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Milano | NoLo – La nuova piazza Spoleto-Venini: due considerazioni

Siamo andati (come non farlo, tipi come noi), a vedere come è stata sistemata la piazzetta di NoLo ( la zona a Nord di Loreto) all’incrocio tra le vie Venini, Spoleto e Martiri Oscuri. L’operazione ha coinvolto anche via Popoli Uniti e in parte anche via Ferrante Aporti.

Così, dopo aver trasformato alcuni spazi a Dergano, al Corvetto, in piazza Angilberto II e a Porta  Genova, il progetto “Piazze Aperte” realizzato in collaborazione con Bloomberg Associates e il supporto di Nacto Global Designing Cities Initiative è giunto anche a Nolo.

Come abbiamo visto, l’area è stata trasformata con l’Urbanistica Tattica (la prima fase durerà sei mesi), urbanistica a costi bassissimi (barattoli di vernice, qualche paletto, qualche panchina e qualche fioriera) che sperimenta un’area della città con poco investimento, in previsione (si spera) di una riqualificazione duratura e più “concreta”.

Via Venini è stata resa, nella parte che va da piazza Morbegno a via Popoli Uniti, a senso unico. E’ stata creata una pista ciclabile a lato con il sistema della sola vernice. Piccoli cordoli per “indottrinare” le auto sono stati posti a protezione della ciclabile e delle nuove aree pedonali. C’è da sottolineare che la pavimentazione di via Venini è alquanto una confusione di stili: masselli del pavé, sampietrini e catrame si alternano senza alcun criterio. Sperando che un giorno, quando si deciderà di metter mano in maniera definitiva all’intervento, venga adottato uno stile unico per tutta la via.

Stessa cosa per via Spoleto verso il tunnel ferroviario. Anche qui cordoli gialli a impedire il parcheggio, sono stati collocati agli incroci. Saranno sufficienti?

E via Popoli Uniti, dove, onestamente, abbiamo visto una sistemazione molto azzardata che temiamo sarà presto rovinata dal tempo e dalle circostanze. Un cordolo parallelo al marciapiede, è stato posto di modo da impedire il parcheggio e restringere la carreggiata, ma di fatto ha creato una specie di canale che temiamo presto si riempirà di immondizia e altro ancora se il Comune non sarà capace di mantenere pulito.

La piazza è stata decorata con vernici colorate (gialle e azzurro), qualche rastrelliera, per ora, e grandi fioriere con piante (sperando non secchino quanto prima); presto arriveranno panchine e tavolo da ping-pong. Nelle immagini la piazza non è stata ancora completata.

Soluzione che ha già sollevato dibattiti, elogi e proteste, come oramai è consuetudine. La piazza è stata creata e voluta soprattutto da una parte di genitori della vicina Scuola Primaria Ciresola a protezione degli scolari all’uscita dall’istituto.

Naturalmente ora iniziano a scoppiare le polemiche; come al solito Guelfi e Ghibellini si schierano a favore o contro questi provvedimenti.

Il ‘partito delle auto’ protesta per i parcheggi cancellati, per le complicanze della viabilità, e naturalmente per la “povertà” dell’intervento che presto diventerà solo sciatteria, con le vernici sbiadite, le piante secche e magari i manufatti imbrattati. A questi si aggiungono anche i malumori dei commercianti. Pare sia già partita una raccolta firme contro la sistemazione della piazza.

Il partito, al contrario, dei “pedoni”, pare sia invece entusiasta, la città è tornata vivibile: uno spazio rubato al cemento e al catrame (anche se a dire il vero è stato solo colorato). Vedremo chi alla fine la spunterà; intanto è importante sperimentare e, alla fine, ci si abitua a tutto o quasi tutto.

Noi avevamo, nel marzo scorso, proposto una sistemazione di arredo urbano per questa piazza senza nome (ma trovarlo prima o poi?).

Naturalmente non avevamo preso in considerazione l’idea di trasformarla in area pedonale, per non stravolgere troppo, e soprattutto non avevamo preso in considerazione la richiesta della scuola. Sicuramente volere é potere, ma noi avremmo anche gradito semplici aiuole che impedissero il parcheggio selvaggio e, sopra ogni cosa, alberature. Questi benedetti alberi che il Comune continua a dire di piantare in città, ma che alla fine pianta solo nelle aree già verdi (parchi e aiuole) e non in vie catramose e cementose.

E forse noi siamo ancora un po’ legati alla tradizione della piazza di inizio Novecento, con lampioni, aiuole ben definite, panchine e alberi. Magari di non grande innovazione, ma di sicuro effetto.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


35 thoughts on “Milano | NoLo – La nuova piazza Spoleto-Venini: due considerazioni

  1. Anonimo

    Il fatto che il comune continui a fare proclami sull’importanza del Verde in città ma poi in realtà piantumi solo in aree già verdi è uno scandalo.

    In pratica sono coscienti del problema della mancanza del verde in città, fanno credere con comunicati che stanno risolvendo la situazione ma in realtà non fanno nulla. In poche parole una frode…

    Proprio non riesco a capire come mai non abbiano ancora steso un master plan quinquennale di piantumazione del verde.

    1. Anonimo

      Il piano d’intervento dettagliato per le piantumazioni è in fase di sviluppo e verrà presentato a novembre. L’ho letto su un’articolo proprio la scorsa settimana.

      1. Anonimo

        Anche l’asservimento semaforico dei tram è in sviluppo da 7 anni. Anche i raggi verdi e le piste ciclabili sono in sviluppo. E pure i test di chiusura estiva del cavalcavia Monteceneri e Corvetto erano in sviluppo per questa estate. E pure la Biblioteca Europea e forse anche il Museo di Arte Contemporanea sono in sviluppo. Anche la sistemazione dell’area a verde di fronte alla Fondazione Feltrinelli è in sviluppo. E pure la Circle Line è in sviluppo.

        Se “sviluppi” tantissimo e poi realizzi sono urbanistica di cartapesta, è comprensibile un minimo di frustrazione.

        1. Anonimo

          Penso sia molto più difficile che scrivere qualche commento su un blog o un social network…ma siamo nell’era della democrazia lamentativa, quindi va bene così!

          Ad ogni modo penso che la tua frustrazione non dipenda dall’urbanistica di Milano, prova a guardarti dentro, solitamente le cause sono riconducibili al lavoro e/o alla famiglia. 😉

          1. Anonimo

            Non è problema di “democrazia lamentativa” ma di squilibrio nel rapporto tra annunci e qualità/quantità realizzazioni.

            E il problema non sta nel denominatore (in fondo il Comune sta lavorando abbastanza bene) ma nel numeratore.

          2. Anonimo

            Anche Luigi XVI tutte le mattine si domandava che avessero tanto da lagnarsi i suoi sudditi visto che la Francia era uno dei due paesi più progrediti al mondo.

            🙂

          3. Milanese

            Ma anonimo delle 09:16, fammi capire, chi non è d’accordo con qualsiasi progettino di questa giunta è automaticamente o livoroso o frustrato per te? Impara l’educazione nell’era della comunicazione di massa

  2. Andrea

    Non riesco proprio a considerare “verde” un’aiuola con un albero e le auto che ci girano in torno, proverei invece a cercare l’idea di verde in un parco o in un giardino che permetta di estraniarsi dall’urbanistica cittadina.

    Ha fatto bene il comune a sfruttare questa piazza per qualcosa di utile alla mobilità ciclabile e pedonale (anch’esse, come il verde, essenziali per la vita di quartiere) invece che “sprecarla” per due aiuole inutilizzabili e tre alberi.

  3. Wf

    Il comune non può rimandare per sempre la realizzazione delle promesse con parole, aprole, aprole, aprole, parole, parole.

    Poi gli elettori non sono scemi.
    Sono pazienti 1, 2 ,3 ,4 rimandi…

    Ma poi si incassano.
    E quelli traditi sonomi peggiori.

    Quindi basta scuse ridicole di sottoservizi e altre palle varie.

    Ma solo:
    PICCONI, VANGHE, BADILI, RASTRELLI, ZAPPE, ALBERI CHE NON SIANO RACHITICI

    Il tempo delle promesse é finito.

    1. Adriano

      Ma Wf sei davvero tu o qualcuno ha preso il tuo nome?
      Perchè sono d’accordo con te e mi stupisco.
      Io vorrei tanto vedere come assessore Roberto Arsuffi.

      1. Wf

        Nkn mi stupirei visto che sono coerente con gli isuues che ho semore dichiarato.

        Semplicemente voglio vedere i fatti… adesso.
        😡

        Arsuffi senza dubbio concordo 100% tranne le aiuoline col pratino.

    2. Andy77

      Mazza mi si è abbruttito pure WF!
      Oltre ai vincoli di bilancio e trasferimenti dallo stato centrale sempre più in picchiata qualcuno si chiede come mai si sono impiegati quasi 4 anni per concordare la piazza Sant’Agostino? Purtroppo la partecipazione richiede tempo soprattutto con i comitati (per definizione ottusi.)…
      Qualcuno ha mai visto le discussioni al quartiere Adriano? Maran e Granelli che volevano spiegare lo Stato Avanzamento Lavori e prossimi progetti nel quartiere e i partecipanti si lamentavano degli autobus con i sedili scivolosi…..lamentele che hanno una loro dignità ma fuori luogo e fuori tempo….
      Ovvio che si proceda lentamente, si faccia urbanistica tattica (poca spesa massima resa da poveracci), si strombazzino proclami….
      D’altronde vale il detto: il cammello è un cavallo disegnato da un comitato…
      Se procedi d’imperio come suggerito ottieni una valangata di ricorsi che bloccano tutto quanto proposto….

      1. Anonimo

        Infatti il cammello resiste ad attraversare un deserto laddove il cavallo creperebbe. Ogni risultato va sempre misurato in base alla funzione che ci si era proposti, non secondo regole astratte e ideologiche.

    1. Anonimo

      Io ci passo tutti i giorni e il traffico è invece PIÙ fluido di prima, non meno, soprattutto alla svolta in via Popoli Uniti dove non si crea più come prima l’imbuto delle due file di macchine che confluivano in una.

      Per chi (come me) attraversa l’isolato da viale Monza per andare verso M. Gioia, e viceversa, ci saranno sì e no 20 secondi di differenza o è tempo di percorrenza.

  4. Wf

    ATTENZIONE…

    notare la pista ciclabile con posti per parcheggio ESTERNI alla pista ciclabile.
    Geniale e tattico.

    In questo modo sono le stesse automobili che impediscono la sosta sulla ciclabile. Le automobili sono il CORDOLO DI PROTEZIONE.

    Ecco cosa è urbanistica TATTICA.
    Notare questi meccanismi funzionali più che il colorino dell’asfalto.
    Queste sono le cose che contano

    1. Anonimo

      Da utilizzatore della ciclabile di via Tortona, che è fatta allo stesso modo, ti dico sinceramente che non è una idea geniale usare le auto come cordolo.

      1. Wf

        Interessante.
        Spiega meglio vantaggi e svantaggi.
        Grazie

        Io pensavo che una macchina non può parcheggiare sulla ciclabile se a sx vi sono dei posteggi regolari. Verrebbe chiusa dentro la ciclabile dalle auto in sosta REGOLARE.

        Quindi sono le auto stesse a debbellare il fenomeno della sosta irregolare sopra la ciclabile…

  5. Milanese

    Qualcuno del campo mi sa dire a quanti dei progetti di “urbanistica tattica” realizzati sono poi seguiti interventi di riqualificazione seri? (Vorrei una frazione)

    1. Anonimo

      Hanno iniziato 6 mesi fa con l’urbanistica tattica…può piacere o no come modo per rifare la città, ma è un po’ prestino per verificare quante iniziative poi siano diventate riqualificazioni “vere”. Lasciali lavorare.

      (poi se mi chiedi quante di quelle piazze tattiche saranno diventate piazze rifatte bene – Porta Genova in primis – fra 5 anni, io scommetto che saranno un numero non molto diverso da zero, ma non so se posso dirlo che poi arriva il solito commentatore a scrivere che io mi lagno perchè ho problemi di lavoro e di famiglia 🙂 )

  6. Joe

    La ricerca a ogni costo di spazi dove fare piste ciclabili è una misura che serve a sollevare lo spirito degli elettori PD ma – tavolta – crea disagi e problemi ai cittadini. Naturalmente, prima che carichiate i fucili rossi per sparare bordate contro di me, dovete sapere che non sono contrario a queste corsie per velocipedi, che reputo mezzi importanti e utili. Contesto il voler fare piste che tolgano posti auto e che restringano carreggiate già strette. Come in questo caso.
    Mi rendo conto, però, che quando si parla di giunte PD il ragionamento, il buon senso e le larghe vedute sono merce rara anche se come sindaco c’è un manager di esperienza come il signor Sala, purtroppo per lui e per noi ingaggiato in forza permanente ed effettiva tra le fila della sinistra.

    1. Anonimo

      cioè le ciclabili vanno fatte, ma senza togliere parcheggi né carreggiata (e immagino magari neanche marciapiede). Questo vuol dire non farle

    2. Anonimo

      Guarda che lì la carreggiata non era affatto stretta, tanto che molto spesso si formavano due file parallele (e disordinate) di macchine che poi crea ano rallentamenti quando confluivano in una alla svolta in via Popoli Uniti.

      Il traffico è molto più scorrevole adesso di prima, con una sola colonna ordinata, e l’attraversamemto pedonale molto più sicuro, mentre prima i pedoni tendevano a tagliare nel centro della carreggiata, anche perché adesso alle strisce le auro devono rallentare per aggirare l’isola centrale.

      Mi sa che il 90% di quelli che commentano qui da lì non ci passa mai….

      1. Wf

        Che poi la carreggiata singola in Francia è propio la regola standard per evitare code e rallentamenti esattamente per i motivi che dici tu.

        Ossia la sosta un attimino lato marciapiede che rallenta le auto dietro incolonnate.

        1. Anonimo

          Da noi manca completamente la cultura del divieto di fermarsi “un attimino” a bordo strada con le doppie frecce.

          C’è un cartello stradale apposito che lo vieta, non credo che più del 10% degli automobilisti sappia quale sia. (e non parlo della sosta in doppia fila, quella è vietata sempre e comunque…)

          1. Wf

            Manca anche i Francia, ti assicuro che non sono piu civiki dei milanesi.

            E proprio perché manca semore e comunque che si disegnano, costruiscono strade a una carreggiata dove rimane impossibike fisicamente fermarsi con le 4 frecce…

            Salvo bloccare tutta una fila di auto dietro che quindi svolgono da deterrente e rende impossibile fermarsi un “attimino”…

            Ecco perché in francia sono tutte strettissime le carreggiate dentro le città , larghe max una automobile,
            E non come da noi una automobile e mezza.
            Per rendere impossibili questi comportamenti.

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