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Milano | Tre Torri – La gru caduta dal Curvo

Mercoledì scorso nel cantiere del Curvo in costruzione a CityLife (Tre Torri) è avvenuto un incidente, per fortuna non ha coinvolto nessuna persona, ma è stato decisamente incredibile.

Per operare meglio le procedure di montaggio delle lastre vetrate che formano le facciate, gli operai adoperano delle mini-gru mobile, dotata di quattro “zampe”. Questo mercoledì, 11 settembre (guarda la casualità), durante la manovra di spostamento del mezzo, come ha scritto il Corriere della Sera, qualcosa non ha funzionato a dovere e qualcosa stava cedendo. Si sono spostati tutti di colpo e solo per fortuna nessuno è rimasto ferito. Perché il botto è stato impressionante. Un volo di 170 metri, dal 29esimo piano del «Curvo», la torre Libeskind e futura sede della società PwC. Il braccio della piccola gru s’è infatti staccato dagli ancoraggi al piano ed è crollato di sotto. Naturalmente l’area sottostante è interdetta al passaggio, essendo area di cantiere, così l’incidente ha provocato solo danni materiali; una finestra scheggiata al piano sottostante e alle attrezzature da cantiere che erano sistemate ai piedi della torre.

Sulle cause dell’incidente ora dovranno far luce le indagini di Asl, vigili del fuoco e polizia. Al momento pare ci siano due ipotesi, anche se probabilmente s’è trattato di una somma di concause. O il braccio della gru è stato esteso eccessivamente verso l’esterno, aumentando così il «peso» delle finestre per una sorta di effetto leva (come avviene sulle altalene per bambini), oppure la struttura dell’elevatore non era stata ancorata correttamente e di conseguenza quando il peso è rimasto sospeso nel vuoto, anche il braccio di sollevamento è caduto di sotto. I vigili del fuoco hanno lavorato per ore per mettere in sicurezza l’area.

Qui di seguito lo schema realizzato da Riccardo Alberti per Milano Skyline.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


11 thoughts on “Milano | Tre Torri – La gru caduta dal Curvo

  1. Milanese

    Queste sono alcune delle possibili conseguenze quando si fanno i lavori al ribasso..(tutto il quartiere è stato fatto al ribasso: vedi il curvo un po’ meno curvo, lo storto più basso di 10 piani, il dritto dai rendering iniziali aveva 6 ascensori esterne per lato ed doveva essere più alto, il giardino con la vasca circolare tra le tre torri e non quell’area bambini da autogrill che invece hanno fatto, niente museo d’arte contemporanea ecc). per puro caso non è morto qualcuno.. (per la causa propendo per la seconda ipotesi)… molto triste

    1. Anonimo

      Mescoli cose molto diverse.
      Un conto sono le economie fatte per il progetto Citylife (alcune che viste con gli occhi di adesso e non della grande crisi mondiale del 2008, gridano vendetta), un conto le misure di sicurezza dei cantieri, su cui francamente non ho dubbi. Cioè, gli incidenti non devono capitare ma non mi sento di dire che quel che è successo c’entri alcunchè col fatto che i grattacieli li han tutti decapitati o raddrizzati anni fa per spender meno.

  2. Anonimo

    Basta una distrazione di un paio di operai, anche se hai speso un sacco di soldi.

    Per il resto (piani, ascensori ecc) sono d’accordo

  3. Milanese

    Verissimo anche una casa popolare va fatta in totale sicurezza..Però per caso succede proprio in una delle riqualificazioni più economiche della storia.

    Personalmente sì continuo a pensare purtroppo che abbiano usato tutto di serie B tra cui le gru, felice di sbagliarmi!

    Riguardo alla crisi non c’entra molto, nonostante il progetto fosse del 2004 o giù di lì, c’era la variante in epoca Moratti (quindi successiva) che era un progetto meraviglioso (dove c’era il museo di arte contemporanea a gradoni in marmo o similare) per intenderci

    Se pensi a come è stato stravolto l’edificio alla base dello storto poi” non ti sorprendi più “se cade una gru dal grattacielo molto meno curvo… se poi aggiungi che siamo in Italia direi che poteva andare peggio

    1. Anonimo

      D’accordo con il fatto che il progetto di City Life è stato ridimensionato …… Ma scusa ti va bene il sopralzo color fegato sulla casa d’epoca che era un pugno nell’occhio e poi critichi City Life?

      1. Milanese

        La casa color fegato è un sopralzo e quindi sono molto accondiscendente perché sono pro sopralzi , e pro privati cittadini.

        Riguardo city life non la critico di per se’ (ha arricchito cmq Milano ed è moderna e bellina) ma essendo un perfezionista posso dire che si poteva fare molto molto meglio, infatti la variante di progetto in epoca Moratti rasentava la perfezione, non so se era Letizia Moratti che aveva un occhio raffinato per il bello e i progetti di spessore culturale e internazionale o se aveva dei consiglieri formidabili (o entrambi), fatto sta che la gran parte dei progetti e varianti di progetti di quegli anni erano veramente il meglio del meglio… poi sono arrivati i casini da Roma come Tremonti che rispose alla Moratti riguardo ai fondi per Milano “non sono tuo marito”… con la crisi ecc non c’era l’interesse che c’ è ora quindi i privati e la giunta Pisapia non scommisero sul vero potenziale di Milano e ridussero tutto, cosa che per fortuna infatti a Porta Nuova non hanno fatto se non in minima parte.

        1. Lorenzo Lamas

          Anche io sono perfezionista e concordo sul fatto che City Life potesse essere fatta meglio. Dissento invece sul color fegato: esso appartiene, in esclusiva, al sopralzo e non al bel palazzo. Sopralzo – quello in commento – che peraltro sarebbe stato meglio su una roulotte. Almeno era mobile.

    2. Anonimo

      Il Museo di Arte Contemporanea è un discorso diverso: non è stato cancellato ma semplicemente la giunta Pisapia ha dirottato i fondi su qualcosa di diverso, come il tetto del Vigorelli (sottoutilizzato) e Palazzo Scintille (che a parte che affittarlo per qualche sfilata è permanentemente chiuso).
      Meno male che Pisapia è stato una meteora.

  4. Renato S.

    Resta il fatto, a mio avviso scandaloso, che possano succedere incidenti simili in un cantiere “faro” della rigenerazione milanese.

    Con un po’ di fortuna è finita bene. Ma sarebbe bastato poco perché gru e vetro piombassero sui passanti della piazza, del tutto priva di protezioni per questi “incidenti”.

    Uno scandalo che sia successo e uno scandalo che – grazie ai buoni uffici di CityLife presso le redazioni milanesi – tutto sia fatto passare come un episodio minore, se non una curiosità.

    Davvero una brutta storia, che avrebbe meritato ben altro approfondimento.

    1. GArBa

      Faccio anche notare che quel tipo di gru è quanto di meglio esista oggi sul mercato per l’operazione cui è stata chiamata, e ricordo che a Porta Nuova ci fu un incidente mortale durante la costruzione del complesso Pelli.

      Cercando di non riferirsi al caso specifico su cui ci sono indagini in corso che faranno il loro corso, il problema generale che si vede ad oggi nel panorama italiano non è tanto i ribasso dei costi (i costi per la sicurezza non sono soggetti a ribasso) ma l’approccio alla sicurezza nella normativa che è molto incentrato sulla verifica documentale e poco sulla sorveglianza, costante e diretta sul campo, da parte di professionisti della sicurezza.

    2. Frank

      Condivido e aggiungo due considerazioni pseudotecniche.

      1-Qualunque gru ragionevolmente recente dispone di dispositivi di sicurezza elettronici che impediscono sbracci o movimenti “fuori baricentro”. Evidentemente le Pagliero di Citylife, nonostante la delicatezza del compito e la quota operativa, ne sono prive. O sono stati disattivati? e da chi?
      2-Elettronica a parte, ha dell’inverosimile che – considerati i rischi legati alla quota – per tali gru non sia previsto un ancoraggio “fisico” che ne impedisca comunque e sempre il precipitare. come invece appare evidente dalle foto.

      Domanda polemica: chi è l’esperto di antinfortunistica che ha dato il nulla osta?

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