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Milano | Zona Ovest – Inseguendo il fantasma dell’Olona: dalla Darsena a Pero

In Via Cola di Renzo 18, zona Solari, tra i civici 12 e 22 si trova un piccolo lotto abbandonato e selvaggio, apparentemente da sempre. Qualche anno fa nel piccolo lotto doveva venir edificato un palazzo che poi si è perso nei fallimenti vari. Ora rimane selvaggio e incolto. Il piccolo mistero però ha anche un lungo retroscena che vi andiamo a raccontare, cercando di ricostruirne la storia.

Infatti il piccolo lotto non è mai stato edificato e, anzi, praticamente è rimasto immutato sin dai tempi in cui qui c’era campagna e vi scorreva un ruscello.

Proprio in questo lotto scorreva fino all’inizio del ‘900, guarda caso, il fiume Olona in direzione del centro storico, Carrobbio e Vetra.

Ancora dopo decenni dalla sua deviazione, il percorso del fiume Olona, sebbene “scomparso” è invece rimasto impresso nel tessuto urbano nonostante sia stato convogliato in tubature sotterranee sin dagli anni Trenta. Le tracce le troviamo nell’andamento di alcune vie e in “strani” lotti rimasti selvaggi o urbanizzati solo recentemente.

Partendo dalla “foce”, dove possiamo ammirare un semplice tubo con sbocco che getta la poca acqua pulita del torrente in Darsena, all’altezza di Via Giuseppe Codara e Piazzale Cantore (Porta Genova) proviamo a risalire la “corrente” di uno dei fiumi o corsi d’acqua di Milano spariti o quasi.

L’ultimo tratto del fiume Olona, quello che si immette nella Darsena, rimase scoperto sino a non molto tempo fa. Infatti, sino agli anni Cinquanta del ‘900 scorreva liberamente tra i palazzi, da via Montevideo sino alla Darsena costeggiando via Solari e viale Papiniano. Negli anni Trenta venne costruito il nuovo letto del fiume che avrebbe seguito un percorso canalizzato lungo gli attuali viali Murillo, Ranzoni, Bezzi, Misurata e Troya, dove avrebbe concluso la sua vita passando sotto il Naviglio Grande per unirsi nelle acque del Lambro Meridionale, canale che nasce giusto dal Naviglio all’altezza di San Cristoforo.

Ancora recentemente l’area formata dai cortili posta dietro i palazzi di viale Papiniano 58 e 56, e l’area dietro il distributore di benzina posto all’angolo tra la Via Fra Luca Pacioli e Via Arcangelo Ghisleri, si presenta come se sotto vi scorresse ancora il canale, nascosto però alla vista.

Percorrendo sempre il fiume a ritroso, eccoci alla svolta verso via Solari e al Parco Solari. Vi è una foto degli anni Trenta che mostra quando venne dismesso lo scalo ferroviario per il bestiame e si cominciò a creare il Parco Solari al suo posto. A lato della foto si vede ancora il canale dell’Olona scorrere nel terreno in lavorazione. Sullo sfondo si vede addirittura il ponticello di visa Montevideo.

Da questo punto, il fiume Olona in antichità, proseguiva in parte dritto verso la Pusterla dei Fabbri percorrendo l’odierna via San Calocero come Pudiga e assumendo il nome della Vepra unendosi al Carrobbio con il fiume Nirone.

In via Montevideo, tra i civici 11 e 13 troviamo l’altra traccia evidente del corso antico del fiume, un cancello separa i due palazzi e possiamo notare che non si tratta di una strada o di accessi a cortili, ma un percorso rimasto a verde incastrato tra i palazzi e si addentra nell’isolato come un serpente.

Infatti se saltiamo in Via Andrea Salaino, noteremo lo stesso percorso verde chiuso sempre da cancellate, sia sul lato dispari che su quello pari della via. Saltiamo nella parallela via Bergognone dove noteremo che la casa al numero 3 ha solo il piano commerciale, lasciando un buco tra i palazzi, altro segno della presenza del canale.

Proseguiamo “risalendo la corrente”.

Così giungiamo al nostro lotto di via Cola di Rienzo 18, quello citato all’inizio del nostro racconto, proprio di fronte al parchetto Stendhal (Giardino Vincenzo Muccioli), dove il fiumiciattolo con ansa quasi a gomito tagliava l’isolato provenendo dalle parti di via Washington.

A voler vedere bene questo piccolo lotto di via Cola di Rienzo 18, ci chiediamo come sia possibile che uno spazio urbano in questo contesto sia così mal tenuto, fosse almeno un giardino.

Passando oltre, cercando sempre di risalire l’antico corso del fiume, ci troviamo in via Foppa, dove vediamo dietro all’istituto scolastico statale Carlo Porta, uno strano giardino che porta il nome di via Vepra. La Vepra o Vetra è il fiume che giungeva sino alle Colonne di San Lorenzo e che si dirige, nascosto, verso la campagna e il Lambro. Ma la Vepra o Vetra era anche il nome antico del canale che derivava dall’Olona deviato in epoca romana, perciò ecco il motivo per la dedica di questa piccola via che fra l’altro riprende il percorso di un’antica strada.

Questo giardino è stato sistemato in questo modo solo negli anni Novanta del Novecento, perché era rimasto anch’esso incolto per decenni, come abbiamo visto, là dove scorreva l’Olona. Qualche traccia di precedenti insediamenti industriali li troviamo in via Stromboli. Da queste parti vi era anche una chiesetta unita ad una cascina detta di San Giovanni alla vipera, Vepera o Vepra edificata presso la cascina Brera, in vicinanza proprio del fiume Olona.

In questo punto avremmo assistito ad un’immagine romantica di una Milano sparita per sempre, quella immortalata da questa foto d’epoca che proponiamo di seguito.

Si tratta della cosiddetta “Isola Brera“, che era ubicata tra le attuali vie Washington e Foppa, originata da una biforcazione del fiume e che prendeva nome dalla cascina omonima che vi sorgeva nella parte inferiore. Era ancora presente nelle mappe cittadine del 1925, poi l’isola sparì con la soppressione del fiume che venne deviato e il vecchio corso cancellato (in parte).

Oggi al suo posto sorgono palazzi moderni e piazza de Agostini. Il vecchio corso risaliva poi via Giuliano e attraversando via Washington, scorreva in Via Roncaglia.

L’Olona superata via Washington, discendeva dalla Maddalena, l’attuale Piazza de Angeli passando anche dalle parti di Piazza Sicilia. Attraversava la fabbrica de Angeli-Frua, e risaliva sino all’attuale piazzale Lotto e tutto il quartiere QT8, dove ancora oggi si trovano i muretti che facevano parte delle sponde del vecchio ponte di Via Giuseppe Pogatschnig.

Qui di seguito un po’ di immagini alla Madalena, dove l’Olona lambiva il Borgo di via Marghera e le sue frequenti alluvioni.

In via Correggio 43, all’angolo con via Ravizza, possiamo vedere un altro segno di dove passava il fiume, infatti nel 2014 venne finalmente riempito lo spazio rimasto tra la palazzina liberty (costruita sulla sponda del fiume) e l’edificio per uffici riqualificato in seguito.

Qui di seguito i lavori per la deviazione dell’Olona proseguiti negli anni Cinquanta.

Eccoci saltare sino al QT8 dove, come avevamo già accennato più sopra, possiamo ancora vedere i muretti che facevano parte delle sponde del vecchio ponte di Via Giuseppe Pogatschnig.

Risaliamo ancora un po’ il percorso cittadino del piccolo fiume e ci troviamo a Lampugnano. Purtroppo per trovare altri segni del vecchio percorso del fiume, dobbiamo arrivare sino a Pero, da dove il fiume è tombinato.

Attualmente il fiume è inquinatissimo e oramai è stato cancellato per sempre dalla città. Le sue puzzolenti acque seguono percorsi sotterranei sino al canale del Lambro Meridionale che troviamo a San Cristoforo una volta by-passato il Naviglio Grande.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


9 thoughts on “Milano | Zona Ovest – Inseguendo il fantasma dell’Olona: dalla Darsena a Pero

  1. Giovanni

    nel (bellissimo) articolo non ho capito il tratto tra via Roncaglia e DeAngeli(marghera). Si può spiegare dove passava in quel tratto?
    grazie

    1. Roberto Arsuffi Posta autore

      Dopo piazza De angeli, il fiume scorreva parallelo a via Taddei, attraversava via Sardegna e curvava verso via Costanza e via Roncaglia. Quindi proseguiva verso l’isola Brera.

  2. Anonimo

    Che meraviglia, non conoscevo l’esistenza di un ruscello, però avevo notato il varco in via Montevideo. Pensavo fosse un vecchio passaggio. Stupendo

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