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Milano | San Siro – Stadio: “accordo entro due mesi”… altrimenti Milan e Inter scelgono altre vie

Da Milan e Inter è arrivato un ultimatum o quasi col Comune di Milano per il nuovo stadio di San Siro: «Un mese, due mesi, sono tempi ragionevoli. Ci attendiamo un iter certo e chiaro, perché abbiamo bisogno di prendere delle decisioni». Sono state le parole del presidente milanista Paolo Scaroni, che davanti alle telecamere di Sky Sport ha fatto capire che la pazienza dei club non è infinita e aggiunge: «Se dovessimo avere dei problemi, ci faremo venire delle altre idee».

Il fatidico piano B pare essere la “minaccia” principale per un cambio di idea da parte delle due squadre, ovvero quella di trasferire il progetto a Sesto San Giovanni o addirittura San Donato Milanese, come da ultime voci, se dal Comune di Milano persistono i paletti imposti alla realizzazione del maxi progetto da realizzare attorno al nuovo impianto sportivo senza concrete spiegazioni.

A “rompere le scatole” ai due club pare siano proprio questi paletti richiesti, come: la riduzione delle volumetrie, che secondo i club pare siano eccessive (da 0,63 a 0,35), anche perché c’è una legge nazionale sugli stadi che prevede la possibilità di uno sviluppo immobiliare vicino ad uno stadio.

Poi il paletto sulla conservazione del vecchio impianto, lo stadio Meazza. La rifunzionalizzazione dello stadio mantenendolo con altre funzioni, sportive e non. Secondo le squadre il Comune stesso, per il destino del vecchio Meazza, non ha ancora le idee chiare e vorrebbero capire quali saranno. Soprattutto vogliono vedere se la revisione chiesta nella delibera è compatibile con il loro progetto, sia da un punto di vista tecnico-sportivo che economico-finanziario.

Nel frattempo il Sindaco Sala, a margine di un convegno tenutosi ieri pomeriggio in Triennale, lascia le porte aperte a tutte le soluzioni per il futuro del Meazza, almeno a parole: «Milan e Inter chiedono chiarezza sulla rifunzionalizzazione di San Siro? Per questo voglio il confronto. Per capire se la mia idea è bislacca o meno, è sostenibile o meno. Se mi convincono che non c’è modo di conservare San Siro, non mi opporrò al buon senso. Però voglio capirlo». Il primo cittadino, infine, sottolinea: «C’è una disponibilità delle società a sedersi a un tavolo, che è quello che ho chiesto. Non vogliamo bloccare niente, ma che ogni iniziativa sia allineata con i bisogni e le esigenze dei cittadini. Il quartiere di San Siro è strano, a distanza di 400 metri ci sono la villa del super-ricco e la casa popolare. È un quartiere unico a Milano. Se voglio essere coerente con quello che dico, devo pensare alla parte che è più in difficoltà». 

Vedremo gli sviluppi nelle prossime puntate.




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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


14 thoughts on “Milano | San Siro – Stadio: “accordo entro due mesi”… altrimenti Milan e Inter scelgono altre vie

  1. Anonimo

    Spero si faccia a Milano e in tempi brevi. Inutile perdere tempo per salvaguardare cose che non meritano di essere salvaguardate.

  2. Milanese

    “Pensare al povero” ossignur! Ci pensa solo Sala ai poveri? Che benefattore!
    Quindi la giunta è pronta ad una inversione ad “U” se sotto minaccia di andarsene dei due club? Coraggiosi! Banderuole al vento dei più forti…wow!
    Il Meazza è storia e patrimonio di tutti (anche dei cittadini poveri se è per questo! 😜) non saranno quattro parole di Scaroni e (i soldi dei due club) a screditare il Meazza. Se lo si abbatte (complimenti per aver detto qualche mese fa che era salvo) lo si abbatterà contro l’interesse della città, la sua memoria e il suo turismo!

    1. ben

      meno male che governi solo le quattro mura di casa tua, perché si vede che sei buono coi proclami ma scarso di materia grigia.

      giustamente sala cerca di mediare (nel tuo mondo: banderuola), nell’interesse della città (ergo chiede di livellare le volumetrie al nuovo PGT e se c’è margine di conservare il meazza – un’anello o due, con una gestione che sia sostenibile).; altrettanto giustamente scaroni gioca pro domo sua: cosa vuoi che gliene infischi di “screditare” o meno il meazza? (risposta: una mazza).

      dicesi trattativa.
      e la partita – come spiegato a chiare lettere da sala – vede lo stadio come specchietto per le allodole per una mega-speculazione immobiliare e si giocherà fra 0,35 e 0,65.
      il resto è fuffa (compresi i tuoi lai su memoria e turismo, che risuonano come un tutto nel deserto: ma cresci!)

      1. Anonimo

        La cosa interessante sul tema è il silenzio di Maran, che di solito non è un taciturno…

        Secondo me più che una mediazione con Milan ed Inter, Sala sta giocando al gioco delle tre carte per non perdere pezzi della sua maggioranza come successe a Pisapia negli ultimi due cupi anni del suo mandato. In fondo ci sta, ma speriamo si sbrighino.

  3. Andrea

    Spero che verranno realizzati servizi utili e luoghi sociali dove poter passare il tempo e vivere, non i soliti palazzi in mezzo ad anonime aiuole che nei rendering sembrano sempre bellissimi ma nella realtà trasformano gli abitanti in formichine in mezzo ad un deserto di inutilità.

  4. Luca

    Dispiace , ma io lascerei solo un lato corto del vecchio con una porzione di lato lungo sempre del vecchio impianto , ad angolo. come fossero delle mura , e stop . Ci farei un parco con campi per giocare ( tennis, calcetto, basket)e socializzare , proprio come si faceva andando allo stadio negli anni che furono.

    E l impianto nuovo al suo fianco .

    quelli che dicono di non abbatterlo per il turismo si rendersnno conto che ne arrivera’ ancora di piu di gente a vedere i ruderi del vecchio e ammirare e fruire il nuovo .

  5. Milanese

    Tirate tirate giù anelli copertura ecc vedrete poi che sollevazione della città e che schiaffo daremo alle prossime elezioni comunali

    1. Anonimo

      tu dai troppa importanza al calcio e allo stadio….
      “sollevazione della città “..
      “che schiaffo daremo”.. (ok, adesso sappiamo che sei probabilmente leghista/di destra)
      fortunatamente la città ha sensibilità diverse ed è più complessa di così.
      e gli elettori valutano le amministrazioni su parametri più maturi.

  6. Wf

    Quellenorme spianata di cemento , misria, desolazione e morte ha bisogno di essere rivitalizzata… stadio o non stadio.

    Questa é lunjca cosa che conta.

    1. Anonimo

      No caro, contano anche tante altre cose, come l’identità del quartiere, della città e non solo, il rispetto delle regole urbanistiche, il punto di vista dei residenti che potrebbe essere ben diverso dal tuo, peraltro rispettabile, ecc. ecc.

  7. dc

    beh bluff mica tanto, loro lo stadio lo vogliono fare da zero anzi ad andare su un terreno liberi ci risparmiano i costi di demolizione, in questo caso sono loro ad avere il coltello dalla parte del manico, loro hanno le squadre ed i soldi per il nuovo stadio ed ai tifosi quello importa se lo stadio si dovesse fare a sesto o roh i tifosi andrebbero la senza problemi a nessuno importa che sia a san siro

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