mai nessuno fermato da Vigili / Polizia e sanzionato, ma non è vero. Ne vidi uno una volta, era il 2007 credo.

  2. Anonimo

    Demenziale? Demenziale è pensare che piste ciclabili nei parchi con giri astrusi che allungano la percorrenza siano la soluzione.
    Le piste ciclabili servono proprio sulle strade di grande scorrimento e servono per salvare la vita ai ciclisti e per rendere il mezzo di trasporto bicicletta concorrenziale rispetto a tutti gli altri (già lo è).
    Se restiamo all’idea che la bici è un’attività ludica da fare in primavera in mezzo ai parchi non ne usciamo. La bici è utilizzata da migliaia di persone per spostarsi ovunque in città per lavoro, svago, attività quotidiane.

      1. Anonimo

        Non sei mai andato in bici in vita tua se sostieni una cosa simile. C’è spazio sulla strada, è giusto fare la ciclabile togliendo 1 metro e mezzo alla strada, non 1 metro e mezzo al parco. Le strade sono già troppo ampie come sono, meno spazio si dà alle auto e meno auto avremo, con un enorme vantaggio per tutti in termini di numero di auto circolanti, la loro velocità omicida, inquinamento e vivibilità.

        1. Anonimo

          Sara’, ma una striscia gialla a fianco di una strada ad alto traffico automobilistico non mi pare garantisca questa grande sicurezza per i ciclisti. Tra l’altro io ci vedo piu’ moto che biciclette.

  3. Adriano

    Non so ragazzi io le uniche due piste ciclabili a milano che faccio volentieri sono via pallavicino e via olona, pista sul marciapiede dentro il parco/marciapiede senza giri strani, la striscia di stradina c’è già dentro il parco basta sistemarla con degli alberi a fianco della carreggiata come in via pallavicino.
    Io vado con il monopattino, sono moderno non come voi ancora con la bici…
    Io vorrei solo auto elettriche e quindi non inquinanti a quel punto sono molto più comode di qualsiasi altro mezzo di micro mobilità…
    voglio vedere fare la spesa con il monopattino o con la bici non mi fate ridere per cortesia.
    Sapete quale è la differenza tra voi bici talebani e persone come me che usano tutti i tipi di mezzi, io vado in bici, in monopattino, in macchina a piedi e con i mezzi…così si capiscono le esigenze di tutti non solo le proprie.
    In una città costruita bene tutti possono convivere e si che voi siete per tutelare le differenze..quindi iniziate a guardare anche i bisogno degli altri non solo i vostri.
    Io credo che se tutte le strade di milano fossero progettate come via pallavicino da pagano alla caserma saremmo tutti più felici e meno rompi palle.

  4. Michele

    Da ciclista dico che per me ha senso solo se continuerà anche sotto il ponte. Non avrà senso se sarà come la maggior parte delle ciclabili milanesi, ossia di quelle che finiscono nel nulla e il ciclista dovrà dematerializzarsi e comparire alla ciclabile successiva

  5. Wf

    Togliamo e riprendiamoci lo spazio sottratto dalle automobili e Cè spazio per tutti gli altri senza che si scannano a vicenda fra di loro mezzi alternativi.

    Le auto mettono tutti gli altri mezzi uno contro l’altro.

    Riprendiamoci spazi vitali per tutti.

  6. lucasitaly1980

    La spesa si può fare tranquillamente anche in bici come faccio io da anni. Un bel cestino dietro e si porta fin’anche 10 kg. L’unica eccezione potrebbe essere l’anguria che merita un viaggio a parte, ma sono giustamente eccezioni. Le piste ciclabili vanno benissimo a lato strada, eventualmente separate da cordolo alto. Alternativamente su marciapiede, ma servono marciapiedi larghi 4 o 5 metri come a monaco di baviera con linea di demarcazione della pista ciclabile e guai a chi ci cammina a piedi.

    1. Adriano

      In bici a fare la spesa ci vai tu….
      Le piste ciclabili vanno sul marciapiede.
      Dove NON c’è un grosso flusso pedonale. dove c’è un grosso flusso pedonale vanno in strada e devono essere protette da un cordolo di plastica gialla non da pezzi di cemento…e poi non era la giunta del verde???tutte le piste ciclabili le hanno fatto con tecnologie vecchie, ci sono un sacco di modi per recuperare energia o produrla e loro ancora con piste ciclabili in cemento colorato che poi dopo 1 anno sono tutte nere…

      Chi a Milano ci è nato ha tanti amici conoscenti parenti e negozi che frequenta che magari sono dall’altra parte della città e nel fine settimana non ha intenzione di prendere i mezzi…visto che li usa in settimana per andare al lavoro e tanto meno andare in bici scomodo e stancante..quindi devi metterti in testa che le auto noi le vogliamo,tutte elettriche e piccole, ma le vogliamo perchè sono più comode e poi quando devi andare a fare la gita fuori porta cosa fai ogni volta noleggi l’auto?? non farmi ridere.
      Io uso i mezzi e il monopattino, ma quando devo andare in giro il sabato o la domenica col cazzo che uso i mezzi così butterei via il mio tempo perchè i mezzi ci mettono 30 minuti in più di qualsiasi altra cosa a parte la metro.

      Per chiudere voi cicilisti quando vi supero con il monopattino,che vi rode che io non faccio fatica e sono più veloce, smettetela di fare lo scattone per far vedere che il vostro mezzo è meglio che fate ridere….un mezzo dell’800 usato ancora oggi…siete vecchi,…..

  7. Alberto Tadini

    veramente la ciclabile c’era già. dalla fermata gioia della m2 si spostava sul lato gioia numeri pari, diventando a doppio senso e costeggiando l’ex palazzo telecom ritornava in gioia all’altezza di viale della liberazione, rimanendo sempre sul lato numeri pari fino oltre le cucine economiche.
    in questo caso è meglio dire che la ciclabile sarà ora presente su entrambi i lati di gioia

  8. Sascha

    Io percorro quel pezzo di strada ogni giorno, in scooter.
    Ben venga la riduzione della striscia di asfalto, c’è ne è fin troppo la.
    Meno superficie per mezzi motorizzati è il futuro.

    A me personalmente di persona 😉 piacerebbe la soluzione di mezzo:
    1) ridurre la carreggiata (come stanno facendo)
    2) spostare la ciclabile più verso l’interno
    In questo modo i ciclisti o pattinatori sono più distanti dalla carreggiata, ed il percorso è più godibile.

    Ad ogni modo, è un intervento decisamente positivo, anche se migliorabile.

  9. Anonimo

    benissimo, intervento utile e necessario.
    ma cosa succede in fondo, dove poi lo spazio stringe per il sottopasso (ora chiuso fino al 9/9)?
    quello è il punto critico (parlo da ciclista che passa abitualmente di là, da 30 anni, anche se adesso preferisco tagliare per la biblioteca degli alberi).
    la strettoia e le auto che spingono verso il muro sono sempre state un incubo, in quel punto.
    non è che in prossimità del semaforo tutto svanisce come per magia e ritorna il pericolo?
    prima di imboccare la nuova meravigliosa ciclabile con vista su Gioia 22..

    1. Sascha

      Ottimo appunto, vedremo cosa decideranno i nuovo proprietari dell’immobile ed il comune. Può ben darsi che abbattano tutto e ricostruiscono il palazzo sopra via Gioia.
      E’ ancora troppo presto per saperlo, però si, in effetti adesso è una bruttissima strettoia.

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