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Milano | Acquabella – Via Canaletto e la solita sciatteria

Via Canaletto è una via che unisce piazza Francesco Guardi con piazza Andrea Fusina e viale Argonne. E’ alberata e si trova in una bella zona, l’Acquabella, dove la maggior parte delle case sono state costruite a partire dai primi decenni del 1900, soprattutto nei dintorni di via Canaletto, dove possiamo ammirare begli esempi anni Venti e Trenta.

Su di un lato si trovano le case del quartiere IACP Argonne.

Nella via, ogni venerdì si tiene un mercato settimanale, e come per ogni via dove si tiene il mercato e dove si trovano gli alberi, anche via Canaletto vive nella sciatteria e viene ridotta in malomodo.

La via potrebbe anche essere dignitosa; larga. abbastanza e alberata, ma sui marciapiedi vengono parcheggiate le automobili e il parterre è ridotto malissimo.

Come si vede dalle foto qui di seguito, l’asfalto è disordinato, i fori per le piante, un tempo ben disegnati e delimitati da una coronino di cubetti di porfido, piano piano sono stati spostati o fatti saltare senza che nessuna amministrazione se ne sia presa cura.

Anche se il Comune mantiene pulita la strada dopo ogni mercato, l’arredo urbano è sempre lasciato al caso e nel più totale abbandono.

Recentemente i residenti si sono attivati per richiedere al Municipio 3, una sistemazione alla via e non solo. Ad esempio impedire il fastidioso e devastante parcheggio tra gli alberi e sui marciapiedi. Questo assieme alla riqualificazione di piazza Guardi e via Guido Reni.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


11 thoughts on “Milano | Acquabella – Via Canaletto e la solita sciatteria

  1. tatino pensabene

    Già, la sciatteria è una costante e capillare presenza in tutta Milano.
    Centro e periferia non fanno differenza.
    Se si usano tutti e due gli occhi, ovunque si posi lo sguardo non c’è mai una percezione di ordine e decoro degno di questi nomi.
    La Svizzera è a due passi e dovrebbe essere almeno il modello da seguire che non raggiungeremo mai, ma bisognerebbe davvero farci una vera riflessione. Se questa città aspira a prendere sempre piu’ piede tra i centri nevralgici europei bisogna copiare la Svizzera che è dietro l’angolo. O altri mesi virtuosi come Francia o Inghilterra ecc. Il Vandalismo è una cosa, e vabbeh…non è facile eliminare writers e vandalismo, ma sulla sciatteria che consuma e offende la città , francamente si deve fare qualcosa. UF denuncia e fa bene, incoerenze del decoro urbano, sovrapposizioni stupide di segnaletica stradale, verde pubblico risibile e trascurato, ecc. ecc.
    La soluzione non facile sarebbe dedicare piu’ finanziamenti al settore DECORO pubblico e fare lavorare teste pensanti su questi argomenti.
    Magari pagandoli come meritano.

    1. Anonimo

      Secondo me per cominciare basterebbe mettere a sistema le risorse che ci sono già e mettere più testa e PIU’ COORDINAMENTO nei progetti.

      Qualche piccolo esempio: in corso Garibaldi sono state appena sostituite le parigine mancanti o rovinate, ma invece di metterle di design moderno come quelle esistenti, hanno messo quelle in stile finto epoca usato altrove…

      O i lampioni a sospensione… si mettono quelli ‘a scodella’ in vie che non hanno niente di storico (es. Leoncavallo) e le padelle da svincolo autostradale in vie storiche di pregio (es. via Brera)… Lampioni a stelo: in stile in piazze circondate da condominii anni 60 (es. piazza Caneva) e gli orribili fondi di magazzino standard che vediamo ovunque, in piazze e giardini storici…

      Si rifanno le fermate del tram… ma alcune sono asfaltate, altre con le mattonelle… e le mattonelle non sono sempre uguali… così, a capocchia…

      ma perché???

      Queste cose non dipendono da soldi che mancano ma semplicemente da gente che LAVORA MALE, senza metterci la testa.

      Se io lavorassi così con i miei clienti, nel giro di sei mesi non ne avrei più neanche uno…

      1. Hr

        Multe,multe e multe…..educazione civica a questo punto dalla scuola guida…. lezioni di stili di vita e strategie anti auto ed traffico…mobilita’alternativa….disevno di strade e parcheggi znti furbetti…. forare le ruote DC i tali macchine….

        1. Anonimo

          Le multe sono troppo basse e le conseguenze quasi inesistenti. In altri paesi se hai l’auto sul marciapiede viene il carro attrezzi e senza pagamento non te la ritornano. Pure in India ti mettono il lucchetto e senza pagamento non la ritiri. Un infrazione del genere non deve costare 28 euro ma almeno 150. E questi soldi vanno investiti in decoro, trasporto pubblico e misure per l’abbassamento dello smog. È nelle nostre mani: se vogliamo una città più vivibile dobbiamo spingere i nostri amministratori ad applicare le norme e insistere per sanzioni che funzionano sul serio. Se invece si continua a chiudere entrambi gli occhi…

        2. Anonimo

          Multiamo anche le radici che hanno spaccato il catrame?

          O, che dici, tra una multa e l’altra facciamo anche un po’ di manutenzione?

    2. Anonimo

      Ben detto. Seguire Svizzera, Fancia e Regno Unito. A Milano abbiamo un decoro urbano inesistente, quando mettiamo mano allo spazio pubblico lo facciamo a caso e con una qualità di esecuzione da terzo mondo. Non siamo capaci di nient’altro che qualche panchina orrenda messa a caso, qualche catrame e qualche bordo rifatto. Nemmeno i dissuasori sono decenti. Bisogna cambiare atteggiamento e assumere al comune tecnici esperti, preferibilmente con esperienze all’estero. Basta con le cosa fatte all’italiana. Milano merita di più!

  2. Anonimo

    La sosta selvaggia sta distruggendo i marciapiedi e il verde di questa città. Si intervenga con più serietà contro mascalzoni e maleducati. Nella Milano del 2020 non è più accettabile che le auto te la mettono ovunque.

  3. lisander

    ormai sciatteria, degrado e mancanza di decoro sono un triste refrain che ammorba la città in tutta la sua interezza, sarebbe ora che sindaco e assessori si svegliassero dal torpore, lasciando perdere i voli pindarici e i sogni di gloria di Olimpiadi, Navigli e simili sciocchezze e si concentrassero su aspetti piu’ concreti e urgenti: come detto arredo urbano, tutela del decoro, del verde, pulizia e quant’altro; i cittadini sono stufi e arcistufi di promesse, di colazioni col sindaco e di iniziative demagogiche che a nulla servono; è ora che l’amministrazione raccolga una volta per tutte le giuste istanze che arrivano dai quartieri e dai comitati cittadini e che attraverso un’azione piu’ incisiva e concreta dei municipi (che fino ad ora nn sono serviti a nulla sul piano operativo) si pianifichino a ritmo serrato tutti quegli interventi indispensabili e urgenti per restituire dignità e decoro ad una città che vuole (vorrebbe) essere europea e globale.

    1. Anonimo

      “Ormai”???

      Tra un po’ vado in pensione e da che mi ricordo Milano è sempre stata così… anzi, negli anni 70-80 era molto peggio

      È un’incuria che viene da lontano, il problema è che viene affrontata in modo sbagliato, o quantomeno incompleto: non bastano i progetti qua e là, bisogna lavorare sui FONDAMENTALI e in TUTTA LA CITTÀ: marciapiedi, lampioni, semafori, segnaletica, graffiti……..

      1. Anonimo

        Sicuramente negli anni 50 e 60 ma anche negli anni 70 la città era tenuta meglio.

        Non tanto perchè il Sindaco fosse più bravo ma perchè non ci si affidava a società esterne di avventizi per qualsiasi cosa. Molte attività erano internalizzate con lavoratori che conoscevano bene il loro lavoro.

        Poi è successo quel che è successo e adesso usiamo appaltatori, subappaltatori, cooperative e gestori esterni per tutto. Solo che non siamo ancora molto bravi a controllare quel che fanno…ci arriveremo e allora potremo finalmente dire che Milano negli anni 10 era un mezzo letamaio.

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