Milano.
Aprile 2026. Milano Da diverse settimane il Comune di Milano, su richiesta dei Municipi, sta installando in modo capillare paletti dissuasori della sosta lungo alcuni marciapiedi, troppo spesso utilizzati dagli automobilisti come parcheggi improvvisati e irregolari. Una pratica purtroppo ormai diffusa, che né i controlli né le sanzioni riescono davvero a scoraggiare e che a Milano trova terreno particolarmente fertile.
Finalmente, però, si sta intervenendo in modo concreto. Anche se è spiacevole dover ricorrere a soluzioni drastiche per contrastare l’indisciplina di alcuni cittadini, questi interventi risultano necessari. I paletti servono infatti a proteggere i marciapiedi e a garantire lo spazio dei pedoni nei quartieri, evitando situazioni pericolose in cui persone – spesso bambini o anziani – sono costrette a scendere in strada per aggirare auto parcheggiate illegalmente, in totale disprezzo delle regole, della sicurezza e del rispetto reciproco.
Gli interventi più recenti hanno riguardato via Sant’Eufemia e piazza Erculea, dove l’area tecnica del Comune, attraverso il reparto strade, ha installato nuovi dissuasori su richiesta del Municipio 1. Un lavoro importante che si affianca all’attività della Polizia Locale e degli ausiliari della sosta, ai quali va riconosciuto l’impegno, anche se da solo non è sufficiente.









Come ha dichiarato sui social l’assessore alle Opere pubbliche, Cura del territorio e Protezione civile, Marco Granelli: “Vogliamo proteggere questi spazi e le persone. In collaborazione con i Municipi e con la direzione Opere pubbliche e Infrastrutture abbiamo individuato numerosi luoghi prioritari nei quartieri della città. Grazie al lavoro dei tecnici comunali e alle risorse stanziate dal Consiglio comunale, stiamo intervenendo per tutelare gli spazi e dare un segnale che aiuti tutti a prestare maggiore attenzione.”
Interventi analoghi sono stati realizzati anche in via Rembrandt (Municipio 7) e piazza Stuparich (Municipio 8), sempre per contrastare la sosta irregolare, e, qualche settimana fa, in via Tullo Ostilio, nei pressi di piazza Sant’Agostino nel Municipio 1.






In precedenza, i dissuasori erano stati installati anche in zona Morsenchio (Municipio 4), largo Guerrieri Gonzaga e via Bonfadini, aree particolarmente colpite durante l’evento olimpico dall’assalto di automobilisti indisciplinati.
In definitiva, si tratta di un classico caso di “a mali estremi, estremi rimedi”. È un peccato dover ricorrere a misure così nette, ma quando manca il rispetto delle regole e degli altri, diventa inevitabile intervenire per tutelare il bene comune.





- Referenze immagini: Roberto Arsuffi, Marco Granelli, Mattia Abdu
- Municipi, Arredo urbano, Dissuasori, Paletti, Parcheggio, Parcheggio selvaggio, Marciapiedi
Ovunqueeeeeeee
Sono d’accordo. Magari sarebbe stato meglio coniugarlo anche design urbanistica più pertinente. Verdi avrebbero richiamato il colore della città.
Benissimo.
Ottimo.
Eccezionale.
Eccellente.
Finalmente in vento cambia e il messaggio è arrivato anche in alto.
Si sta iniziando a fare come in Europa.
Bastava così poco…
Be’, questa non è urbanistica però. Al massimo è arredo urbano o sistemazione stradale. Segnalo però che gli uffici comunali (sembra per un’ errata interpretazione del codice della strada) impongono una distanza di 50 cm dal limite della carreggiata (come si vede dalle foto). Questo (che il codice prevede in realtà solo per la viabilità extraurbana) porta a risultati assurdi e a veri sprechi di spazio quando si interviene sulla viabilità esistente: guardare per credere la vera follia con cui sono stati messi i paletti in via Gorani-Brisa. Se i paletti venissero semplicemente messi a filo del cordolo (come si fa ovunque) si avrebbero marciapiedi più ampi. Ma no, quegli zucconi ignoranti si sono impuntati, e vedi i risultati.
In teoria esisterebbero anche delle persone pagate coi soldi pubblici per fare rispettare il codice della strada, ma se i paletti sono più efficaci tanto vale licenziarli
Finalmente! I dissuasori comunque ci sono anche in città “automobilisticamente civili” come Londra o Parigi, solo che lì sono ben integrati dal punto di vista del design, mentre noi ci ostiniamo ad utilizzare paletti inguardabili.
Stanno esagerando con questi paletti. Si ha difficoltà anche a fermarsi con l’aurto per far scendere qualcuno.
Fatevi un giro in Spagna o Francia o UK… i paletti sono la norma anche lì. Semplicemente perchè funzionano.
Sicuramente meglio che non fare niente, ma sinceramente mi dispiace e non capisco perché spendere tutti quei soldi (non solo per installarli ma anche per mantenerli, senza contare la pulizia che andrebbe fatta spesso da scritte e adesivi vista la loro superficie sconsideratamente liscia), quando applicando sistematicamente le previste sanzioni non solo si risparmierebbero ma si avrebbero ovviamente maggiori entrate al Comune.
non sono proprio resistenti resistenti, però aiutano
Come sempre, condivido idea e contenuti di questo testo. Da residente “di lungo corso” (ho 82 anni), noto che si avrebbe un grande progresso se solo, prima di andare in una parte di città, con l’alternativa di usare l’auto, il guidatore valutasse – basta il telefonino – dove potrà mettere l’auto : chi deve andare, per esempio, a Meda, guarda prima come arrivarci; lo stesso deve essere fatto con la meta urbana : come e dove lasciare l’auto. Le alternative (mezzi pubblici e taxi) ci sono …
Infatti i paletti dissuasori sono solo testimonianze all’inciviltà e all’incapacità del comune al contrastarla. I paletti vogliono dire che l’unico modo di rispettare agli altri è forzarci fisicamente a farlo. Per non dire quanto sono brutti e poi che tolgono spazio del marciapiede e tolgono soldi per l’installazione e manutenzione. Sì, funzionano ed è sicuramente meglio così che senza, ma io li vedo come una condanna alla città.
È frustrante vedere quanta gente parcheggia selvaggiamente pensando di averne diritto. Ed è forse ancora più frustrante, per me, constatare che per mettere i paletti o altri impedimenti della sosta selvaggia occorra fare richiesta e che questo provvedimento sia vissuto da molti (e anche da chi ha scritto l’articolo) come “estremo rimedio”. Dovrebbe essere la normalità invece, non c’è niente di anomalo o estremo nell’impedire un’illecito con delle semplici soluzioni: non siamo abituati a tutelare la proprietà privata con cancelli, porte blindate, serrature e quant’altro? E allora perché considerare strano proteggere la proprietà pubblica, ad esempio i marciapiedi, con dei paletti? È un problema che hanno tutti, in Italia e all’estero, non è una cosa strana. A Parigi, ad esempio, tutti i marciapiedi sono protetti, sia in centro che in periferia (con le famose “parigine” ma non solo) e nessuno si stupisce. Perché qui invece ci meravigliamo? E dire che con una spesa enormemente inferiore a quella della costruzione di un km di metropolitana potremmo proteggere tutta la città con paletti, cordoli e altre semplici soluzioni!
E le moto?
E poi: i dissuasori delle foto resistono agli urti delle auto?
Infine: prima di arrivare a fare questi lavori costosi, si sono date le multe?
Bene. Ho avvisato i vigili di zona più volte x via Don Minzoni e via Schiaffino,
una specie di terra di nessuno, ma invano. Signore con carrozzine, signori anziani che camminano aiutandosi col bastone, costretti a scendere con difficoltà dal marciapiede.
Peccato che i paletti messi così tolgano almeno mezzo metro alla larghezza del marciapiedi. Come sempre per rimediare ai problemi causati da automobilisti indisciplinati si tolgono spazi ai pedoni.
Perché quegli ignoranti dell’ ufficio tecnico credono che imponga così il codice della strada (mentre la norma vale solo per le strade extraurbane…)
Tolgono mezzo metro per via dell’ ignoranza degli uffici comunali, che applicano norme del codice della strada previste solo per le strade extraurbane. Si potrebbero tranquillamente mettere a filo del cordolo
Venite anche a Dergano, i marciapiedi di Via Guicciardi sono ormai un parcheggio.