Milano | Porta Venezia – Che fine ha fatto il bel viale Vittorio Veneto, ci deve pensare l’Orco del Tronco?

Milano Porta Venezia. Purtroppo constatiamo ogni anno e evidenziato ad ogni primavera lo stato di cattiva gestione del verde pubblico di Milano. Se fate caso, in città abbondano sempre più i rami secchi degli alberi (non ultimo un nostro articolo sugli alberi di piazza Duca d’Aosta), gli alberi interamente secchi che non vengono rimossi, magari deceduti già da uno o più anni e gli alberi il cui tronco mozzato ormai fa da arredo urbano da mesi e anni. Questo anche a prescindere, purtroppo, della catastrofe provocata dal fortunale dello scorso 25 luglio 2023, quando nella notte si è abbattuta la tempesta che ha sradicato centinaia di alberi in tutta la città. Infatti molti alberi erano già ridotti male da prima della scorsa estate.

Così eccovi un bell’esempio di via, un tempo rigogliosa per i grandi platani che ombreggiavano e oggi una “dentiera sgangherata” dove mancano ormai due alberi su tre: Viale Vittorio Veneto a Porta Venezia.

Rigogliosa è l’erba, viste le abbondanti piogge di questa primavera, ma il resto, pare una città in abbandono o sicuramente trascurata: ringhiere divelte, squassate, sentieri spontanei e tronchi abbandonati e mai sostituiti con nuove piante. Insomma un pessimo spettacolo.

Tronchi “abbandonati” e secchi che hanno interessato anche a Milano il noto scultore-intagliatore del legno Andrea Gandini, famoso sopratutto nella capitale per aver “dato vita” a tronchi morti da tempo trasformandoli in sculture.

Così anche viale Vittorio Veneto e i suoi molteplici tronchi morti sono stati fonte di ispirazione per l’artista per creare un omino che fa capolino dalla corteccia da uno di questi, quasi un “Orco del Tronco”. “Orco” che quasi pare osservare il viale domandandosi: che fine ha fatto il bel viale Vittorio Veneto?

Insomma, a parte l’opera d’arte che ci piace, possiamo chiederci: ma non sarebbe il caso di trovare un’altra soluzione a questo oblio che è il verde pubblico gestito in questo modo?

Che tristezza poi l’arredo urbano dove troviamo vecchi pali dei cavi per i tram, ancora in stile inizio Novecento, affiancati a nuovi e anonimi pali moderni. Sciatteria su sciatteria.

  • Referenze immagini: Roberto Arsuffi
  • Porta Venezia, Degrado, Verde Pubblico, viale Vittorio Veneto, Sciatteria, Alberi, Andrea Gandini
Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

15 commenti su “Milano | Porta Venezia – Che fine ha fatto il bel viale Vittorio Veneto, ci deve pensare l’Orco del Tronco?”

  1. Vorrei segnalare che in via Pacini non sono mai stati sostituiti alcuni alberi tagliati dopo il temporalone del 25 luglio 2023. Non è stato rimosso neppure il ceppo rimasto dopo il taglio

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  2. Però non capisco. Qual è il vero problema alla fonte di questa sciatteria. Non credo sia solo una mala gestione della giunta? C’è qualche garbuglio burocratico? Ci sono dei blocchi negli uffici? Credo che a nessuno piaccia questa situazione? Men che meno alla giunta. Allora cosa,impedisce di intervenire? Davvero non comprendo

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    • Credo sia perlopiù questione di bilancio. Le entrate dei comuni sono scarse. Milano spende una gran parte delle sue entrate in trasporto pubblico (mantenere le metropolitane costa moltissimo), servizi, rifiuti…
      I cittadini pensano, a torto, che un comune abbia risorse infinite e debba occuparsi di tutto. In realtà tra le amministrazioni sono le regioni a fare il pieno di soldi, gestendo la sanità. E lo stato centrale, quando può tagliare, tagli le risorse ai comuni, è sempre stato così.

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    • Ma no, non é assolutamente colpa colpa della giunta, ci sarà sicuramente qualche “garbuglio burocratico” che impedisce di poter tagliare l’erba alta tipo giungla di PapuaNuonaGuinea.😡

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  3. Ho visto che hanno iniziato dei lavori in piazza Oberdan.
    Sono per caso per il nuovo museo di arte digitale che dovrebbe nascere nel diurno Venezia?
    Ma esiste qualche progetto o qualche rendering? Ne sapete qualcosa?
    Spero che sistemino anche piazza Oberdan perché così fa schifo.
    I negozi si sono dovuti creare una barriera di protezione per tutelarsi dagli sbandati e dagli ubriachi.

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  4. Che bello il piano De-forestami, sarei curioso di sapere quanti alberi sono stati piantati in centro città, dentro la 90-91, ma alberi però.
    Perché il comune solitamente abbatte due platani di 50 anni e poi conteggia anche i gerani come alberi piantati.

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  5. Con i brutti ceffi che popolano la zona ho paura a passare anche di giorno. Più che giardinieri servono carabinieri. E naturalmente serve un sistema dietro che non renda inutile il lavoro in strada.

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  6. Il verde costa: piantumazione, irrigazione, potatura. Politicamente non è visibile come una ciclabile. Il nostro sindaco e la giunta hanno fatto capire nei fatti che del verde non gli importa nulla!

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  7. È deprimente, penso che oltre alla causa economica, perché curare la vegetazione che, non solo a Milano, ma su tutto il territorio italiani si è sviluppata dal dopoguerra, sia impresa titanica, ma penso anche che non ci sia sensibilità. Potremmo usare internet per metterci in contatto e vedere di proporre qualcosa, trovare soluzioni, che cittadini anche esperti nel settore, ed altrettanto sensibilizzati, possano dare un contributo. L amministrazione comunale è disinteressata, ci dovremmo a valere di volontariato, che in Italia non manca, è colma molte gravi carenze della politica.

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  8. Mi compare una scritta che il mio commento è in attesa di moderazione, assicuro che è critico verso l amministrazione comunale, ma assolutamente rispettoso

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  9. Oltre naturalmente alla giunta, cosa potrebbe fare ognuno di noi residenti a Porta Venezia?
    Sarebbe bello saperlo per poi collaborare per esempio con qualche iniziativa come “Domenica verde in porta Venezia”

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  10. Una riflessione controcorrente da una persona che sta dalla parte degli alberi. Non intendo parlare di gestione del verde da parte del comune, ma provare a immaginare cosa significa per i nostri alberi vivere dove vivono. Non in un bosco o in un parco, ma in un viale dove binari delimitano i loro spazi radicali e infinite vetture tramviarie transitano ininterrottamente da decenni intorno a loro… Sto male solo a pensarci.

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