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Milano | Trasporti: la lunga strada per la M6

La fantomatica M6, la linea “rosa” della rete della Metropolitana di Milano rimane ancora un sogno, ma se ne parla da anni ormai; noi abbiamo cercato di raccogliere un po’ di idee.

Se ne parla sin da prima di Expo; dal 2007, per la precisione. Inizialmente era una linea che da Garibaldi doveva andare a San Siro, progetto poi (per fortuna) accorpato a M5. Successivamente era stata ipotizzata la creazione della M6 attraverso lo ‘sbinamento’ (termine tecnico per indicare la separazione, lo scorporo di una tratta metropolitana dalla linea) del ramo Bisceglie della M1, diventando una linea separata con interscambio a Pagano e proseguendo poi su un altro tracciato. Il progetto era persino presente nel dossier per la candidatura di Milano ad Expo 2015, ma alla fine non è stato realizzato.

Della metropolitana linea 6 se ne parla anche nel Pums (Piano urbano mobilità sostenibile) come proposta per una nuova metropolitana, che dovrebbe collegare il Nord-Ovest con il Sud-Est di Milano, passando per il centro della città, arrivando a Ponte Lambro o al Vigentino – via Ripamonti . Viene contemplata nel documento di indirizzo della mobilità da circa una decina d’anni, ma, nonostante questo, la metro rosa rimane impantanata a causa dei costi e per le altre priorità che di volta in volta la fanno scivolare in fondo alla lista delle ‘cose da fare’. Per esempio l’avvio dei lavori per la M4 e, più recentemente, la scelta di prolungare le linee metropolitane esistenti verso l’hinterland della città prima di mettere mano a una sesta linea della metropolitana; cosa che ci fa dedurre che di M6 non si riparlerà per lo meno fino al prossimo mandato.

Si sono formulate, nel corso del tempo, varie ipotesi: collegare il Sempione con via Mecenate o il Vigentino e via Ripamonti: insomma i quadranti della città ancora non serviti dalla metropolitana.

Noi, sempre per ipotesi, visto che di progetti concreti non ce ne sono ancora, abbiamo provato a intraprendere tre strade, aggiungendo anche i futuri prolungamenti delle linee esistenti e magari, qualche idea alternativa, come il prolungamento della linea verde da Abbiategrasso-Chiesa Rossa a Rogoredo, passando e collegando il Gratosoglio, il Vigentino-Ripamonti e Nosedo (ma si tratta solo di una nostra idea, non di progetti seri). Abbiamo portato anche la linea Rossa oltre Rho, verso Arese, la Gialla verso Cormano e Paderno, la Lilla verso Settimo Milanese e ancora la Verde a Nord, verso Vimercate (questi progetti, per ora solo sulla carta, sono seriamente in discussione). Mentre per la M1 verso Baggio e Muggiano è notizia recente dell’impegno del Governo per il suo prolungamento con stanziamento integrale dei fondi. Nelle mappe abbiamo anche segnato le future o proposte fermate della “Circle Line” la linea ferroviaria ‘semicircolare’ (infatti non la si può considerare un anello, visto che la tratta Ovest, che chiuderebbe il circolo, è inesistente).

Intanto vediamo alcuni percorsi della futura linea M6:

Percorso A

Tornando alla M6, La Rosa, uno degli itinerari pensati partirebbe o potrebbe partire da Rho Fiera e Mind, discendendo e passando da Roserio, Certosa, Cagnola, Domodossola, e Pagano, collegandosi con la M1. Qui proseguirebbe sotto via Dezza passando da piazza Po, e dalla stazione M4 Solari. Collegandosi successivamente con la stazione di Porta Genova, inizierebbe il percorso verso Est, passando tra i Navigli (via Segantini e via Borsi e via Pavia). All’altezza di Via Cstelbarco, la fermata Porta Lodovica-Bocconi e poi già fino all’incrocio con via Ripamonti e via Lorenzini con il nome di Scalo Romana. A Lodi si incrocerebbe con la M3. La M6, passando sono Via Lattanzio farebbe una fermata all’incrocio con via Tito Livio. Svoltando in piazzale Martini, la fermata d’obbligo è Calvairate (all’angolo con la via Omonima). Passando oltre l’Ortomercato (potrebbe esser fatta una stazione anche qui) eccoci in piazzale Ovidio, via Mecenate, Santa Giulia, Ponte Lambro e in fine San Donato con la M3. Potrebbe anche proseguire lungo la ferrovia dove a San Donato dovrebbe sorgere la cittadella dello Sport.

Percorso B

Altra idea potrebbe essere quella che prevede di sbinare il ramo Ovest della M1 che porta a Bisceglie e in futuro Baggio, da Pagano, dove proseguirebbe verso il Corso Sempione, fermandosi poi a Cadorna e scavando molto in profondità (qui il problema saranno gli edifici in superficie e i probabili reperti archeologici) la futura metropolitana potrebbe aprire una stazione in zona piazza Affari con la stazione Borsa-Cinque Vie. Quindi proseguire verso Missori, collegandosi con la M3 e svoltando in Corso Italia dove potrebbe trovare una stazione a Porta Lodovica – Bocconi; successivamente Tibaldi Morivione. Ed eccoci pronti ad imboccare la lunga via Ripamonti con le fermate: Scalo Romana, Solaroli, Vigentino, Fatima o Val di Sole, Salvenasco, Macconago, Quintosole e Noverasco.

Percorso C

Altra ipotesi, spesso contemplata e che noi abbiamo proseguito in questo modo, è quella di sbinare il ramo Nord (Rho) della linea Rossa da Pagano e proseguire verso altra direzione (lo sbinamento in questo caso è tecnicamente più complicato rispetto al ramo Bisceglie e potrebbe richiedere lo stop della circolazione su entrambi i rami per molti mesi). Dopo la stazione Pagano, collegandosi naturalmente con la M1, proseguirebbe sotto via Dezza passando da piazza Po, e dalla stazione M4 Solari. Come per la versione A (la prima proposta in alto), la metro proseguirebbe a Porta Genova, Navigli, Porta Lodovica-Bocconi, Scalo Romana, Lodi, Tito Livio e Calvairate. Anche in questo caso, ci potrebbe essere una fermata “Ortomercato”; ma, proseguendo, la linea rosa si incrocerebbe con la ferrovia, dove potrebbe sorgere la stazione Taliedo, per proseguire ulteriormente e virare verso Viale Ungheria con la stazione di Morsenchio (ricordiamo i vecchi borghi di Milano, cribbio!). Quindi le prossime fermate potrebbero essere: Santa Giulia, Ponte Lambro e, per finire, Peschiera Borromeo.

Ricordiamo che si tratta di ipotesi e che al momento non vi sono ancora effettivi progetti ma solo supposizioni di percorso.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


54 thoughts on “Milano | Trasporti: la lunga strada per la M6

  1. Anonimo

    Sono contento che parliate di M6. Le linee attuali metro sono sature e se vogliamo togliere altre auto dalle strade, bisogna continuare a pensare al futuro. Spero sia un tema di dibattito per il programma dei prossimi 5 anni del Comune.

    Credo che ci siano alternative e variazioni possibili alla versione A (che proseguirei su Noverasco/IEO), che ha il vantaggio di chiudere l’anello della circle line sul lato ovest della città.

    Circle Line (fatta bene) e M6 secondo me sarebbero perfettamente complementari e darebbero una grande possibilità di interscambi con tutta la rete, finalmente passando per zone meno centrali delle altre linee.

    1. Anonimo

      Concordo in pieno. Anche la Circle Line potrebbe dare uno slancio all’annello ferroviario ancora poco utilizzato. Ogni auto tolta dalle strade è un pezzo di città riguadagnato. Poi bisogna anche essere un attimo più severi con Area B e Area C. Così come sono adesso non hanno più un effetto positivo. La gente entra in auto comunque, ed è un problema.

    2. UMS

      Se voi di UF aveste tempo, sarebbe bello ipotizzare come sarebbe la M6 (ipotesi A) fatta come “metrotramvia europea” (cioè seria).

      Credo che prevedendo brevi tratti sottoterra (tipo per attraversamento Navigli, forse fino alla Bocconi), facendo isole pedonali riservate (tipo tra Pagano e Domodossola o dopo Certosa), sfruttando parte del sedime della S9 (se fattibile, da Bocconi ad Ovidio), modernizzando delle linee esistenti (Ovidio-Mecenate) e nuove linee di tram in progetto (verso Santa Giulia), potrebbe funzionare.

      Chiaro non sarebbe “la metro”, ma costerebbe molto ma molto di meno e forse ce la potremmo avere in tempi quasi umani…

      1. ciro

        secondo me è chiaramente necessario il progetto B. La zona sud di milano, a partire da opera/noverasco è una distesa immensa di macchine la mattina e agli orari di punta, un traffico indecente! proseguendo verso la ripamonti, che è assolutamente incapace di sostenere tutto quel traffico, diventa palese la necessità di un mezzo di trasporto veloce e frequente, che non sia il lentissimo e stracarico tram 24! È a dir poco ridicolo che ancora si discuti sulla necessità di dotare di una metropolitana la ripamonti, basterebbe percorrerla la mattina o alle 18/19, oggi ho impiegato un’ora per fare 8 fermate ahah

        1. Massimo

          Seguendo il vostro sito mi pare lampante ciò che penso da tempo. Lo straordinario lavoro fatto dalle ultime due giunte ha dimenticato le periferie. Nulla o quasi esiste di nuovo nel pezzo di città aldilà del percorso della 90/91. Non è un filobus è un muro ideologico. E soprattutto ciò avviene nella parte sud, le zone 5 e 6 sono figlie di un dio minore. Anche il
          vostro sito le ignora, fateci qualche giro in più se avete tempo da queste parti

  2. Francesco De Collibus

    La priorità assoluta deve essere servire con una metropolitana la linea del Vigentino-Noverasco, che è solo servita dal terrificante 24, lento e impantanato tra le macchine

  3. Ottobre Rosso

    Iniziativa da lodare e da mettere in cantiere quanto prima dalla giunta attuale per non rischiare che poi arrivino dei cripto-faxxisti al governo della città e mandino tutto gambe all’aria. Molto bene l’ampliamento della metropolitana così da dare sempre meno scuse agli auto(sci)muniti per andare a zonzo inquinando e per rendere ogni parte della città accessibile a tutti, tuttavia spero anche che i lavori possano svolgersi con il minor impatto possibile sull’ecosistema e in particolare sulle forme di vita del sottosuolo milanese.

    1. Si Tav

      Veramente i primi mentecatti a non volere le metropolitane a milano sono stati i cripto-comunisti come te. Negli anni ’70 dicevano che erano mezzi borghesi. In seguito votarono no a M4 e M5 dicendo che fosse uno spreco di soldi e che bel tram avesse avuto lo stesso ruolo costando 10 volte meno.
      Spesso il silenzio è la miglior cosa per non risultare ridicoli come Ottobre Rosso.

  4. Milanese

    La M6 proposta B dovrebbe essere leggermente meno costosa quindi più fattibile (svecchiare il ramo di Bisceglie per renderlo più sicuro sarebbe comunque necessario tanto vale farlo con una linea nuova) inoltre “sbinare” permette di avere più frequenza di treni e meno persone sulle banchine in attesa del treno giusto (già troppe per le banchine attuali)

    1. Anonimo

      Lo sbinamento è sicuramente meno costoso, non solo leggermente ma forse anche di molto, perché a) ci si ritroverebbe mezza linea già fatta e b) il ramo Bisceglie è stato progettato fin dalle origini predisposto per lo sbinamento, quindi non sarebbero necessari lavori particolarmente complessi a Pagano.
      Inoltre c) perché consentirebbe di coprire ugualmente corso Sempione con la metro (almeno la prima parte) grazie alle due fermate Domodossola M5 e Sempione M6, senza bisogno di costruirci sotto un’intera linea.

    2. Anonimo

      Quindi il ramo Bisceglie verrebbe riadattato a metro “leggera” ? (tipo M4 e M5). Non credo sia ipotizzabile il resto della M6 con treni tipo M1…quindi sarebbe Bisceglie a fare “downgrade”

      Se così fosse un ulteriore risparmio si avrebbe nel progettare “leggero” anche il proseguimento verso Baggio M1.

      Però non credo sia l’ipotesi più realistica.

  5. Marco

    Molto interessante il percorso, anche se in alcuni tratti risulta essere un po’ troppo “a zig-zag”. Vi siete dimenticati la Goccia! A mio parere la tratta su Certosa dovrebbe spostarsi e fare intercambio con la stazione di Villapizzone, una delle future porte della cittadella Politecnica.

  6. Anonimo

    D’accordissimo. Bisogna accelerare sulla MM6 per togliere altre auto. Quello che va però anche fatto è di accelerare sulla Circle Line e sull’ammodernamento delle linee suburbane. Adesso sono ancora delle lumache, spesso in ritardo con stazioni degradate. Il trasporto pubblico è un opportunità di sviluppo per la nostra città, rendendola più accessibile, verde e vivibile. Quindi avanti senza si e senza ma!

    1. Anonimo

      Sinceramente questa cosa della circle line mi sembra davvero poco fattibile, più propaganda che realtà. Finché dovrà condividere i binari con altri servizi, come i regionali o addirittura i lunga percorrenza (cosa che succederebbe lungo tutto l’arco nord), non potrà mai avere frequenze decenti e forse neanche stazioni abbastanza ravvicinate.

  7. Giangik

    ciao Roberto, dalla analisi AMAT l’unica considerata economicamente quasi sostenibile è quella che da barattate segue il Sempione, scambia con Cadorna e Missori, per poi scendere verso sud

    1. Anonimo

      Se non ricordo male l’analisi dell’AMAT è abbastanza vecchiotta? Tiene in considerazione il profondo cambiamento (anche turistico) di Milano negli ultimi anni e soprattutto la sensibilità per la limitazione del traffico privato a Milano che si è sviluppata recentemente?

      Basta ad esempio anche solo introdurre nelle premesse di uno studio l’ipotesi circolazione in area B a pagamento, o la sosta a pagamento in tutto il territorio comunale, per cambiare completamente i risultati.

      1. _

        Più che altro bisogna vedere quale stima della popolazione di Milano nel 2030 è stata presa. Quella presente nei documenti di programmazione del Comune è ormai palesemente sottostimata.

        In ogni caso alla mattina nelle metro esistenti non c’è più posto per nessuno .

        E’ difficile pensare che una nuova linea, pronta nel 2040, resti mezza vuota e quindi economicamente non sostenibile (o quasi).

  8. Wf

    Ma la B e la C ci sono già…

    La A fa nuove fermate in zone scoperte e abbandonate dalla metro
    Tipo asse a partire dalle nuove case di Cascina Merlata (e gallaratese ndr) lungo viale certosa e Musocco per innestarsi nella rete principale di metro cittadina…

    Inoltre in questo quadrante possono venire ad abitare le persone visti i prezzi bassi delle case e la disponibilità.


    Cmqa favole e libri dei sogni…
    Metro 6..
    Non c’erano i soldi per la M4 …

    1. Anonimo

      Non c’erano i soldi per fare M5 e M4 in contemporanea.
      Se iniziamo a progettare la M6 adesso, può essere iniziata quando termineranno i lavori sui prolungamenti M1 ed M5 e quindi continuare il discorso di sviluppo della rete nel tempo.

      Purtroppo si tratta di immaginare oggi le necessità della Milano del 2030.
      Poi ti scontri con le necessità di bilancio (e consenso) del 2021 e magari pure con l’opposizione di quel 25% dei Milanesi di oggi che nel 2030 saranno nell’aldilà.

      1. Wf

        @11.12
        Sono contento se i soldi si trovano.
        Meno male.

        Anche perché sono investimentj buoni ed ottimi come politica keynesiana di espansione economica

        1. Si Tav

          Posto che i mentecatti politici di sinistra hanno sempre votato no a nuove metropolitane, il tuo intervento- gentile Wf – risulta alquanto stucchevole.
          L’unica volta che il PCI o PDS o PD votò a favore di una metropolitana fu con linea 3, per la quale si distribuirono tangenti in maniera vergognosa.
          Bel risultato, davvero

  9. enrico

    Secondo me gli imperativi sono 2:
    1) separare i due rami della M1 per garantire frequenze decenti soprattutto in vista del prolungamento verso Baggio e dello sviluppo di Arexpo, tanto più se ci fosse un (auspicabile) prolungamento verso Arese. Nella mia testa – fantapianificazione, ovviamente – l’ideale sarebbe sviluppare la M6 a partire dal ramo Bisceglie ma proseguire verso via Pagano, Arco della Pace, Moscova (M2), Turati (M3), Pta Venezia (M1 e Passante) e poi proseguire verso Città Studi (in vista di una sua riqualificazione dopo lo spostamento delle facoltà scientifiche della Statale in MIND) e Rubattino (sperando che sviluppino la’rea ex Maserati, per arrivare a Segrate Fs (Passante) dove potrebbe esserci la stazione di porta dell’Alta Velocità verso Venezia (e magari anche la M4 in arrivo da Linate).

    2) servire in modo adeguato sia l’asse del Sempione, sia l’asse Ripamonti, in questo caso più o meno secondo lo schema dell’ultimo PUMS con passaggio dal centro (Missori-Santa Sofia) di una linea (M7) da Molino Dorino/Baranzate a Noverasco, am senza biforcazione verso Rogoredo-Ponte Lambro proprio per non ripetere l’errore di avere frequenze dimezzate su tratte così centrali (altro il discorso, ovviamente, epr i rami M2 nell’hinterland).

    1. Anonimo

      Sentire dal 2007 ad oggi che non ci sono I soldi per la M6 e poi vedere il governo che in una notte rimedia 1 miliardo ( giusto il costo di una metropolitana leggera ) per salvare la Banca Popolare di Bari fa un po’ incaxxare…. Non trovate ?

      1. Anonimo

        Son cose diverse e poi, se dal 2006 ad oggi non abbiamo fatto il progetto preliminare – che è la base per poi chiedere i soldi – non è mica colpa del governo pro tempore.
        Prima iniziamo, prima arriverà l’allineamento giusto dei pianeti per avere dei soldi 🙂

        1. Gianluca Brescia

          Secondo me non ha senso parlare di M6 se ad oggi la M4 è ancora in costruzione e doveva essere conclusa nel 2015 per EXPO.
          Il prolungamento della M1 da Sesto F.S. per soli 2 chilometri è in ritardo.
          Penso che non sia possibile sbinare la M1 pecche ha un metodo di costruzione diverso rispetto alle metropolitane recenti M4 ed M5 e poi non dobbiamo dimenticare che da Pagano la galleria per Bisceglie passa sotto la galleria per Rho Fiera e poi scende verso sud. (http://carto.metro.free.fr/cartes/metro-milano/)
          Nella costruzione di un infrastruttura come ad esempio una metropolitana la componente fondamentale sono i fondi.

          1. _

            Infatti il problema sono i tempi lunghissimi. Da quando inizi col progetto preliminare al reperimento del fondi passano anche 10 anni. Poi tra gara e lavori altri 10.

            Se iniziassimo adesso con i progetti potremmo pensare di partire fra 10 anni, quando si spera che i prolungamenti linee esistenti che adesso sono in cantiere siano quasi finiti. Quindi la M6 sarebbe completata intorno al 2040.

            A me sembra ragionevole non indugiare oltre.

  10. Arturo Cerasi

    Sono perfettamente d’accordo. E’ come ho sempre pensato i futuri sviluppi della metro milanese!
    Unico appunto la 2a linea la farei passare esterna, non passando da missori-santa sofia ma da Solari poi P.ta Genova e XXIV Maggio per poi girare sull’asse vigentino che è uno degli assi di trasporto principali a cui manca un mezzo di trasporto veloce e capace.

  11. Anonimo7

    Personalmente costruirei il secondo passante da Domodossola verso Romolo, con fermate a Pagano e Washington cedendo il corridoio Trenord da Domodossola a Cadorna a MM. A questo punto svilupperei la M6 vesione A, utilizzando il corridoio Domodossola – Cadorna interrato e da li facendola proseguire verso Ripamonti. La partrenza sarebbe da Baranzate con fermata nei dintorni della tangenziale nord (Novate?).

    1. Anonimo

      il “corridoio Domodossola-Cadorna” è una linea ferroviaria a 4 binari, utilizzata al 100%…Buchiamo Milano con 4 binari da Domodossola a Romolo? Nemmeno il Crossrail… 🙂

  12. Ale

    Lo Sbinamento della tratta Pagano Baggio è strategico: il ramo per Rho Fiera è sovraffollato nei periodi di fiera e in generale dopo Pagano le frequenze dimezzate sono inefficaci per promuvere l’uso dei mezzi. Dopo le 21 e la Domenica si ha un treno ogni 11-14 minuti… esco in auto. Quel tratto resterebbe una piccola linea a se stante e x la M6 mi piace un percorso che percorra la zona viale Sempione fino a Certosa, come l’ipotesi A

  13. Max

    Perchè non sbinare il rame bisceglie in questo modo: h ttps://ibb.co/X7XCJQj (spero che si veda, togliete lo spazio), andando poi a sbinare il ramo cologno da gobba in su (si andrebe a collegare zona farini dove prima o poi si farà qualcosa, il passante a lancetti, dergano FS in cintura se mai la faranno, greco pirelli oltre a M1-M3 e M5 in un paio di punti).

  14. Anonimo

    La versione A è la più completa e copre intere parti di zone che sono completamente sprovviste della metropolitana, è anche il tracciato originale delle varie giunte.
    Ormai è diventata urgente e bisognerebbe già iniziare a programmare e a studiare la fattibilità del tracciato.

  15. Anonimo

    la versione B e C esistono di già…..

    BISOGNA SUBITO INIZIARE A FARE IL PROGETTO DI FATTIBILITA’ E INIZIARE A SCAVARE !!!

  16. Manuele

    Anche secondo me la B è quella che ha più un senso…
    se poi il prolungamento della Verde fino a regoredo si facesse sarebbe favoloso… con linee che si incrociano davvero.

  17. Kasportmu

    Buffo… io farei sicuramente il percorso B come MM6 e (con relativi aggiustamenti) il percorso A come MM7.

    Aggiungerei una MM8 circolare sul modello della Línea 6 di Madrid.

    Chiuderei l’anello ferroviario a ovest (da Certosa a S cristoforo) e potenzierei il servizio suburbano (prolungamento S13; implementazione S14 – S15 – S16 – S17 – S18).

    Last but not least, avanti tutta con i prolungamenti delle metro esistenti.

    Ultima postilla: gli orari, diamine! Non è ammissibile che chi abita fuori dalla tangenziale sia costretto a usare la macchina qualora l’ora di rientro sia oltre mezzanotte.

    Buone feste agli utenti di UF 🙂

  18. city lover

    sono stato in varie città europee e devo ammettere che il trasporto pubblico milanese è eccellente, fra bus, tram e metro il cittadino non ha assolutamente bisogno di usare l auto. Il vero problema di Milano è il caro affitti e i prezzi molto alti di acquisto di una casa, bisogna intervenire con investimenti massicci al più presto, cercare di attrarre capitali italiani e stranieri sull edilizia residenziale a basso costo per il cittadino medio

    1. Anonimo

      La parte sul costo degli affitti è condivisibile, ma il post suona lugubremente come la riedizione del vecchio slogan del PCI meneghino degli anni 50 e inizio 60:
      “La metro è solo un mezzo di trasporto per ricchi, i soldi vanno usati per l’edilizia popolare”

  19. city lover

    no no escludo categoricamente, non ero a conoscenza di questo slogan e neanche lo condivido. Ho posto il problema casa in generale, l’ edilizia popolare è un altra cosa a cui sta già pensando il comune. A Milano la popolazione aumenta, al contrario di quanto avviene in altre città italiane, pagare 800 euro per un bilocale è un furto. Per quanto riguarda la metro al momento la soluzione più semplice è la migliore: allungare la preesistente e/o sbinare il più possibile. Per la linea 6 non sono tempi maturi secondo me.

  20. Wf

    Le nuove metro dovrsbbero coprire le aree dove cis ono le case dei poveri che costano meno.

    Così i nuovi abitanti possono acquistare dove la metro è nuova e non spendere una fortuna.

    E allo stesso tempo quartieri isolati con i poveri vedono arrivare la metropolitana.

    Questo per una città che deve crescere in ogni zona alla stessa velocità senza lasciare indieteo nessuno.

    L’ipotesi A mi sembra quella migliore.

    Comunque si tratta di una cosa che arriverà ai tempi dei nostri nipoti.

    1. city lover

      purtroppo la metro non può arrivare dappertutto, qualche zona rimarrà inevitabilmente tagliata fuori. Si possono però mettere nuove linee di bus, che è molto più facile ed economico, oltrechè più veloce riguardo i tempi di realizzazione .

    2. Anonimo

      Se avessimo avuto ancora dei dubbi, questo commento ce li ha tolti: Wf non è laureato in economia.

      Non lo sai che il semplice arrivo della metropolitana di per sé fa alzare il prezzo delle case?

      1. Wf

        Nel frattempo ti compri la casa partendo da prezzi bassi genio…

        E non saranno mai alti come in Washington – Buonarroti genio2

        E i poveri che abitano li ci guadagnano la riqualificazione.

        Esperto d economia
        😅😅😅

        1. Anonimo

          Ma infatti, qui il vero genio esperto di economia è proprio Wf : “Nel frattempo ti compri la casa partendo da prezzi bassi .E i poveri che abitano li ci guadagnano la riqualificazione” e quindi non sono più poveri ma diventano ricchi.
          Non è da laurea @Anonimo 09:58, è da Nobel

          1. Wf

            Quindi i poveri che abitano li sono tutti preoccupati se gli arriva la metro…
            🤣🤣🤣🤣
            Noo la metro noo.
            Ci fa schifo!
            Vogliamo stare nella m…isolati dal mondoh!
            🤣🤣👍
            A te ti danno il premi NobBile per l’economia

        2. Andy

          L’impreparazione e l’ignoranza di Wf sono davvero pazzesce. Un tempo la sinistra diceva NO a nuove metropolitane perché erano mezzi borghesi e dividevano i quartieri. E ora Wf esce con queste genialate di macroeconomia! Fantastico: riesce a contraddire persino il suo voto.
          Senza contare che è alquanto limitato: o parla di togliere le auto dalle strade usando la bacchetta magica della Fata Turchina oppure parla di poveri. Questo è un vetero elettore del PCI. E dalla frequenza con cui scrive è pure un pensionato nullafacente

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